Salute con i Cinque animali del Qi Gong

 

                                              Wu Xing

 

 

“Le forme dei “Cinque Animali” derivano dalla elaborazione della scuola medica taoista e sono tecniche molto efficaci per regolare il corpo.

Fanno parte delle tecniche di Qi Gong in posizione eretta e sono di tipo dinamico…

La ragione per cui gli antichi maestri taoisti hanno elaborato queste tecniche di imitazione degli animali e che questi si muovono con grande competenza e naturalezza nel loro habitat e ogni animale sviluppa caratteristiche specifiche alla propria specie e che sarebbero desiderabili anche all’essere umano.

 

Spesso l’approccio iniziale a queste tecniche svela impreviste difficoltà di coordinamento neuro-muscolare, che spesso dipende da squilibri interni. Praticare le forme dei Cinque Animali significa perciò utilizzare uno strumento molto efficace nella regolazione del corpo.

Ciò che si chiede a chi pratica la forma dei Cinque Animali è di operare un buon lavoro di immaginazione, immedesimandosi nell’animale mimato, nelle sue movenze e soprattutto nel suo carattere.

L’atteggiamento deve essere quello di un bambino che gioca, sereno e contento, vivace e spontaneo.

Ci si immedesima nell’animale e lo si mima in modo naturale e senza sforzo, in uno stato di integrazione con la natura.”

Vediamone per ogni animale le sue caratteristiche curative salienti.

 

 

 

      Forma della tigre Hu Xing

“Risultato dell’esercizio della tigre praticato lentamente, con spontaneità e naturalezza, è lo sviluppo di una solida stabilità nella stazione eretta e nella deambulazione, poiché si ottiene un fine coordinamento dei movimenti, lavorando sulla stabilità e sull’equilibrio del Qi interno.

La tecnica della “Tigre” ha notevole effetto nelle patologie muscolari e articolari delle spalle gomiti, polsi e mani, nei deficit circolatori e neurologici dell’arto superiore e delle mani. E’ utile nelle patologie toraciche e respiratorie, sia funzionali che infiammatorie, nonché in generale in tutte le patologie croniche”.

       

            Forma dell’orso Xiong Xing

Con questi movimenti, “l’energia si muove all’interno seguendo il movimento del fisico e le regioni del corpo più impegnate sono il torace, le spalle, le mani e le anche.

Con questo esercizio si irrobustisce notevolmente il torace, e la forma dell’orso è specialmente indicata nei deficit della funzione digestiva, nelle distensioni addominali, nel rigurgito e nel singhiozzo.

E’ efficace inoltre nell’oppressione toracica, nella sciatalgia e nella lombalgia.

 

                        Forma della scimmia Hou Xing

Risulta molto liberatorio per l’umore.

E’ un esercizio incentrato sugli occhi, sullo sguardo e la funziona visiva, si esercitano tutte le articolazioni. E’ una forma che aiuta a curare tutte le patologie dolorose da vento e umidità, il “vento interno” (termine tecnico della Medicina Tradizionale Cinese), la cervicalgia e le patologie legate alla vista (miopia, presbiopia, glaucoma, …). Col tempo. Esercitando lo sguardo nella pratica, esso aumenterà di intensità.

 

                        Forma del serpente She Xing

E’ una tecnica ottima per tutte le patologie croniche, specie quelle articolari e dell’apparato gastro enterico; migliora inoltre l’efficacia immunitaria.”

 

            Forma della Gru He Xing

Con i movimenti della gru, “si deve aprire tutto il corpo al contatto con l’aria pulita.

Ha un effetto tonico e cosmetico per tutto il corpo, ed è molto efficace nell’aiutare a correggere le alterazioni della pressione arteriosa e nelle patologie circolatorie degli arti inferiori. Inoltre, migliora l’equilibrio nella deambulazione, anche negli anziani”.

 

( Il contenuto del testo è tratto dal libro Clara Melloni, “Qi Gong, La tecnica dell’eterna giovinezza”, dalle lezioni di Li Xiaoming)

 

 

 

 

 

Tai Chi chuan, salute e difesa personale

Le Tredici Tecniche dinamiche

“I testi classici fanno molto spesso riferimento alle cosiddette tredici tecniche o forme dinamiche che costituivano probabilmente il nucleo delle tecniche più antiche e più importanti del Tai chi chuan.

Cinque di esse, chiamate Wu Pu ossia “i cinque passi”, sono costituite da semplici spostamenti del corpo.

Le altre otto sono invece delle vere e proprie tecniche e sono state definite P aMen, esperessione che significa “le otto porte””.

 

Wu Pu: i cinque passi

“I cinque passi trovano le loro corrispondenze nei cinque elementi:

 

  1. Chin Pu (avanzare): metallo
  2. T’ui Pu (indietreggiare): legno
  3. Yu Pan (guardare a destra): fuoco
  4. Tso Ku (guardare a sinistra): acqua
  5. Chung Ting (stare nel centro, equilibrio centrale): terra

Queste corrispondenze devono “venir considerate più come degli interessanti tentativi di collegare armonicamente le tecniche del Tai Chi Chuan con le idee filosofiche che non dei veri e propri suggerimenti tecnici da seguire strettamente.

L’idea di base è comunque la necessità di una ininterrotta variazione negli spostamenti del corpo.

Questi devono costituire infatti delle fasi del processo attraverso cui il nostro corpo muta continuamente le posture, proprio come i cinque elementi sono le fasi di quel processo senza fine tramite il quale la natura assume sempre nuovi aspetti”.

 

                          Pa Men: le otto porte

“Le tecniche che vanno sotto il nome di “otto porte” sono state associate agli otto trigrammi.

