I Sali di Shussler

 
Sali di Schussler

Furono ideati nel 1873 dal medico tedesco Wilhelm Schussler, il quale affermava che 12 sostanze inorganiche e fisiologiche funzionali dell’organismo potevano essere anche utilizzate per guarire, e che lo stato di malattia deriva da uno squilibrio tra ferro, calcio, potassio, sodio, silicio e magnesio, elementi minerali base delle nostre cellule.
Non si ha più il concetto omeopatico della similitudine, ma il processo di guarigione è basato sui processi chimico-fisiologici che avvengono nell’organismo umano. I dodici preparati di minerali dinamizzati, diluiti alla 6 D, ripristinano nella cellula quella quantità di ioni necessari per la sua normale funzionalità, stimolando l’organismo a difendersi.

Inoltre egli formulò l’ipotesi che dodici sostanze inorganiche e fisiologiche, funzionali dell’organismo, potevano anche essere utilizzate per guarire: tale ipotesi trova le sue origini da un’analisi, che egli stesso condusse, della cenere derivante dalla combustione di tessuto umano e dalla quale scoprì che i sali in esso presenti erano solo dodici e che solo una adeguata e corretta proporzione di minerali permetteva il perfetto funzionamento delle cellule.

Nacquero così i "Sali di Schussler", dodici preparati a base di minerali diluiti, oggi utilizzati a scopo terapeutiche da molti esperti di medicina naturale e complementare.

Essi hanno lo scopo di correggere lo squilibrio minerale ripristinando il funzionamento ed il ricambio cellulare. Essi sfruttano gli stessi principi dell’omeopatia utilizzando come rimedi gli elementi base del corpo umano.

I Sali di Shussler sono disponibili nelle farmacie in diverse preparazioni, dalle compresse alle gocce, dalla polvere alla pomata. Vendibili anche senza ricetta medica, privi di controindicazioni ed effetti collaterali, se ne consiglia tuttavia un uso controllato da un esperto medico omeopata; le dosi di assunzione devono essere molto piccole poiché solo in tal modo la cellula può ricevere il corretto stimolo: la quantità ottimale è ottenuta attraverso un processo di diluizione in sei o dodici parti sempre indicato sulla confezione e contraddistinto dalla lettera D.

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Sali Schüssler – come si usa il sale di Schüssler
Legga che effetto hanno i sali di Schüssler e come dosarli correttamente
Dr. Wilhelm Schüssler
Il Dr. Schüssler (1821 – 1898) nel corso dei suoi studi ha scoperto che per un funzionamento perfetto devono esserci 12 sostanze minerali. La carenza o la distribuzione errata porta a disturbi funzionali che nuovamente sono la causa di malattie

Che cosa sono i sali di Schüssler ?
Nel caso dei sali di Schüssler si tratta di preparati omeopatici, acquistabili quali medicinali omeopatici presso la Sua farmacia.

I sali di Schüssler non sono sostanze minerali usuali, come quelle presenti negli alimenti e nelle sostanze alimentari aggiuntive. Non si tratta dunque di compensare delle carenze quantitative mediante il sale di Schüssler, ma di utilizzare le singole cellule di sostanze minerali presenti nel sangue. Con il dosaggio giusto con questi sali si puo` anche dimagrire. E . . . combattere le rughe !

I minerali recepiti dall`organismo mediante gli alimenti servono da elementi costitutivi e fungono da base minerale per la costruzione del corpo e i processi di metabolismo.

Le sostanze minerali del Dr. Schüssler si possono denominare „sostanze funzionali". I sali di Schüssler hanno effetto regolativo ed aiutano a rendere piu` preziosi gli elementi costruttivi per le cellule. Il potenziamento porta con se` che le sostanze minerali possano entrare meglio nel sangue mediante la mucosa della bocca. In questo modo esse sono disponibili piu` rapidamente e possono compensare i disturbi dell`armonia tra l`ambiente interno delle cellule e degli spazi tra le cellule.

I sali di Schüssler potenziati raggiungono molto bene la zona di effetto all`interno delle cellule, assumendo inoltre un ruolo di trasmettitore di energia e di informazione che nel corpo favoriscono una ricezione accelerata del sale minerale mancante.

La sostanza portante nel caso delle pasticche e` lo zucchero latteo, in cui il potenziamento comporta D6 e D12, livelli relativamente bassi.

Nel caso di sali Schüssler si tratta esclusivamente di sostanze presenti nell`organismo umano. Anche in forma di gocce in caso di intolleranza al lattosio.

La salute puo` essere solo mantenuta e le malattie solo curate in modo duraturo o migliorate, se l`organismo diventa capace di adattarsi alle condizioni diversificate e di reagire in modo adeguato ad esse.

Questa verita` sta alla base della medicina regolativa.

Il presupposto per poter reagire in modo adeguato risulta comunque una biochimica intatta delle cellule e delle sostanze intracellulari (interstitium). La caratteristica dell`interstitium risulta di determinante importanza per la funzionalita` delle cellule, degli organi e dell`organismo in generale. Le sostanze minerali secondo il Dr. Schüssler sviluppano il loro effetto in qualita` di sostanza funzionale agente sulle membrane delle cellule e all`interno delle cellule, ma anche all`interno dell`interstitium.

I sali minerali sono un tipo di therapeuticum basilare. Essi servono per migliorare la trasmissione di informazioni l`eliminazione di blocchi, il miglioramento del metabolismo delle cellule e l`incremento del potenziale, dell`effetto di prodotti omeopatici e allopatici, la regolazione della gestione degli acidi e delle base e la deacidificazione e l`attivazione del sistema immunitario.

I sali di Schüssler hanno 12 strumenti principali e 12 additivi.
Nel caso di malattie leggere e passeggere e disturbi Lei puo` assumere i sali di Schüssler per alleviare i sintomi e favorire la guarigione.

Informazione riguardante i sali di Schüssler

Il grande vantaggio della biochimica consiste nel fatto che il sale di Schüssler senza effetti collaterali puo` essere combinato con altri medicinali.

assunzione: come assumere i sali Schüssler in modo corretto, lo puo` leggere qui:

sali di Schüssler nel caso di malattie acute:
1 pasticca ogni 5 -15 minuti da diluire in bocca.

Sali di Schüssler nel caso di malattie croniche:
nel corso della giornata 6 -10 pasticche da diluire in bocca.

Le pasticche si possono diluire in acqua calda.

Consumi le pasticche sempre con acqua pura o acqua di rubinetto, non acqua minerale !

Per diluire e mescolare usi sempre un cucchiaio di plastica. I cucchiai in metallo diminuiscono o eliminano del tutto l`effetto dei sali di Schüssler.

Infine bere lentamente e a sorsi.

A che cosa deve fare attenzione in caso di diabete? Indicazioni per diabetici:
A causa dello zucchero latteo i diabetici devono calcolare le pasticche sulla base dei contenuti del pane. 50 pasticche corrispondono a un’unita` di pane.

