Decennio dalla morte di Castaneda

“Il 19 Giugno 1998 è stata diffusa nel mondo la notizia della morte di Carlos Castaneda, il certificato di morte recava la data del  27 aprile, e le sue ceneri, dopo una cerimonia a cui hanno partecipato pochi intimi, sono state sparse in un logo segreto nel deserto del messico.” (Tratto dal libro “Carlos Castaneda Il lato attivo dell’Infinito”)

“Castaneda era peruviano, etnologo e antropologo all’Università della California, uno studioso universitario di tipo occidentale. Nel ’68 a 43 anni andò nel deserto del Messico (a Sonora) per studiare una pianta allucinogena, il mescal o meztcal, considerato dagli indigeni uno dei 12 dèi messicani.
Castaneda arriva nel deserto messicano per studiare il peyote. Gli viene indicato come esperto un vecchio indio Yaqui, di nome DON JUAN MATUS, uno yerbero, cioè un conoscitore di piante.” Con lui inizia il suo apprendistato.

                         Don Juan

Don Juan Matus è uno stregone indiano del Messico, che  iniziò Carlos Castaneda, Carol Tiggs, Florinda Donner-Grau e Taisha Abelar al mondo cognitivo degli sciamani che vissero in Messico, secondo don Juan, tra 7.000 e 10.000 anni fa. “ Il testamento spirituale di don Juan è l’eredità  ininterrotta che risale agli antichi stregoni centroamericani di migliaia di anni fa. Florinda Donner-Grau sottolinea a questo proposito che il loro gruppo è in grado i ripercorrere la storia del proprio lignaggio per 27 generazioni. Castaneda dagli incontri avuti inizia a scrivere dei libri, ma “non troviamo semplici storie, ma dei punti di riferimento, anche delle “direttive” per un percorso””. “Gli stregoni della linea di don Juan definiscono queste direttive “Racconti di potere”. Come dice Taisha Abelar “esso è un sapere pragmatico per excellence – un sapere nel senso di coscienza e di percezione diretta, di prima mano, e così solo un tipo di lettore può comprendere veramente gli scritti di Castaneda e delle sue compagne: colui che segue veramente le direttive che vengono date, che sa trasformare i racconti in esperienze, e le esperienze in conoscenze. Ogni altro tipo di approccio è segno di un attegiamenteo lezioso ed inconcludente, che porta spesso solo ad ingannare se stessi.” Queste conoscenze divulgate nei libri, in seguito vengono  portate al pubblico anche in altre modalità. Alla fine degli anni ottanta prende a far luce Tensegrità, con seminari e poi videocassette.

“La Tensegrità è la versione ammodernata di alcuni movimenti chiamati passi magici sviluppati dagli sciamani indiani che vissero in Messico in tempi precedenti alla Conquista Spagnola. Don Juan ed i suoi compagni avevano infatti insegnato individualmente a ciascuno dei loro allievi serie diverse di esercizi che erano stati specificamente adattati ad ognuno di loro tenendo conto dei loro bisogni e della loro struttura fisica.” Castaneda ed il suo gruppo elaboreranno poi una forma generale adatta a tutti “che è oggi insegnata e conosciuta con il nome di Tensegrità”.

 
                              Punto di riferimento per alcuni registi     

Noti  cineasti furono affascinati dalle sue opere. “Alcuni registi come George Lucas, si fecero da queste ispirare per realizzare capolavori – in questo caso la trilogia di Guerre Stellari, ed in particolar modo il terzo episodio il ritorno dello Yedi, nel quale è facilmente percepibile il sottofondo castanediano. Altri considerano la possibilità di trasporre in film lo stesso “A scuola dallo stregone”. Uno di questi registi fu il maestro Federico Fellini. Il progetto saltò quasi subito, ma ebbe come conseguenza l’interessante amicizia del regista con Castaneda.  Anche il produttore Tracy Kramer e lo sceneggiatore Bruce Wagner avevano contattato Castaneda , ed anche in questo caso non ne era risultato  un progetto cinematografico, ma un legame di tut’altro tipo. Oliver Stone si è dichiarato pubblicamente un fedele fan di Castaneda e delle streghe.” Possiamo inoltre pensare ad un film dove il serial killer Freddy Krueger  in  Nightmare on Elm Street si materializza nei sogni della sua vittima. “Chi a questo proposito comincia a pensare a Castaneda e L’Arte di  sognare non va molto lontano dal vero. La scenografia del film è firmata – e come poteva essere altrimenti? – da Bruce Wagner.” (rielaborazione e brani tratti da “Carlos Castaneda e i guerrieri di Don Juan” di Norbert Classen)

 Chi ha visto Polterheist 2, un film che a me è piaciuto tantissimo, potrà inoltre vedere nella figura dello sciamano, l’energia delle parole di Don Juan.  Ed infatti alcune frasi sono tratte dai libri di Castaneda, in particolare io ho potuto trovarci quelle del libro “Viaggio a Ixtlan”.

 

 

 

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