Questo fatto ricorda che ogni tecnica fondamentale è costituita da elementi Yin e Yang che si alternano ininterrottamente in un processo in continua mutazione.”

Le tecniche chiamate “otto porte” coincidono con le otto direzioni.

 

  1. “Peng (difendersi, parare). Letteralmente P’engKun significa riparo, protezione.

La tecnica Peng, pur essendo difensiva, ha un carattere estremamente Yang ed è pertanto rappresentata dal trigramma Chien (cielo). Il nome del trigramma (cielo) ci ricorda poi che l’energia di Peng è diretta verso l’alto.

 

  1. Lu (tirare verso dietro e il basso). Rappresentata dal Trigramma Kun (Terra). L’inizio della tecnica Lu fa parte di una tecnica fondamentale che si chiama Ts’ai (prendere e tirare).
  2. Chi (premere). Con questa tecnica si esegue una pressione sul braccio avversario. Nella fase iniziale della prima dobbiamo afferrare e tirare il braccio attaccante, e pertanto interviene anche la tecnica Ts’ai (Prendere e tirare). Chi è rappresentato dal trigramma Kan (acqua). Nell’esecuzione di Chi dobbiamo infatti utilizzare soprattutto la forza avversaria. Il nome del trigramma ci ricorda che Chi pur essendo una tecnica morbida riesce, proprio come l’acqua, a prevalere su ciò che è duro.
  3. An (spingere)

Questa tecnica è rappresentata dal trigramma Li (fuoco). An è una tecnica aggressiva come la fiamma, ma che contiene anche un elemento di cedevolezza. L’avversario infatti potrà molto pià facilmente venir spinto via se lo squilibriamo cedendo prima al suo attacco.

  1. Tsai (prendere e tirare)

I  cinesi usano questa parola nel senso di prendere un fiore o cogliere un frutto.

Il trigramma che simboleggia Tsai si chiama Sun (vento). Dobbiamo infatti afferrare e tirare, ma in maniera morbida, senza mai opporre la nostra forza a quella dell’avversario. Quest’ultimo dovrà avere l’impressione di venir trascinato via dal vento.

  1. Lieh (schivare)

Le schivate sono di importanza fondamentale per il Tai Chi Chuan e fanno parte integrante di moltissime tecniche. Lieh è associata al trigramma Chen (tuono). Una schivata è infatti una tecnica prevalentemente Yin, ma per essere eseguita bene ha bisogno di una base molto solida (rappresentata dalla linea Yang). L’avversario verrà sorpreso dalla nostra improvvisa schivata (che rende vano il suo attacco) come dal rombo imprevisto di un tuono.

  1. Chou (gomito)

Il colpo di gomito anche se può avere un effetto micidiale è considerato una tecnica avente carattere difensivo in quanto può venir portato solo da distanza ravvicinata.

Il trigramma associato è Tui (lago). Come è difficile indovinare l’abisso che si cela sotto la calma superficie di un lago così è difficile per l’avversario rendersi conto della tremenda potenza nascosta nel nostro gomito.

  1. Kao (colpire con la spalla). Questa tecnica è particolarmente utile da usare quando l’avversario ha già superato le linee difensive costituite dalle nostre mani e dai nostri gomiti. Esso va dunque portato quando l’attacco è ormai vicinissimo. Il colpo di spalla ha dunque un carattere ancor più difensivo del colpo di gomito, ma l’avversario deve avere l’impressione di venir urtato da una montagna. Il trigramma che rappresenta Kao si chiama infatti Ken (montagna).

 

IL Tai Chi Chuan è, come il nome dice, una forma di boxe. Come mai allora il colpo di pungo (Chuan) non fa parte delle tecniche fondamentali? Ciò è dovuto al fatto che il pugno, potendo arrivare relativamente lontano, è considerato una tecnica in prevalenza offensiva, mentre l’arte del Tai Chi Chuan ha carattere esclusivamente difensivo. La stessa cosa vale ovviamente per il calcio. Nell’esercizio fondamentale esistono varie tecniche di pugno o di calcio, ma nelle applicazioni esse devono in generale servire come finte per eseguire immobilizzazioni o leve.”

(“IL Tai Chi Chuan”, Chang Dsu Yao)

 

Bastone Kimana

“Tutte le frequenze sono modelli di energia e, come abbiamo visto, le frequenze di una certa gamma hanno tendenza ad introdurre una risonanza – cioè avranno un’influenza energetica – sulle frequenze di una gamma simile. Uno dei metodi per ottenere questo effetto è la misurazione della lunghezza d’onda. Un amico esperto di elettronica mi disse che per intercettare una frequenza radio con una lunghezza d’onda di otto metri aveva bisogno di un’antenna lunga otto metri. L’antenna poteva essere a spirale, ma doveva essere della giusta misura.

A quanto sembra è possibile allo stesso modo intercettare bimana tramite antenne della misura opportuna.

Diversi anni or sono venni a contatto con la cosiddetta “bacchetta cubitale”. Si trattava di un bastone di legno, che misurava venticinque pollici (un pollice= 2,54 cm., n.d.t.), ma per il momento non mi soffermo a spiegare la ragione di tale lunghezza. L’importante è sapere che quella particolare lunghezza produsse i medesimi effetti energetici che avevo ottenuto con metodi con metodi molto diversi.