Ci sono cose piacevoli da riportare: I pazienti con tolleranza di lattosio possono anche acquistare i sali di Schüssler in forma di gocce senza zucchero in farmacia.

Nel caso di malattie gravi e croniche non si devono usare i sali di Schüssler senza il consiglio del medico! Si metta assolutamente in contatto con il Suo medico o terapeuta per ottenere una consulenza competente.

Prima della teoria grigia delle 12 sostanze principali qui un racconto di un`esperienza con il sale di Schüssler:

Impiego: sostanze principali 1-12 die sali Schüssler e il suo „impiego”:

Fluoruro di calcio (Calcium Fluoratum) – mezzi per ossa del sale di Schüssler no.1 presente nelle cellule della cute superiore, nelle ossa, nello smalto dentale e nelle fibre elastiche. Che cosa succede con una carenza, come e dove si puo` utilizzare, legga qui . .

Fosfato acido di calcio (Calcium Phosphoricum) – sostanza di rinforzo dei sali di Schüssler no. 2 contenuta in tutte le cellule del corpo, soprattutto nelle cellule delle ossa. Che cosa succede con una carenza, come e dove si puo` utilizzare, legga qui . . .

Fosfato di ferro (Ferrum Phosphoricum) – sostanza antifiammatoria del sale di Schüssler no. 3 Il ferro si trova nel sangue e nelle cellule dei muscoli. I globuli rossi contengono ferro e al momento dell`inspirazione di aria essi assumono ossigeno dall`aria. Che cosa succede con una carenza, come e dove si puo` utilizzare, legga qui . .

Cloruro di potassio (Kalium Chloratum) – sostanza per la mucosa del sale di Schüssler no. 4 e` un componente di quasi tutte le cellule del corpo e sta in stretto legame con il tessuto connettivo. Che cosa succede con una carenza, come e dove si puo` utilizzare, legga qui .

Fosfato di potassio (Kalium Phosphoricum) – sostanze per i nervi e i muscoli del sale di Schüssler no. 5 si trovano nelle cellule del cervello, dei nervi e dei muscoli. Che cosa succede con una carenza, come e dove si puo` utilizzare, legga qui . .

Solfato di potassio (Kalium Sulfuricum) – mezzo per la cuta del sale di Schüssler no. 6. Il solfato di calio (sali di Schüssler no. 6) si trova nelle cellule superiori della cute e dei muscoli. Che cosa succede con una carenza, come e dove si puo` utilizzare, legga qui . .

Fosfato acido di magnesio (Magnesium Phosphoricum) – sostanza per i nervi del sale di Schüssler no. 7. Si trova nei muscoli, nei globuli rossi e nei nervi, nel cervello, nelle ossa e nei denti. Il magnesium phosphoricum viene impiegato come asso. Che cosa succede con una carenza, come e dove si puo` utilizzare, legga qui . .

Cloruro di sodio (Natrium Chloratum) – sostanza di irrigazione del sale di Schüssler no. 8. Clorurio di sodio, ovvero sale e` presente in tutti i liquidi del corpo e nei tessuti. Clorurio di sodio regola la ricezione di acqua e la emissione di acqua nelle cellulule. Che cosa succede con una carenza, come e dove si puo` utilizzare, legga qui . .

Fosfato di sodio (Natrium Phosphoricum) – mezzo di deacidificazione del sale Schüssler no. 9. Componente presente nei globuli, nei muscoli, nelle cellule di nervi e cervello e anche nei liquidi dei tessuti. Che cosa succede con una carenza, come e dove si puo` utilizzare, legga qui . .

Solfato di sodico (Natrium Sulfuricum) – sostanza per il metabolismo del sale Schüssler no. 10. Possiede la caratteristica di venir espulso rapidamente con il naturale metabolismo in forma di liquidi arricchiti presenti nei tessuti. Che cosa succede con una carenza, come e dove si puo` utilizzare, legga qui . .

Acido di silicico (Silicea) – sostanza stabilizzatrice del sale di Schüssler no. 11 Il silicio e` un componente del tessuto connettivo, della cute superiore, della mucosa, dei capelli, delle unghie, delle ossa e dei nervi. Che cosa succede con una carenza, come e dove si puo` utilizzare, legga qui . .

Solfato di calcio (Calcium Sulfuricum) – sostanza regenerativa del sale Schüssler no. 12 Il solfato di calcio e` presente nella bile e nel fegato. Che cosa succede con una carenza, come e dove si puo` utilizzare, legga qui.

Se Lei dovesse gia` conoscere queste 12 sostanze principali, allora queste 12 sostanze additive completano la terapia. Le trova qui: sostanze additive (Traduzione più successivamente!)

Ricette a base del sale Schüssler:

Ricette provate di sale Schüssler: come combinare e dosare in modo corretto i sali di Schüssler per curare i mali di tutti i giorni, lo puo` leggere nelle ricette (Traduzione più successivamente!)

Sali di Schüssler per l`anima:
Quello che molti non sanno : Non solo la terapia a base di fiori di Bach, ma anche i sali del Dr. Schüssler sono adatti per il trattamento dell`anima.

www.medicina-naturale-alternativa.com/sali-di-schuessler.html

Zenzero, proprietà ed usi

 
 

Zenzero

Zingiber officinalis
Famiglia: Zinziberacee
Sinonimo: Ginger
Parte usata: rizoma

Lo zenzero è una pianta erbacea perenne, con portamento eretto, che può raggiungere il metro e mezzo di altezza e ha una radice detta rizoma. Annualmente, lo zenzero emette, direttamente dalla radice, uno stelo simile alla canna da zucchero, con foglie strette a forma di lancia. La fioritura è formata da una infiorescenza con l’aspetto di una spiga, composta di fiori bianchi, verde pallido o giallini. Il rizoma viene estratto dopo la fioritura quando la pianta ingiallisce.

Le origini

Lo zenzero, parente stretto delle orchidee, è originario dell’Asia meridionale, ma è coltivato in tutte le aree equatoriali con clima monsonico. Alla stessa famiglia dello zenzero, e con proprietà simili, appartiene anche la galanga maggiore “alpinia officinalis”, conosciuta come “zenzero cinese”.