Alcuni di questi effetti saranno discussi in seguito. In breve, tenendo in mano la bacchetta, e a seconda del proprio livello di sensibilità, si avrà la tendenza a rilassarsi se si è tesi e a caricarsi di energia se si è rilassati. Continuando a tenere in mano la bacchetta, si possono provare sensazioni di pizzicore alle mani o nel corpo, la mente diventa più limpida e l’immaginazione si accende. Se avrete l’occasione di fare questa esperienza, scoprirete anche che la forza fisica e la capacità di resistenza agli sforzi aumenteranno. Portare con me la bacchetta cubitale nelle escursioni in montagna o durante i miei seminari mi aiuta a rimanere rilassato e pieno di energia. Ad un altro livello, la mia aura ne viene potenziata, pertanto aumentano la forza del pensiero ed il carisma personale. Forse c’è una relazione fra la bacchetta cubitale e le bacchette magiche delle fate o il bastone dei militari?

La lunghezza della bacchetta è d’importanza fondamentale. Infatti abbiamo scoperto che con venticinque pollici avrà questi particolari effetti, mentre né ventiquattro né ventisei pollici produrranno la stessa cosa. Ho fabbricato bacchette di legno, plastica, rame, filo e corda e ho scoperto che il materiale usato non fa alcuna differenza. Devo dire però che con filo e corda ho ottenuto gli effetti migliori quando venivano tesi piuttosto che lasciati laschi.

 

 

Continuai con altri esperimenti e coprii che la misura cruciale non era venticinque. Raddoppiare a cinquanta aveva funzionato, ma dimezzare a dodici e mezzo non produceva alcun risultato. Il numero chiave si rivelò essere il cinque. Il motivo non lo conosco perché ancora non ho scoperto con che cosa abbia risonanza la misura di cinque pollici, ma una bacchetta di cinque, dieci, quindici o venti pollici funziona bene quasi quanto una bacchetta di venticinque (dico quasi perché i risultati migliori si ottengono con misure di cinque, venticinque e cinquanta, per quanto mi riguarda). Non ho fatto prove con misure superiori a cinquanta e non ho ancora lavorato sufficientemente con il sistema metrico per poter presentare delle conclusioni su tali misure.

Un bastone lungo cinque pollici di legno, plastica o metallo è pratico da portare appresso, in tasca o in borsa e ideale da tenere in mano per potenziare il pensiero e la presenza personali nei momenti di riflessione o quando è necessario parlare di fronte a un pubblico. A causa del terzo trincio, mantenere parte dell’attenzione sul bastone aumenta il suo effetto energetico. Durante la meditazione o in un lungo haipule, tenere fra le mani una bacchetta di venticinque pollici aggiunge energia all’intera esperienza e vi mantiene carichi di energia per un po’ dopo la stessa. Se vi sdraiate per terra fra due bastoni di cinquanta pollici vi caricherete piacevolmente di bimana. Sembra che i bastoni possiedano energia e che si intersecano e amplificano a vicenda. Giacere fra due bastoni produce un effetto maggiore che non accanto ad un solo bastone.”

 

 

 

 

A scuola dallo sciamano, Serge Kahili King, ed. Punto

Rosario di un Guerriero dell’Illuminazione

Il Rosario di Gioielli di un Guerriero dell’Illuminazione

 

 Bodhisattvamaniavali

 

 

Testo composto dal virtuoso Pandita indiano DIPAMKARA SHRIJNANA (ATISHA), il glorioso illuminatore, l’essenza della consapevolezza primordiale, fondatore, fondatore della tradizione Kadam.

 

 

 

 

Il Rosario di Gioielli di un Guerriero dell’Illuminazione

 Bodhisattvamaniavali

 

 

Omaggio alla grande compassione.

Omaggio a tutte le guide spirituali.

Omaggio alle divinità di meditazione.

 

 

Abbandona ogni dubbio e dedicati con

entusiasmo alla pratica. Abbandona la pigrizia,

l’apatia ed il torpore, coltiva sempre un impegno

colmo di entusiasmo.

5            Tramite la consapevolezza, la vigilanza e

l’attenzione, ricordati di sorvegliare

costantemente ogni porta dei sensi.

Sia di giorno sia di notte, per tre volte,

esamina ripetutamente il tuo continuum mentale.

10          Rivela apertamente i tuoi errori

e non cercare difetti negli altri.

Nascondi i tuoi pregi, ma loda le

buone qualità degli altri.

Rifiuta onori ed acquisizioni

15          E rigetta sempre il desiderio di notorietà.

Avendo pochi desideri, sii soddisfatto

e ricambia gli altri con gentilezza.

Medita sull’amore e sulla compassione

e stabilizza la Mente del risveglio.

20          Evita le dieci azioni negative

e rafforza costantemente la tua fede.

Vinci l’ira e l’arroganza e sii umile.

Evita mezzi scorretti di sostentamento

e conduci una vita di verità (il Dharma).

25          Abbandona tutti i possedimenti mondani

e adornati con le gemme dei Superiori.

Elimina ogni frivolezza e dimora in solitudine.

Rinuncia alle chiacchiere prive di senso

e sii sempre consapevole di ciò che dici.

30          Quando incontri il tuo Maestro,

mettiti a sua disposizione, con rispetto.

Verso chi possiede l’occhio della Dottrina

e nei riguardi degli esseri senzienti principianti

sviluppa l’attitudine di considerarli tuoi Maestri.

35          Quando vedi qualsiasi essere senziente,

consideralo come tuo figlio o genitore.

Abbandona le amicizie fuorvianti

Ed affidati a virtuosi compagni spirituali.

Abbandona l’avversione e l’infelicità

40          e, ovunque vai, sii felice. Abbandona

l’attaccamento a qualsiasi cosa

e rimani libero dall’avidità.

L’attaccamento non ti procurerà mai

una rinascita felice, perché distrugge

45          l’essenza della liberazione.

Ogni qualvolta apprendi insegnamenti che

conducono alla felicità,

sforzati costantemente di praticarli.

Qualsiasi cosa tu abbia iniziato a fare,

50          innanzitutto portala a termine.

In questo modo, agisci positivamente in ogni

circostanza, altrimenti non otterrai alcunchè.

Evita sempre di compiacerti delle azioni negative.

Quando in te si manifesta vanagloria,

55          estirpa subito una simile arroganza.

Rammenta gli insegnamenti del tuo Maestro.

Quando sorge una mente colma di timore e

paura, rendi lode alla sublime qualità della mente.

Ogni qualvolta appaiono oggetti che stimolano

60          l’attrazione o l’avversione, medita

sulla vacuità di entrambi;

considerali come illusioni ed emanazioni.

Quando ti rivolgono parole offensive,

considerale come un eco. Quando il tuo corpo

65          sperimenta un danno, consideralo come il risultato

delle tue azioni precedenti.

Dimora in completa solitudine, oltre i confini

Della città, come i cadaveri degli animali selvatici.

Stai con te stesso, celandoti agli altri,

70          e rimani privo di attaccamento.

Mantieni costantemente la consapevolezza

Del tuo Ydam e,

quando sorgono l’indolenza o l’apatia,

sii consapevole di questi difetti

75          e prova un sincero rincrescimento.

Se incontri altre persone,

conversa in modo tranquillo e sincero.

Elimina dal tuo viso ogni espressione di rabbia

o sdegno, e cerca di essere sempre cordiale.

80          Quando sei in compagnia di altri, con gioia

sii sempre generoso, eliminando ogni avarizia.

Abbandona completamente ogni gelosia.

Per proteggere la mente altrui, evita ogni disputa

e sii sempre paziente.

85          Non adulare e non essere volubile,

ma rimani sempre fermo e risoluto.

Evita di disprezzare gli altri e

comportati sempre in modo rispettoso.

Quando dai consigli agli altri,

90          sii compassionevole e pensa al loro beneficio.

Non disprezzare alcuna dottrina spirituale

e segui con impegno quella che preferisci.

Per mezzo della porta delle dieci pratiche del

Dharma, impegnati con tenacia, di giorno e di notte.

95          Qualsiasi virtù tu abbia creato nei tre tempi,

dedicala al supremo, insuperabile Risveglio.

Dedica la tua energia positiva (meriti)

a tutti gli esseri senzienti.

Offri costantemente la preghiera dei sette rami

100        unita a grandi aspirazioni per il Sentiero.

Se agisci in questo modo, porterai a compimento

le due accumulazioni di merito e saggezza.

Inoltre, con l’eliminazione delle due oscurazioni,

esaudendo così lo scopo della rinascita umana,

105        avrai realizzato l’insuperabile, completo Risveglio.

La gemma della fede, la gemma dell’etica,

la gemma della generosità, la gemma dell’ascolto,

la gemma della considerazione (per gli altri),

la gemma del ritegno, la gemma dell’intelligenza:

110        queste sono le sette gemme supreme.

Queste sette gemme sono inesauribili.

Non rivelarle agli esseri non umani.

In compagnia, sii consapevole di ciò che dici,

quando sei solo, sii consapevole della tua mente.

 

Testo composto dal virtuoso Pandita indiano DIPAMKARA SHRIJNANA (ATISHA), il glorioso illuminatore, l’essenza della consapevolezza primordiale, fondatore, fondatore della tradizione Kadam.

 

Genjo Koan

Genjo Koan – " il koan realizzato"

 

Il Genjo koan è un testo importante nella produzione del maestro giapponese Dogen zenji (1200-1253). Fa parte dello Shobogenzo (Capitolo I), l’opera in 95 capitoli che viene considerata la più importante di Dogen zenji e una delle più importanti nell’ambito del Buddhismo giapponese.

La caratteristica del Genjo koan è quella di essere un testo breve, relativamente semplice che però tocca i punti più importanti dell’insegnamento del maestro. Ciò è forse dovuto al fatto che fu scritto per un discepolo laico e quindi doveva essere comprensibile ed esaustivo,cioè alla portata di una persona che non aveva grande dimestichezza con le sottigliezze della dottrina.

Queste caratteristiche resero questo testo molto popolare anche al di fuori della scuola zen Soto che fu appunto fondata da Dogen zenji, ancora oggi largamente diffusa e vitale nel Giappone moderno.

 

***

 

1. Siccome tutte le cose sono la Via illuminata, c’è l’illusione e la realizzazione, c’è la pratica e nascita e morte. Ci sono i buddha e gli esseri comuni. 

2. Siccome le innumerevoli cose sono senza un io permanente, non c’è l’illusione, non c’è la realizzazione, non ci sono buddha né esseri comuni, non c’è nascita e morte. 

3. La via del Buddha balza al di là dei molti e dell’uno, così c’è nascita e morte, illusione e realizzazione, ci sono esseri comuni e buddha. 

4. Eppure, anche se amiamo i fiori, essi cadono, anche se odiamo le erbacce, esse si diffondono. 

5. Portare te stesso in primo piano e poi sperimentare le cose, è illusione. Quando le innumerevoli cose si presentano sperimentando sè stesse, questo è risveglio. 

6. Quelli che ottengono una grande realizzazione dall’illusione sono dei buddha, quelli che ottengono una grande illusione nella realizzazione, sono esseri comuni. Inoltre ci sono quelli che continuano a realizzare oltre la realizzazione e quelli che si illudono maggiormente attraverso l’illusione. 

7. Quando i buddha sono veri buddha non necessariamente si accorgono che sono dei buddha. Nonostante ciò, essi sono dei buddha in atto, essi continuano a rendere presente il Buddha. 