La tradizione

Lo zenzero viene utilizzato in Oriente da millenni, sia per aromatizzare e insaporire i cibi, sia come rimedio medicamentoso per svariati disturbi.
In Thailandia vengono applicate compresse e impacchi di radice di zenzero, pestata e mescolata con altre erbe, per gli stati dolorosi e le rigidità muscolari e per traumi, quali strappi e stiramenti, ematomi e contusioni, molto frequenti negli ambienti della MUAY THAI, l’arte della boxe tailandese. Lo zenzero è anche impiegato per i disturbi circolatori e per il suo potere dinamizzante ed energizzante, in tutte le condizioni di debolezza ed esaurimento fisico. In Cina lo zenzero fresco viene usato contro l’astenia e l’impotenza. E’ inoltre conosciuto per le sue proprietà stomachiche e quindi utilizzato nella digestione difficile ed in caso di aerofagia. Infine viene adoperato per la nausea e nella prevenzione delle chinetosi. Per le sue caratteristiche, nella Medicina Tradizionale Cinese e nell’Ayurveda, è collegato all’elemento Fuoco per rinforzare la Milza. Ancora oggi in molti paesi asiatici si usa il rizoma di zenzero negli stati di affaticamento, per alleviare il mal di denti, per i dolori reumatici, il raffreddore, la malaria e tutti quelli che sono definiti “stati umidi” quali la diarrea o l’eccesso di muco. In antichità, i Greci e i Romani importavano lo zenzero dalla zona del Mar Rosso e ne conoscevano le importanti proprietà medicinali, oltre ad usarlo come spezia. La leggendaria Santa Ildegarda badessa di Bingen, mistica ed erborista dell’XI secolo, consigliava di macerare lo zenzero nel vino, e farne impacchi per i disturbi agli occhi o di bere un bicchiere di vino allo zenzero addolcito con il miele, per favorire la vitalità nei convalescenti e negli anziani. In tutte le tradizioni è considerato un potente stimolante sessuale maschile. In Occidente è diffuso come rimedio digestivo già nel Medioevo, e nella Farmacopea Erboristica Britannica è segnalato particolarmente per le coliche intestinali.

Aromaterapia

L’olio essenziale di zenzero viene distillato per corrente di vapore, dalle radici sotterranee essiccate, senza toglierne la scorza. Quest’olio essenziale ha un colore ambrato che può virare verso tonalità più chiare o verdastre a seconda delle caratteristiche del terreno da cui viene estratto e della zona di provenienza. Ha un profumo caldo e speziato, legnoso e fresco allo stesso tempo. È usato per aromatizzare i generi alimentari, gli aperitivi alcolici e le bibite. Vi dice niente, il nome di un famoso aperitivo analcolico, molto diffuso in Italia, il “ginger-ino”? Trova altresì impiego come componente di cosmetici e profumi che hanno fragranze dal tono maschile o orientaleggiante.

L’effetto farmacologico

Principalmente ascrivibile allo gingerone e alla zingiberina, è palese nella stimolazione delle attività digestive. Lo zenzero è utilizzato come analgesico, aperitivo, antisettico, antispasmodico, carminativo e espettorante, febbrifugo, rubefacente, stimolante, tonico. Recentemente sono state studiate le proprietà della pianta; non è ancora possibile attribuire tale effetto ad una parte ben identificata di principi attivi, nello zenzero infatti sono presenti varie sostanze, resine, mucillagini. Le qualità specifiche dello zenzero aprono nuovi ambiti applicativi e ciò trova considerazione anche nella farmacologia contemporanea.

In cucina

L’aroma dello zenzero in generale, è molto gradito e rende particolarmente gustosi dolci e vivande. Il rizoma candito o sciroppato è un dolciume apprezzato sia in Oriente che Occidente. In Estremo Oriente, in particolare in India e nell’area del Sud-Est asiatico, è usato come condimento in molte ricette di curry. Nei paesi anglosassoni entra nella preparazione di birre o di altre bevande fermentate come ad esempio il ginger-ale o di dolci come il pain d’epice, il pane speziato dei paesi nord-europei. Sull’onda della New-Age e delle realtà culturali di comunità provenienti da altri paesi, la conoscenza e la cultura dei cibi etnici, si sta diffondendo anche in Italia. Accade così, che ingredienti "esotici" come lo zenzero, sono apprezzati e vengono adoperati per la preparazione di pietanze tradizionali.

Come conservare il rizoma di zenzero

La radice fresca è piuttosto costosa e purtroppo si conserva per poco tempo. Alcuni consigliano di conservare il rizoma, immerso in un barattolo pieno di sabbia. Funziona davvero?

L’uso dello Zenzero nel Massaggio Thailandese

In Thailandia, unitamente al massaggio, in alcuni casi, sono impiegati degli impacchi o delle compresse di erbe. Queste erbe medicinali, sono scelte in base alle loro proprietà, e sono usate prima, durante o dopo il massaggio, in base al disturbo. A Bangkok, in alcune zone vicino al tempio del Wat Po, dove ha sede la più famosa scuola di massaggio tradizionale thailandese della capitale, si possono acquistare i tamponi confezionati, già pronti per l’uso. Uno dei principali componenti di questi impacchi e compresse è lo Zenzero.

Gli IMPACCHI FREDDI:

Si usano appena possibile, nell’arco delle 24 ore dal trauma, dalla contusione, l’infortunio o l’incidente. Aiutano a fermare l’eventuale perdita di sangue; limitano l’estensione della tumefazione e la sensazione di dolore. Questi impacchi hanno una funzione calmante, astringente, antalgica e decongestionante.

Gli IMPACCHI CALDI:

Si usano in un secondo tempo, almeno ventiquattro ore dopo il trauma. Favoriscono lo scioglimento della tensione muscolare, migliorano la micro-circolazione superficiale nella zona contusa, accelerano il risolversi di ematomi e ecchimosi, stimolano il sistema nervoso. Questi impacchi o compresse sono antidolorifici, antinevralgici e tolgono il gonfiore.

Le erbe più usate insieme alla radice di zenzero sono: Aglio, Canfora bianca, Curcuma, Cardamomo, Menta piperita, Lemongrass , Kaffir Lime (scorza), Tamarindo, Eucalipto e Wild Ginger (asarum canadense). Queste piante, in Thailandia sono molto comuni; alcune hanno anche un ampio uso alimentare e si trovano comunemente al mercato della verdura. Lo Zenzero dal profumo fresco e piccante, di cui si adopera la radice pestata, è forse una delle piante più usate; è considerato “il RE delle compresse e degli impacchi caldi” per il suo potere tonificante, riscaldante e decongestionante degli stati infiammatori. In occidente, al contrario, queste erbe fresche non sono di facile reperibilità. Si possono sostituire con erbe e piante dalle proprietà simili, scegliendole secondo le indicazioni e l’applicazione. Se non siamo degli esperti, chiederemo sempre consiglio ad un bravo farmacista o erborista di nostra fiducia. Le erbe fresche in genere, sono preferibili alle erbe secche.

Come si prepara un impacco di erbe:

Mettere le erbe scelte in un pezzo di stoffa bianca pulita delle dimensioni di circa 25-30 cm. per lato. Raccogliere i quattro angoli della stoffa e formare un sacchetto o un involto. Aggiungere dell’acqua in una pentola per la cottura a vapore, e metterla a scaldare. Quando l’acqua ha raggiunto la temperatura desiderata, sistemare gli impacchi preparati sopra la griglia. Chiudere il coperchio e attendere per 10-15 minuti. Le erbe, con l’energia del vapore, rilasciano le loro essenze medicamentose. Non appena l’involto con le erbe avrà assorbito il vapore, e sarà ben impregnato e caldo, sarà pronto all’uso. Usare questo impacco per tamponare e massaggiare le zone doloranti o molto tese, prima o dopo il massaggio manuale, secondo l’occorrenza. Se non si conoscono le proprietà medicinali delle piante, chiedere sempre consiglio ad una persona più esperta in questo campo. Nel caso non fosse agevole la preparazione degli impacchi, in alternativa, è possibile usare degli Oli Essenziali specifici, relativi al disturbo, diluiti in un olio veicolante. Talvolta gli Oli Essenziali sono usati, miscelati, nella applicazioni di argilla verde o di sale marino grosso, che ne potenziano l’effetto. L’applicazione di questi preparati è simile alle precedenti indicazioni.

L’uso degli oli nel massaggio

L’uso degli oli non fa parte della tradizione del Massaggio Thailandese. In alcune circostanze però può tornare utile l’uso di un olio specifico, in quanto facilita lo scorrimento delle mani e la fluidità del movimento e, contemporaneamente, l’assorbimento e l’azione di alcune sostanze contenute in esso, attraverso la pelle. L’olio da usare nel massaggio viene scelto in base alle sue caratteristiche e proprietà curative, adatte a stimolare una risposta e una reazione di sollievo da parte dell’organismo.

In Thailandia, l’olio essenziale di zenzero è un componente molto frequente nei balsami e nelle pomate a base di oli aromatici, che si possono acquistare nelle farmacie e drogherie, così come nei supermercati e nei templi. Sono dei preparati usati in particolare per i dolori articolari, le congestioni dell’apparato respiratorio e digestivo, i disturbi da raffreddamento. Nell’ambiente della MUAY THAI: l’arte della boxe thailandese, disciplina particolarmente “dinamica”, è piuttosto diffusa l’applicazione degli impacchi e compresse con lo zenzero mescolato ad altre erbe medicinali, insieme agli oli e i balsami, per dare sollievo ad ematomi, ecchimosi, contusioni, stiramenti, indolenzimenti muscolari e dolori da trauma, in generale. A Bangkok, al tempio del WatPo, sede della Scuola di Massaggio Tradizionale Thailandese, non è raro, specie, all’indomani di qualche incontro di MuayThai, vedere dei giovani atleti sottoporsi ad un trattamento con gli impacchi di erbe officinali, per alleviare gli indolenzimenti e i colpi del combattimento, sostenuto il giorno prima. Il profumo della radice di zenzero, pestata nel mortaio di pietra, si spande nell’aria e permea gli ambienti, tonificando con il suo aroma caldo e piccante, non solo il corpo ma anche l’anima.
Autore: Cristina Radivo – Asokananda’s Authorized Teacher

Bibliografia.

$ Ellen Breindl – l’erborista di DIO, Santa Ildegarda mistica medievale. 1989 edizioni Paoline.

$ Fabrice Bandeau – Curarsi con i fiori. 1977 A.Mondadori ed.

$ Julia Lawless – Enciclopedia degli oli essenziali. 1997 Tecniche nuove.

$ S.Sala-M.Stenico-D.Spasiano-L.Miori – Manuale di Aromotecnica. 2000 Zuccari.

$ Lek Chaiya -“Nerve-Touch” massage Manual 1997 ChiangMai Thailand

www.waithai.it/files/pizzichi/pizzico_zenzero.htm

Il lavaggio del naso anche contro l’inquinamento

 
Difendiamoci dall’inquinamento anche imparando a lavarci il naso

Quando insegno ai miei allievi come recuperare una respirazione migliore, la prima cosa che raccomando loro è di utilizzare sempre il naso sia durante l’inspirazione, sia durante l’espirazione. La bocca, dico scherzando, serve per mangiare (solo in casi estremi ne ammetto l’utilizzo per respirare) mentre il naso è lo strumento più opportuno: grazie ai numerosi peli situati nel suo interno, fa giungere all’apparato respiratorio l’aria filtrata e purificata anche da eventuali “intrusioni” virali. Il passaggio più lento e tortuoso dell’aria nelle narici, inoltre, ne favorisce il preriscaldamento e ciò aiuta a prevenire i disturbi da “raffreddamento”.
Il naso è dunque di vitale importanza, per questo consiglio di averne cura, mantenendolo sempre pulito. Il grado di inquinamento atmosferico che tutti stiamo subendo, ha oggi raggiunto livelli insopportabili e, spesso, le impurità che vanno accumulandosi nelle narici impediscono il libero passaggio dell’aria.
Ecco perché in quest’articolo ho voluto presentarvi un’antica, tuttavia assai semplice pratica, chiamata Jala-neti o pulizia delle vie nasali con acqua e sale.
Nella Gheranda-samhita, un testo indiano databile intorno al XVII/XVIII secolo, ritenuto assieme allo Hathayoga-pradipika e alla Siva-samhita uno dei principali testi dello Hatha-yoga, si legge di una pratica denominata sit-krama che consisteva nell’aspirare acqua dalla bocca ed espellerla dal naso per ottenere la pulizia delle vie nasali ed i conseguenti benefici. Tale pratica più completa, la consiglierei naturalmente agli allievi con più esperienza, mentre la Jala-neti che consiste nell’utilizzo di uno strumento dotato di beccuccio come una teiera, comunemente chiamato Lota, è adatto a tutti. All’interno della Lota, dopo aver predisposto dell’acqua tiepida, si fa accuratamente sciogliere un mezzo cucchiaino di sale fine da cucina. Contrariamente a quanto il lettore tende a presumere, è proprio il sale (che tuttavia ha una funzione anche antisettica), ad evitare che il passaggio dell’acqua nelle narici dia luogo a bruciore.
Per una corretta esecuzione, consiglio di inclinare il busto in avanti fino a portarlo parallelo al pavimento, piegare la testa di lato, aprire leggermente la bocca per impedire all’acqua di passare nella gola, introdurre il beccuccio in una narice ed attendere che, per la legge dei vasi comunicanti, l’acqua dopo aver riempito il cavo sinoideo, fuoriesca dall’altra narice. Si ripete dalla parte opposta e si raccomanda, specialmente d’inverno, visto che qualche goccia d’acqua tende a fermarsi proprio nel cavo sinoideo, di soffiare bene il naso al termine della pratica.