8. Quando vedi le forme o senti i suoni impegnando a fondo il corpo e la mente, afferri le cose direttamente. A differenza delle cose e del loro riflesso nello specchio, a differenza della luna e del suo riflesso nell’acqua, quando una parte è illuminata, l’altra parte rimane oscura.


9. Studiare la Via vuol dire studiare te stesso. Studiare te stesso vuol dire dimenticare te stesso. Dimenticare te stesso vuol dire essere autenticato dalle infinite cose. Se sei autenticato dalle infinite cose, la tua mente e il tuo corpo così come la mente e il corpo degli altri, sono lasciati cadere. Nessuna traccia di realizzazione rimane e questa non traccia continua senza fine. 

10. Quando al principio cerchi il dharma, ti immagini che sei ben lontano dai suoi dintorni. Ma il dharma è stato già trasmesso correttamente: sei immediatamente il tuo Sè originario. Quando sei in una barca e guardi la riva, puoi avere l’impressione che la riva si stia muovendo. Ma quando porti i tuoi occhi solo sulla barca, puoi vedere che la barca si sta muovendo. Analogamente, se esamini le innumerevoli cose con corpo e mente confusi, puoi pensare che la tua mente e natura siano permanenti. Quando pratichi intimamente e ritorni a dove sei, sarà chiaro che assolutamente niente ha un sè immutabile.


11. La legna diventa cenere e non ridiventa più legna. Tuttavia non pensare che la cenere è il futuro e la legna è il passato. Devi capire che la natura della legna dimora nell’espressione della legna, la quale include passato e futuro ed è indipendente da passato e futuro. La natura della cenere dimora nell’espressione della cenere, che include in modo esauriente passato e futuro. Così come la legna non ridiventa legna quando è diventata cenere, tu non ritorni alla nascita dopo la morte. 


12. Stando così le cose, è un modo stabilito nella Via Illuminata negare che la nascita si trasformi in morte. Di conseguenza la nascita è intesa come non-nascita. E’ un insegnamento incrollabile nei discorsi del Buddha il fatto che la morte non si trasformi in nascita. Di conseguenza la morte è intesa come non-morte. 

13. La nascita è un’espressione completa in questo momento. La morte è un’espressione completa in questo momento. Sono come l’inverno e la primavera. Non chiami inverno l’inizio della primavera, né chiami estate la fine della primavera. 

14. L’illuminazione è come la luna riflessa nell’acqua. La luna non si bagna, l’acqua non si spezza. Anche se la sua luce è vasta e grande, la luna si riflette anche in una piccola pozzanghera. L’intera luna, l’intero cielo si riflettono nelle gocce di rugiada nell’erba, e anche in una sola goccia d’acqua. 

15. L’illuminazione non ti divide, così come la luna non spezza l’acqua. Non puoi intralciare l’illuminazione, così come la goccia d’acqua non intralcia la luce della luna nel cielo. 

16. La profondità della goccia è l’altezza della luna. Ogni riflesso, per quanto breve o lungo di durata, manifesta la vastità della goccia di rugiada e realizza la mancanza di confine della luna nel cielo. 

17. Quando il dharma non riempie il tuo intero corpo e mente, pensi che ti è sufficiente. Quando il dharma riempie il tuo corpo e mente, capisci che ti manca qualcosa. 

18. Per esempio, quando sei su una nave in mezzo all’oceano e la terra non è in vista, guardando nelle quattro direzioni l’oceano sembra circolare e in nessun altro modo sembra. Ma l’oceano non è rotondo né quadrato: i suoi aspetti sono di infinita varietà. E’ come un palazzo. E’ come un gioiello. Sembra circolare per quanto ne puoi vedere in quell’occasione. Tutte le cose sono così. 

19. Anche se ci sono molti aspetti nel mondo polveroso e nel mondo non condizionato, tu vedi e capisci solo ciò che il tuo occhio della pratica può raggiungere. Per poter apprendere la natura delle innumerevoli cose, devi sapere che anche se possono sembrare rotonde o quadrate, gli altri aspetti degli oceani e delle montagne sono di varietà infinita: interi mondi sono là. E’ così non soltanto intorno a te ma anche proprio sotto i tuoi piedi o in una goccia d’acqua. 

20. Un pesce nuota nell’oceano e per quanto lontano possa nuotare, non c’è un confine all’acqua. Un uccello vola nel cielo e per quanto lontano possa volare, non c’è un confine dell’aria. Tuttavia il pesce e l’uccello non hanno mai lasciato il proprio elemento. Quando la loro attività è grande, il loro campo è grande. Quando la loro necessità è piccola, il loro campo è piccolo. In questo modo ognuno di loro copre l’intera dimensione e ognuno di loro sperimenta totalmente il proprio reame. Se l’uccello abbandona l’aria, muore all’istante. Se il pesce abbandona l’acqua, muore all’istante. 

21. Devi sapere che l’acqua è vita e che l’aria è vita . L’uccello è vita e il pesce è vita. La vita deve essere uccello e la vita deve essere pesce. 

22. E’ possibile illustrare questo anche con altre analogie. La pratica, l’illuminazione, la gente sono così. 

23. Ora, se un uccello o un pesce provano a toccare il confine del proprio elemento prima di entrarci, questo uccello o questo pesce non troveranno la propria via o il proprio luogo. Quando trovi il tuo luogo là dove sei, la pratica si stabilisce, mettendo in atto l’essenza. Quando trovi la tua Via, in questo momento la pratica si stabilisce, mettendo in atto l’essenza, perchè il luogo, la Via, non è né grande né piccola, né tua né di altri. Il luogo, la Via, non continua dal passato e nemmeno sorge adesso. 