I benefici che si ottengono, oltre alla normale pulizia, sono diversi: ad esempio si prevengono i disturbi delle cavità nasali come raffreddori, riniti ecc. si elimina l’eccessiva secrezione di muco, si stimolano i nervi del cranio e le funzioni dell’organo olfattivo; gli occhi e le orecchie, dato che sono in collegamento, ne ricevono di conseguenza giovamento.di Amadio Bianchi

Il Saluto Al Sole, lo yoga per il benessere

 
 
Asana e salute

Surya Namaskara

La parola sanscrita Surya significa sole e la parola Namaskara significa saluto o adorazione.
Quindi questa pratica è conosciuta come “Saluto al sole”.
Surya Namaskara è un esercizio dinamico. Non è un’asana ne una parte dello yoga tradizionale.
Viene raccomandato al praticante di includerlo come una parte essenziale e integrale del programma di yoga.
Esso rivitalizza l’intero corpo, rimuove il sonno ed è eccellente per preparare il corpo e la mente così che i massimi benefici possono essere derivati dalle pratiche successive di asana, pranayama, pratiche meditative e così via.
Slega tutte le giunture, rende flessibili tutti i muscoli del corpo, massaggia gli organi interni, attiva i sistemi circolatorio e respiratorio così aiuterà a tonificare tutti i sistemi del corpo.
In breve armonizza l’intero complesso di corpo e mente.
Può essere praticato in qualsiasi momento del giorno e in qualsiasi posto. Non è necessario una particolare preparazione. Se avete la sensazione di stanchezza durante la giornata, pochi cicli di surya namaskara ripristineranno velocemente la vitalità persa, sia fisica che mentale.
Se siete arrabbiati o depressi, surya namaskara è un eccellente antidoto, non è una panacea, ma un importante aiuto nel rimuovere i disturbi emozionali. Esso è un esercizio simmetrico, ritmico che è realmente un piacere da praticare. Quando è perfezionato, il corpo appare quasi fluire attraverso i differenti movimenti senza sforzo. Ogni parte del corpo sembra muoversi automaticamente nella giusta posizione, al giusto tempo e nella giusta sequenza senza sforzo.

Significato simbolico e spirituale

Il sole è stato adorato da tempo immemore. Le persone antiche adoravano il sole con soggezione, riconoscendo che il sole genera il caldo e la luce necessaria al sostentamento vitale. Se il sole cessasse di esistere allora la vita sarebbe spenta come la fiamma di una candela.
La maggior parte delle civiltà antiche svilupparono religioni che erano basate sull’adorazione del sole. Era personificata da varie deità: Mitra dai Persiani, Osiris dagli Egiziani, Baal Apollo dai Greci, Surya il signore del paradiso nel periodo vedico dell’India e così via.
Tutte queste deità rappresentano il ringiovanimento dell’esistenza del mondo. Vari luoghi e templi e una varietà di posti che sono consacrati per l’adorazione del sole: le piramidi d’Egitto, lo Yucatan in Messico, gli Zicurat della Babilonia.
E’ da questi culti antichi che molto dei retroterra, dei ritmi, e dei simbolismi delle religioni moderne sono venuti fuori, ma nascosti sotto differenti modi ed interpretazioni.


Considerete le trinità Hindu, Brama il creatore, Vishnu il sostenitore, Shiva il distruttore.
Questi simbolizzano tre aspetti della vita e sono direttamente collegati al movimento quotidiano del sole.
Il passaggio del sole può essere diviso in tre fasi, il sorgere, il mezzodì e il calare. Nel tempo questo viene rappresentato in tre aspetti della vita, la crescita o la creazione, sostentamento o maturità e morte, distruzione o decadimento.
Così si sviluppa Brama, Vishnu e Shiva.
Brama, il creatore è simbolizzato dall’alba, il tempo dove le cose nascono e il ciclo del giorno ricomincia.
Vishnu, il sostenitore, è simbolizzato dal sole di giorno che irradia energia nel mondo permettendo così di crescere e vivere.
Shiva, il distruttore, è simbolizzato dal sole calante, che prende con se le vibrazioni energetiche del sole.
Così questa sparizione del sole è solo il preludio alla sua resurrezione il giorno seguente. Il tramonto è necessario affinché il sole risorga ancora; decadere è necessario per crescere………

fonte

 


SuryaNamascara-Asana

E’ un’armoniosa sequenza di dodici posizioni che vengono eseguite come un solo esercizio. Ogni posizione si contrappone a quella precedente distendendo il corpo in modo sempre diverso e alternando l’espansione e la contrazione del petto per la regolazione del respiro.
Eseguita quotidianamente rende, molto flessibile la colonna vertebrale e le articolazioni e massaggia gli organi interni.
Quando la pratica delle singole posizioni è famigliare si coordina l’intera sequenza sincronizzandola al respiro, cioè nelle posizioni di apertura si inspira con l’espansione del torace e si espira nelle posizioni di chiusura con la compressione del torace e dell’addome.

PRANAMASANA

Eretti con i piedi uniti e con le mani in posizione di preghiera,verificate che il peso del corpo sia ben distribuito. Espirate.
Benefici: stabilisce un senso di calma e prepare al resto della pratica.

Mantra Solare: Om Mitraya Namaha
Bija Mantra: OM HRAAM
Respiro: normale
Anhata Chakra

1) Posizione della Preghiera

ASTA UTTHASANA
Inspirando distendete le braccia verso l’alto e piegatevi all’indietro spingendo le anche avanti, le gambe sono dritte,rilassate il collo.
Benefici: allunga gli organi addominali e migliorala digestione,tonifica i nervi spinali ed espande i polmoni.

Mantra Solare: Om Ravaye Namaha
Bija Mantra: OM HREEM
Respiro: isprirazione
Vishuddhi Chakra

2) Posizione allungamento
verso l’alto
DAHASTASANA
Espirando piegatevi in avanti e appoggiate le mani di

fianco ai piedi.

Benefici: elimina e previene i disturbi allo stomaco,migliora la digestione e la circolazione del sangue, rimuove la costipazione, rende la colonna vertebrale flessibile.
Mantra Solare: Om Suryaya NamahaNamaha
Bija Mantra: OM HROOM
Respiro: espirazione
Swadhisthana Chakra

3) Posizione mani piedi

ASWA SANCHALASANA
Inspirando portate la gamba destra allungata dietro appoggiando il ginocchio a terra. Piegatevi all’indietro e guardate in alto sollevando il mento.
Benefici: massaggia gli organi addominali,i muscoli delle gambe vengono allungati.

Mantra Solare: Om Bhanave Namaha
Bija Mantra: OM HRAIMM
Respiro: inspirazione
Ajana Chakra

4) Posizione equestre

PARVATASANA

Espirando portate l’altra gamba indietro, sollevate il bacino ed abbassate il capo in modo che si trovi tra le braccia, il corpo dovrebbe formare i lati di un triangolo.
Benefici: massaggia gli organi addominali,i muscoli delle gambe vengono allungati.

Mantra Solare: Om KhaganaNamaha
Bija Mantra: OM HRAUM
Respiro: espirazione
Vishuddhi Chakra

5) Posizione della montagna

ASHTANGA NAMASKARA

Trattenendo il respiro a polmoni vuoti,appoggiate al suolo le ginocchia,quindi il petto,tenendo il bacino sollevato e le dita dei piedi piegati. Nella posizione finale le dita dei piedi,le ginocchia,il torace,le mani ed il mento sono a contatto con il pavimento.
Benefici: rinforza i muscoli delle gambe , delle braccia e il torace.

Mantra Solare: Om Pushne Namaha
Bija Mantra: OM HRAH
Respiro: trattenere
Manipura Chakra

6) Posizione degli otto punti

BHUJANGASANA
Inspirando abbassate il bacino,allungate i piedi e piegatevi all’indietro,tenete le gambe unite e le spalle abbassate,guardate verso l’alto.
Benefici:aiuta ad espellere il sangue stagnante dagli organi addominali favorendo il flusso di sangue fresco

Mantra Solare: Om Hiranya Garbhaya Namaha

Bija Mantra: OM HRAAM
Respiro: inspirazione
Swadhisthana Chakra

7) Posizione del Cobra

PARVATASANA
Espirando,piegate i piedi in dietro,sollevate il bacino e assumete una posizione a "V’ capovolta. Spingete i talloni e la testa verso il basso e tenete indietro le spalle.

Mantra Solare: Om Marichaye Namaha
Bija Mantra: OM HREEM
Respiro: espirazione
Vishuddhi Chakra

8) Posizione della montagna

ASWA SANCHALASANA
Inspirando,portate il piede sinistro tra le mani,appoggiate l’altro ginocchio al suolo e guardate verso l’alto come nella posizione 4.

Mantra Solare: Om Adityaya Namaha
Bija Mantra: OM HRAUM
Respiro: inspirazione
Ajana Chakra

9) Posizione equestre

PADAHASTASANA

Espirando riportate in avanti l’altra gamba e piegatevi in avanti all’altezza della vita,appoggiando al suolo le mani come nella posizione 3.

Mantra Solare: Om Savitre Namaha
Bija Mantra: OM HRAIM
Respiro: espirazione
Swadhisthana Chakra

10) Posizione mani piedi

ASTA UTTHASANA

Inspirando,portate le braccia distese dietro alla testa piegandovi lentamente all’indietro come nella posizione 2.

Mantra Solare: Om Arkaya Namaha
Bija Mantra: OM HRAUM
Respiro: inspirazione
Vishuddhi Chakra

11) Posizione allungamento verso l’alto
PRANAMASANA
Espirando tornate nella posizione eretta come nella posizione I.

Mantra Solare: Om Bhaskaraya Namaha
Bija Mantra: OM HRAH
Respiro: espirazione
Anhata Chakra

12) Posizione della Preghiera

Questo costituisce mezzo ciclo di Surya Namaskara, per completare l’altra metà si eseguono gli stessi movimenti,la sola variazione è che la gamba sinistra viene portata indietro nella posizione n° 4, e la gamba destra viene portata in avanti nella posizione n°9. In questo modo un ciclo completo consiste in 24 posizioni,due serie di dodici.

Consapevolezza dei Chakra in Surya Namaskara

Mantra Solari
Benefici e controindicazioni nel surya namaskara

fonte

 
Con la recitazione dei mantra

Il Tarassaco

 
 
Il tarassaco comune (Taraxacum officinale, Weber ex F.H.Wigg. 1780) è una pianta a fiore (angiosperma) appartenente alla famiglia delle Asteracee.

L’epiteto specifico ne indica le virtù medicamentose, note fin dall’antichità e sfruttate con l’utilizzo delle sue radici e foglie.
È comunemente conosciuto anche come dente di leone e soffione.
Una curiosità: uno dei nomi comuni del tarassaco è anche "piscialetto" e ai bambini è solito raccontare che chi lo coglie, alla notte farà i suoi bisogni nel letto (da qui il nome piscialetto, appunto).

Morfologia

È una pianta erbacea e perenne, di altezza compresa tra i 3-9 cm. Presenta una grossa radice a fittone dalla quale si sviluppa, a livello del suolo, una rosetta basale di foglie munite di gambi corti e sotterranei.

FogliaLe foglie sono semplici, oblunghe, lanceolate e lobate, con margine dentato (da qui il nome di dente di leone) e prive di stipole.

Il fusto, che si evolve in seguito dalle foglie, è uno scapo cavo, glabro e lattiginoso, portante all’ apice un’ infiorescenza giallo-dorata, detta capolino.
Il capolino è formato da due file di brattee membranose, piegate all’ indietro e con funzione di calice, racchiudenti il ricettacolo, sul quale sono inseriti centinaia di fiorellini, detti flosculi.
Ogni fiore è ermafrodita e di forma ligulata, cioè la corolla presenta una porzione inferiore tubolosa dalla quale si estende un prolungamento nastriforme (ligula) composto dai petali. L’ androceo è formato da 5 stami con antere saldate a tubo; il gineceo da un ovario infero, bi-carpellare ed uniloculare, ciascuno contenente un solo ovulo e collegato, tramite uno stilo emergente dal tubo, ad uno stimma bifido.

La fioritura avviene in primavera ma si può prolungare fino all’ autunno. L’ impollinazione è di norma entomogama, ossia tramite insetti pronubi, ma può avvenire anche grazie al vento (anemogama).
Da ogni fiore si sviluppa un achenio, frutto secco indeiscente, privo di endosperma e provvisto del caratteristico pappo: un ciuffo di peli bianchi, originatosi dal calice modificato, che, agendo come un paracadute, agevola col vento la dispersione del seme, quando questo si stacca dal capolino.

Sostanze bioattive nel Taraxacum officinale

Sostanze bioattive nel tarassacoLa pianta fresca di Taraxacum officinale contiene oltre alla cellulosa una serie di sostanze bioattive. Forse per questo è un gradito mangime dei Mammiferi industriali.
La foglia contiene particolarmente:

derivati di acido taraxinico (sesquiterpenlactone)
triterpeni e steroidi
flavonoidi (glicosidi dell’ apigenina e luteolina)
vitamine (B1, B2, C, E)
La radice è particolarmente ricca di:

sesquiterpenlactoni
acido taraxinico e taraxacolide
triterpeni e steroidi
taraxacosidi
acido linolico e linoleico
L’efficacia delle sostanze contenute nel tarassaco sulla stimolazione dell’apparato digestivo umano è noto da secoli. L’investigazione scientifica su queste proprietà è un classico esempio di come il pregiudizio del metodo scientifico contro la tradizione può portare a risultati errati. Le ricerche per isolare un singolo principio attivo sono fallite per molti anni, portando alcuni ricercatori a negare il valore della tradizione, fino a quando non si è capito che questa ipotesi è riduttiva e si è rivalutata l’importanza della sinergia di piu’ principi attivi, che è una delle regole su cui si basa la fitoterapia.

Usi

Il tarassaco viene usato sia dalla cucina che dalla farmacia popolare e la terapia a base di tarassaco viene chiamata "tarassacoterapia".