24. Di conseguenza, nella pratica-illuminazione della via dei buddha, incontrare una cosa vuol dire conoscerla a fondo: praticare vuol dire praticare completamente. Qui è il luogo, qui si stende la Via. 
Il confine della realizzazione non è distinto, perchè la realizzazione avviene contemporaneamente al padroneggiare la Via illuminata. 

25. Non pensare che ciò che realizzi diventi tua conoscenza e possa essere afferrato dalla tua coscienza. 
Anche se istantaneamente messo in atto, l’inconcepibile può non essere manifesto. Il suo manifestarsi è al di là della tua conoscenza. Il maestro zen Baoche del Monte Mayu si faceva vento con il ventaglio. 
Un monaco si avvicinò e disse: "Maestro, la natura del vento è permanente e non c’è luogo che non possa raggiungere. Perchè allora usi il ventaglio?". 

26. "Anche se capisci che la natura del vento è permanente – replicò Baoche – tu non capisci il significato del suo raggiungere ogni luogo". "Qual’è il significato del suo raggiungere ogni luogo?", chiese di nuovo il monaco. Il maestro continuò semplicemente a farsi vento con il ventaglio. Il monaco si inchinò profondamente. 

27. Mettere in atto la Via illuminata, la traccia vitale della sua corretta trasmissione, è così. Se dici che non hai bisogno di usare il ventaglio perchè la natura del vento è permanente e puoi avere il vento senza agitare il ventaglio, non capirai né la permanenza né la natura del vento. La natura del vento è permanente: proprio per questo il vento della dimora del Buddha svela l’oro della terra e rende fragrante la crema del lungo fiume.

 

Scritto nell’autunno del primo anno dell’era Tenpuku (1233) per il discepolo laico Yokoshu del Kyushu. Inserito nello Shobogenzo nel 1252.

 

Enneagramma

L’Enneagramma


L’enneagramma, antico mezzo di conoscenza di sè e di evoluzione spirituale, pare sia nato in Persia più di duemila anni fa, dove era usato come percorso iniziatico dai maestri Sufi. É uno strumento che aiuta a fare verità su se stessi: da una parte ci rende consapevoli della nostra unicità e dall’altra ci spinge a cogliere le similitudini che ci legano alle altre persone. Permette infatti di rendersi conto che ognuno di noi ha modelli di comportamento, tendenze selettive o filtri che lo condizionano, e che gran parte delle difficoltà umane sono causate dal fatto che siamo ciechi al modo di vedere degli altri.

L’enneagramma descrive nove diversi tipi di personalità e il rapporto tra loro. Se siamo in grado di riconoscere il tipo a cui apparteniamo, potremo affrontare meglio i nostri problemi, oltre che conoscere meglio i nostri familiari, amici e colleghi. Ma oltre alla descrizione delle varie caratteristiche umane, l’enneagramma conduce al cambiamento interiore. E’ più di un’indagine psicologica per la conoscenza di sé: ci dà la possibilità di metterci a confronto col nostro io inconscio, invitandoci a prenderne coscienza.
I 9 tipi dell’enneagramma si raggruppano in 3 diversi centri: viscere, cuore e testa.

 

 

Significato e scopo dell’enneagramma


Tutti possediamo qualche lato oscuro che ci condiziona e che, in un certo senso, è una strategia di autodifesa scelta inconsciamente per ottenere sicurezza e soddisfazioni ed evitare dolori e fallimenti. Riconoscere il segreto predominio di queste pulsioni negative è il primo passo verso la libertà interiore.
L’enneagramma, dottrina antichissima oggi riscoperta e apprezzata da teologi e psicologi, rappresenta un mezzo efficace per acquisire la necessaria capacità di autocritica in vista di una più armonica crescita psicologica e spirituale.
Le radici dell’enneagramma (ennea: nove e gramma: lettera), risalgono a più di 2000 anni fa. Venne sviluppato sul finire del Medioevo da alcune confraternite sufi. I sufi erano musulmani devoti rinuncianti, simili ai francescani, che arrivavano a Dio con la preghiera e la meditazione.
L’enneagramma definisce nove tipi di personalità a partire da nove ‘trappole’, ‘passioni’ o ‘peccati mortali’. Si tratta dei sette peccati capitali: superbia, invidia, ira, accidia, avarizia, ingordigia, lussuria e a questi si aggiungono due ulteriori ‘peccati’: menzogna e paura. Il termine "peccato" viene inteso come la nostra "separazione da Dio", ma anche dal nostro prossimo e da noi stessi. I "peccati" sono inasprimenti del carattere che impediscono all’energia di fluire liberamente.
Ognuno dei nove tipi di personalità comprende una classe che si estende tra poli estremi: irredento (immaturo) e redento (maturo). Una persona irredenta è imprigionata in se stessa, e pensa che il suo punto di vista sia l’unico valido.
I sufi chiamavano l’enneagramma ‘Il volto di Dio’, essi immaginavano che nel cammino di liberazione l’uomo divenga sempre più capace di abbandonare la propria posizione per osservare la vita da un altro punto di vista. Se fossimo capaci di ‘indossare tutte le nove paia di scarpe’ e osservare la realtà da ognuno dei nove punti di vista, allora osserveremmo il mondo con gli occhi di Dio.
Nessuno dei nove tipi è migliore o peggiore di altri, ognuno di essi ha bisogno di arrivare alla libertà e ognuno di essi ha doni unici.
Conoscendo l’enneagramma è possibile elaborare meglio i nostri rapporti e le dinamiche delle relazioni: in ambito lavorativo, tra genitori e figli, tra uomini e donne, nelle amicizie, nei gruppi. Ma soprattutto l’enneagramma è uno strumento utilissimo per l’autoconoscenza e la consapevolezza di sé.

 

tre centri: viscere, cuore, testa


I nove tipi dell’enneagramma vengono segnati sulla circonferenza in senso orario e sono riuniti in gruppi di tre:

Pancia

OTTO, NOVE , UNO: gruppo delle persone “viscerali”. Essi reagiscono in maniera immediata, spontanea e impulsiva e non filtrano con il cervello.
Gli uomini di pancia reagiscono istintivamente. Il centro del corpo che li guida è l’apparato digerente e il plesso solare. L’orecchio e il naso sono i loro organi di senso più sviluppati. Tutto per loro gira intorno al potere. La vita è per loro un campo di battaglia. Spesso, inconsciamente si occupano di potere e di giustizia. Esteriormente risultano sicuri di sé e forti, mentre interiormente possono essere afflitti da dubbi morali su di sé.
In una situazione nuova dicono come prima cosa: "Qui ci sono io, occupatevi di me", oppure chiedono: "Come mai io sono qua?". Siccome seguono molti impulsi "istintivi", parte del loro compito nella vita è di trasformare i "diversi amori" in amore.

Cuore

DUE , TRE , QUATTRO: gruppo delle persone di cuore. L’energia dei tipi di cuore va incontro agli altri, il loro tema sono le relazioni interpersonali.
Il cuore e i sistemi circolatori sono il loro centro del corpo. In loro sono particolarmente sviluppati il tatto e il gusto. Tutto per loro gira intorno all’essere per gli altri. Risulta loro difficile rimanere soli con se stessi. In una situazione nuova chiedono: "vi piacerò?" oppure: "Con chi sto?". Vedono la vita come un compito da svolgere. Si preoccupano del prestigio e dell’immagine (spesso inconsapevolmente). L’aspetto positivo di tutto ciò è che hanno un senso di responsabilità sviluppato.
Tendono ad adeguarsi, a reclamare attenzione, ad essere saccenti. Vengono influenzati da ciò che gli altri pensano di loro e ritengono spesso di sapere ciò che è bene per gli altri. Tendono a sopprimere la loro aggressività, nascondendosi dietro una facciata di bontà e di attività. Esteriormente risultano sicuri di sé, allegri e armonici, interiormente però si sentono spesso vuoti, incapaci, tristi e vergognosi.
Essi devono imparare soprattutto a fare del bene in una maniera che non viene notata né premiata. Il loro compito di vita consiste nel trasformare in speranza tutto ciò che costantemente si aspettano.

Testa

CINQUE, SEI , SETTE: sono i tipi di testa. Questo è un gruppo cerebrale.
L’energia della testa è un’energia che si ritira dagli altri. Gli uomini di testa in ogni situazione per prima cosa fanno un passo indietro per riflettere. Vengono guidati dal sistema nervoso centrale e il loro centro sono gli occhi.
In una nuova situazione per prima cosa vogliono orientarsi, si chiedono: "Dove sono?" ovvero: "Come si combina tutto ciò?" Vedono la vita come un enigma, un mistero. Hanno il senso dell’ordine e del dovere. Il loro atteggiamento è di solito impassibile e concreto. Sembrano avere poche esigenze e sanno lasciare spazio agli altri. All’esterno risultano spesso chiari, convinti e capaci, interiormente però si sentono spesso isolati, confusi e privi di senso.
Gli uomini e le donne “di testa” devono passare dal pensare al fare, e dall’isolamento alla comunità ("Chi non sa vivere nella comunità si guardi dal stare da solo", Bonhoeffer). Il loro compito consiste nel trasformare i loro dubbi e parziali verità in fede.

 
 
 
Fine prima parte Tratto dal sito ( http://www.analisigrafologica.it/hal.php?idt=ennea)
 

Meditazioni brevi

Colonna di luce

 

Stai in piedi a gambe larghe per l’ampiezza delle spalle…  chiudi gli occhi. Immagina di essere inondato da un fascio di luce bianca che copre tutto il tuo copro….. Questa luce entra in te, scendendo da sopra il tuo capo, ed illuminando tutto il tuo essere….. Prendi attenzione alla sensazione che ti procura… può darti un senso di calore o vibrazione… mantieni la visualizzazione…. Poi riprenderai la normale consapevolezza, rimanendo in conttatto con questa nuova senzazione e nello spazio interiore.

 

  

    Respiro nel cuore

Chiudi gli occhi e respira alcune volte lentamente, profondamente. Pausa… Prendi a respirare lentamente e porta la tua attenzione al centro del petto, sul 4° chakra.

Ogni respiro, porta serenità e pace i n quest’area,  che piano piano, porta pace e serenità diffondendosi  in tutta questa area del petto….. un luce rosa o verde accompagna questo tuo tocco leggero di serenità. Rimani un pò in ascolto, lasciandoti cullare da questa sensazione, ed emozione dolce… poi lascia andare lentamente il colore e la concentrazione, lentamente riprendi coscienza, rimanendo ancora un pò in contato con questo spazio

 

Piramide (radicamento)

Prendi la tua posizione, ed inizia a respirare profondamente e lentamente….. poi riprendi a respirare normalmente e inizia a visualizzare una piccola piramide s

 

    lo capo leggermente distante sopra la tua testa…. La piramide prende ad ingrandirsi, fino a far stare dentro tutto il tuo corpo….. la punta sopra il tuo capo e la base a terra…… senti la piramide attorno a te e prendi consapevolezza della sua base….. inizia a sentire il tuo radicamento, stabilità e pesantezza. Prova a sentire questa sensazione di radicamento e solidità di base….. e continua nella sensazione fino a che non avrai assimilato un pò di questa sensazione di radicamento….. Poi ritorna alla consapevolezza normale, riaprendo lentamente gli occhi, rimani in contatto con il  tuo spazio interiore che hai sperimentato.