Uso culinario

Nelle arti culinarie era (ed è) un’apprezzata insalata primaverile depurativa, sia da solo che in mescolanze varie.
Anche i petali dei fiori possono contribuire a dare sapore e colore ad insalate miste. I boccioli sono apprezzabili se preparati sott’olio. I fiori si possono preparare in pastella e quindi fritti. Le tenere rosette basali si possono consumare con soddisfazione sia lessate e quindi condite con olio extravergine di oliva, sia saltate in padella con aglio (o ancor meglio con aglio orsino).

In molte regioni medioeuropee veniva preparata la marmellata di fiori di tarassaco nel seguente modo:

Rp. Marmellata Denti di leone
Fl. Taraxaci 1 litro
Acqua 2 litri

bollire a pentola aperta per ca. 20 minuti; filtrare e mantenere il liquido; aggiungere 1 kg di zucchero
bollire a pentola aperta fino alla densità desiderata; versare (bollente) in vasi puliti e chiudere ermeticamente.
In orticoltura si coltivano diverse forme mutate come insalata e verdura.

Uso in medicina popolare

Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non sono riferibili né a prescrizioni né a consigli medici

Quando il tarassaco viene estirpato, la sua radice può rimanere nel terreno e così dar vita ad un nuovo individuo nella stagione più propizia.In medicina popolare il tarassaco viene usato per diverse indicazioni e composizioni con altri fitorimedi come:

epatico / biliare
antireumatico spasmolitico, anaflogistico, diuretico
antidiscratico
Rp. Epatico / biliare
Tinct. Taraxaci 15
Tinct. Cnicus Benedicti 35
Tinct. Cardui Mariae 25
Tinct. Cynarae 25
Aeth. Rosmarini gtt. 5

D.S. 3 ml / dì. Questo è un medicamento / rimedio. Per ulteriori informazioni chieda al suo medico o farmacista / erborista. (vedi anche Ricetta medica magistrale)
Rp. Antireumatico
Tinct. Taraxaci 150
Tinct. Urticae 150
Tinct. Betullae ad 500

D.S. 6 ml / dì. Questo è un medicamento / rimedio. Per ulteriori informazioni chieda al suo medico o farmacista / erborista.
Rp. Antidiscratico

(p. e. dopo ectomia della cistifellea o debolezza digestiva in senescenza)
Taraxaci rad. ex liqu. 500

D.S. 2 cl / dì. Questo è un medicamento / rimedio. Per ulteriori informazioni chieda al suo medico o farmacista / erborista.
Tra le sue molte azioni vi è anche quella di blando lassativo, collegata all’incremento della produzione di bile.[1]

Uso in fitoterapia
In fitoterapia si usa ancora la droga pura, in infusione o decotto, per disappetenza e disturbi dispeptici.

Rp. Dispeptico
Rad. cum Hb. Taraxaci 100

D.S.f. decoct. 3 gr. / tazza; 2 / dì. Questo è un medicamento / rimedio. Per ulteriori informazioni chieda al suo medico o farmacista / erborista.

Note

^ "Le piante della buona digestione", di Roberta Pasero, pubbl. su "Sapere&Salute" – Anno VI, N.34, sett. 2001, pag.17

Bibliografia
Della Loggia, R (cur) Piante officinali per infusi e tisane. Manuale per farmacisti e medici, OEMF 1993; ISBN 88-7076-132-0
(DE) Fintelman V. Weiss R. Lehrbuch der Phytotherapie, Hippokrates 2002 ISBN 3-8304-5243-8
(DE) Hiller K. Melzig M.F. Lexikon der Arzneipflanzen und Drogen, Spektrum akademischer Verlag 2003 ISBN 3-82174-1499-7

it.wikipedia.org/wiki/Taraxacum_officinale

taraxacum officinalis

utile nelle pleuriti, affezioni epatiche, nelle intossicazioni alimentari, gotta, reumatismi,
aiuta nelle diete dimagranti, è depurativa, aiuta ad eliminare le tossine

CONTIENE, Tarassaco

TARASSACO
Famiglia delle Asteracee Composite, parti usate radice, pianta intera, foglie, rizoma, pianta erbacea diffusa in quasi tutto il mondo, utile nelle pleuriti scioglie i grumi di sangue, è essenzialmente impiegata nella cura del fegato pigro, nella stitichezza, nella insufficienza epatica e biliare, nell’alcoolismo, nella intossicazione alimentare, nel colesterolo alto, è una pianta coleretica, diuretica, blandamente lassativa, previene la colecistopatia, si usa in caso di reumatismi, di gotta, di eczema cronico, nella obesità, nella ipoacidità, nella inappetenza, nelle turbe digestive, nell’ittero, nella litiasi biliare, è una pianta diuretica abbassa anche i trigliceridi, è antispasmodica, i principi amari della pianta attivano la contrazione della cistifellea, aumenta la secrezione biliare, è una pianta con potente attività depurativa e di drenaggio che permettono di eliminare le tossine dall’organismo attraverso gli emuntori naturali come il fegato, i reni, l’intestino e la pelle, da un blando aumento del transito intestinale, aumenta la secrezione delle ghiandole sudoripare, regola la secrezione sebacea, ed il corretto drenaggio delle tossine conferisce una azione di benessere accompagnata da una diminuzione del senso di fatica, decongestiona il fegato, aumenta la eliminazione delle scorie, utile nelle cure di primavera, in chi soffre di artrosi, utile nei disturbi digestivi e nella flautolenza, ha proprietà preventive ma non dissolve i calcoli già presenti, di aiuto anche nelle diete dimagranti, insieme all’Uva ursina è indicata nella ipertrofia prostatica.

PRINCIPI ATTIVI, alcoli triterpenici beta mirina, tarasserolo, tarassasterolo, beta-tarassasterolo, steroli beta-sitosterina, stigmasterina, cluitianolo, vitamine A,C, D, tiamina, acido nicotinico, inulina, acido palmitico, oleico, linoleico, levulosio, acido caffeico, flavonoidi, principi amari, tarassacina, triterpeni, pentaciclici, steroli, stigmasterolo, caroteni, xantofille, apigenina, 7-glucoside, zucchero, fruttosio

CONTROINDICAZIONI, non va usata in caso di occlusione delle vie biliari, in chi sia stata asportata la cistifellea, può causare problemi gastrici e di iperacidità, alle dosi indicate è una pianta sicura.Non somministrare in gravidanza e allattamento

www.erboristeriaedaltro.com/BORRI%20COMPRESSE%20TARASS…


Denominazione botanica: Taraxacum officinale Web., Taraxacum dens leonis Desf., Leontodon taraxacum L. –
Famiglia: Asteracee (Composite)
Parti usate: radice
Sinonimi: dente di leone, soffione, piscialetto, cicoria selvaggia, cicoria burda, bofarella, ingrassaporci
Nomi stranieri: ingl. – Dandelion, Lion’s tooth, Cankerwort; fr. – Pissenlit, Dent-de Lion; ted. – Lowenzahn, Kuhblume; sp – Diente deleon, Amargon, Taraxacon, Almiron

L’uso del tarassaco come depurativo risale alla medicina popolare ed è impiegato principalmente nelle "cure di primavera" per eliminare le sostanze tossiche accumulate aiutando così l’organismo nel periodo che comporta il maggiore sforzo di rinnovamento. A tale scopo la massima attività è posseduta dalla radice e dal fusto sotterraneo ma tradizionalmente vengono consumate anche le foglie in insalata.
Il tarassaco viene impiegato popolarmente poiché si ritiene svolga un’ azione drenante e depurativa che, secondo la bibliografia, si esplicherebbe attivando la secrezione biliare (azione coleretica) e aumentando la diuresi (azione diuretica).