 

Radici 

Mettiti a sedere e prendi consapevolezza del tuo corpo…. senti il contatto con il tereno, con la sedia o su cosa sei seduta… snti il peso del tuo corpo…. immagina che dal bacino e dai piedi escano delle radici che entrano nel terreno, e si spingono in profondità sotto il tereno. Segui la visualizzazione, ed immagina queste radici che entrano nel terreno…. queste radici più entreranno nel terreno, più ti daranno energia. Prova a sentire questa senzazione di nutrimento che come un flusso sale dalle tue radici, come una corrente di energia che entra nel tuo corpo risalendo dalla terra.    Osserva, senti ciò che accade nel tuo corpo…  poi riapri lentamente gli ochi restando ancora un pò in contatto con questa sensazione ed energia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Parole e saggezza pellerossa

Se voi uomini bianchi non foste mai arrivati, questo paese sarebbe ancora com’era un tempo. Tutto avrebbe conservato la purezza originaria. Voi l’avete definito ‘selvaggio’, ma in realtà non lo era. Era libero. Gli animali non sono selvaggi; sono solamente liberi. Anche noi lo eravamo prima del vostro arrivo. Voi ci avete trattati come selvaggi, ci avete chiamati barbari, incivili. Ma noi, eravamo solo liberi!(Capo Leon Shenandoah, Onondaga)

Io nacqui nella prateria dove il vento soffiava liberamente e dove non c’era nulla a bloccare la luce del sole. Io nacqui dove non c’erano recinti e dove ogni cosa respirava liberamente. Io voglio morire là, e non dentro questi muri. (Dieci Orsi, Comanche Yamparika)

 

"Nel cuore di ogni uomo è radicato un appetito spirituale per una fede assoluta, duratura e positiva in un’esistenza futura. Essa lo rende tranquillo. Una fede di questo tipo è la base indispensabile della personalità. Ma un buon numero di giovani non hanno quest’ancora di salvezza per la propria anima." (Thomas Wildcat Alford, Shawnee)

 

« L’illusione degli uomini, di trovare spiegazioni nelle religioni artefatte e gioia nelle cose materiali, somiglia a quella dei bambini che credono di poppare il latte mentre si succhiano il pollice » { anonimo }

 

"Tutta la nostra civiltà è stata costruita sull’osservazione della Natura. Essa è stata nostra maestra fin dall’inizio. E’ così che abbiamo fondato la nostra religione. E’ così che abbiamo strutturato il nostro modo di vita. Nello stesso modo, è sullo studio della natura che abbiamo organizzato il nostro ‘governo’. Noi abbiamo vissuto sotto lo stesso regime immutato: il governo tradizionale realizzato dai nostri antenati. E’ stata la nostra legge e noi abbiamo vissuto seguendo i suoi principi fino a quando…. Fu nel 1492 che le leggi dei nostri antenati cominciarono a cambiare. Un governo vecchio di centinaia di anni strutturava la nostra vita. Questa legge ben si confaceva a noi. Noi ne comprendevamo le regole. Storici, antropologi hanno scavato la terra del nostro paese per scoprire la storia dell’emisfero occidentale. Ma non hanno trovato prigioni. Non hanno trovato penitenziari. Non hanno trovato manicomi. Prima del 1492 noi vivevamo questa vita, una vita che per noi era molto preziosa. La religione era capita facilmente da tutti gli abitanti del nostro emisfero. Giunse il tempo in cui ci venne detto che la nostra religione non era giusta. Fummo allora costretti ad accettare la religione importata dai bianchi. Furono in molti quelli che si convertirono al cristianesimo e che così abbandonarono la religione degli antenati. Ancora oggi noi osserviamo la Natura e vediamo come essa alleva i suoi piccoli. Sappiamo trovare le anatre, sappiamo trovare le oche che tuttora vivono secondo leggi millenarie. Gli animali, infatti, continuano a seguire la legge che è stata data loro nella notte dei tempi. Le regole originarie della vita sono state date ad ogni creatura. Il Creato nel suo insieme continua a seguire le Regole della Vita. Gli alberi, i frutti non vengono mai meno a queste regole. Non commettono mai errori. Danno i loro frutti quando è stagione. Gli animali non sbagliano. Vivono sempre come quando vennero creati. Nel Creato, quali sono le regole di vita per l’uomo? Noi vediamo il Creato… la Vita, il cerchio, una dimensione che non ha né principio né fine. (Philip Deere, Muskogee-Creek)

 

Nessuno ha il diritto di vendere, anche ad un’altra tribù e men che meno agli stranieri…
Vendere un Paese! Perché non vendere l’aria, le nuvole, e il grande oceano con tutte le sue terre!
Non è forse vero che il Grande Spirito li ha creati per i suoi figli?
(Tecumseh, Shawnee)

 

Il corpo muore. Il corpo è semplicemente ciò che l’anima materialmente possiede.
E’ il suo involucro. L’anima prosegue la sua vita.
(Susie Billie, 102 anni, Seminole)

 

Non si inizi nessun discorso senza mostrare per prima cosa umiltà. "Io sono ignorante, un pover’uomo", è così che cominciano tutti i discorsi. "Io non so nulla più di voi che siete seduti intorno a me, ma io vorei offrirvi il mio umile parere". (Allen C. Quetone, Kiowa)

 

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