Secondo la moderna bilbiografia infatti, L’AZIONE COLERETICA è dovuta principalmente agli alcoli triperpenici sinergizzati dai lattoni sesquiterpenici. Questi, oltre ad aumentare la secrezione biliare, stimolerebbero i processi di coniugazione delle sostanze tossiche facilitando così l’ eliminazione dei metaboliti dannosi per l’organismo e prevenendo anche la formazione dei calcoli biliari.
L’ AZIONE DIURETICA, di cui sarebbero responsabili i flavonoidi, gli eudesmanolidi e il potassio, faciliterebbe l’ eliminazione delle tossine responsabili di alcune forme infiammatorie e unitamente all’ azione coleretica. Per queste peculiarità il Tarassaco viene considerato dall’antica tradizione erboristica un interessante aiuto nel trattamento di problemi legati al peso corporeo e dei reumatismi. Secondo alcuni possiede pure proprietà ipocolesterolizzanti.
Il tarassaco non ha proprietà curative, ma un integrazione di tale elemento può risultare utile per favorire fisiologicamente le funzioni depurative dell’organismo.

www.rodiola.it/skart.php3?art_cod=TARAMS

Taraxacum officinale

Tarassaco, dente di leone Forme di preparazione

II tarassaco è il notissimo fiore giallo dei prati, i cui frutti formano il soffione con cui si divertono i bambini. I frutti sono dotati di una corona di peli (pappo), inserita su un lungo peduncolo, che poi diffonde i frutti con il vento come un paracadute. Come droga si impiega la radice contusa insieme con la pianta, Radix Taraxaci cum Herba. La radice è una tipica radice a fittone, che penetra profondamente nel terreno. Ogni giardiniere che tenti di estirparla deve ricorrere alla vanga o meglio ancora a un estirpatore di radici, altrimenti la parte inferiore della radice del tarassaco rimane nel terreno e riemette un nuovo germoglio.

Le foglie di tarassaco costituiscono una popolare insalata primaverile. Hanno un gradevolissimo sapore amaro aromatico e si mangiano sia da sole che insieme con crescione e altre erbe primaverili da tempi immemorabili. Fino a tempi recentissimi non si sapeva su che cosa si basasse il loro effetto e perciò si consideravano ormai obsolete. Poi, però, con l’introduzione della ricerca sulle vitamine, si sono trovate in queste piante primaverili abbondanti vitamine, in particolare vitamina C, e si è quindi ritenuta più fondata la loro azione terapeutica. Ultimamente poi si è scoperto che queste vitamine forniscono solo una parte degli effetti positivi. Proprio il tarassaco è un esempio tipico di come una pianta officinale non possa essere caratterizzata solo da un principio attivo,- solo la somma di un grande numero di principi diversi determina la vera e propria azione specifica. Così nel tarassaco si sono trovate, accanto alle già note sostanze amare e vitaminiche, anche delle sostanze ad azione enzimatica che stimolano l’attività delle grandi ghiandole, soprattutto fegato e reni. Ma la loro azione va ancora oltre: esse devono essere considerate capaci di stimolare il metabolismo cellulare complessivo. Questo naturalmente è osservabile con particolare intensità nelle grandi ghiandole corporee, tuttavia questo effetto è presente anche in altri distretti dell’organismo. Attualmente possiamo attribuire al tarassaco anche un tropismo connetti-vale,- su questo si fonda l’azione del tarassaco nelle artrosi, argomento sul quale dovremo ancora ritornare. Così, come favorisce la secrezione renale, quindi agisce come diuretico, il tarassaco incrementa anche la secrezione epatica, quindi agisce come colagogo. E così confermata l’esperienza del passato, che considerava il tarassaco un buon rimedio per i disturbi biliari.

Ma c’è anche un altro campo di impiego specifico che alla luce degli studi odierni si presenta come sufficientemente fondato, quello della tendenza alla formazione dei calcoli biliari. Il tarassaco è in grado di influire non sul calcolo già formato, bensì sulla predisposizione alla formazione di calcoli, quindi sulla diatesi. Di ciò è probabilmente responsabile in primo luogo la succitata azione sul metabolismo e sulla cellula. Non è difficile comprendere che un tale effetto si possa ottenere solo in periodi di tempo piuttosto prolungati. Si dovrà dunque somministrare il tarassaco come terapia in tutti quei casi, per almeno 4-8 settimane. E opportuno anche dare una cura di tarassaco in primavera ed eventualmente ancora in autunno.

E nella natura di queste patologie la difficoltà di riuscire a obiettivare l’azione di un simile trattamento, ma rimane il fatto che i malati, dopo una cura di tarassaco, si sentono più leggeri; i disturbi alla regione superiore destra dell’addome spariscono e la tendenza alle ricadute scompare o almeno diviene chiaramente più rara. Sembra dunque possibile arrivare in questo modo, meglio e più rapidamente, a una fase di latenza della patologia. Poiché finora si è riconosciuto nell’acido chenodesossi-colico un medicamento attivo solo nella disgregazione dei calcoli di colesterolo, ma non di calcoli di altra natura, si dovrebbe fare uso delle potenzialità del tarassaco in questo campo. E ciò tanto più in quanto il tarassaco è del tutto atossico, anche se somministrato a lungo, e inoltre presenta un’azione, come si è detto, positiva sui sintomi soggettivi e tonificante generale.

Forme di preparazione

Si impiega la tisana della droga, Radix Taraxaci cum Herba, 1-2 cucchiaini da tè in 1 tazza di acqua; si fa bollire brevemente e si lascia in infusione 15 minuti; se ne bevono 1 tazza al mattino e 1 alla sera per 4-6 settimane consecutive; altrimenti si da un succo pronto, tra cui sono assai indicati quelli delle ditte Schoenenberger e Kneipp, 1 cucchiaio da tavola colmo in 1/2 bicchiere di acqua, mattina e sera. Vi è anche in commercio un caffè di tarassaco, prodotto con le radici, già pronto per l’uso; anch’esso ha i suoi estimatori.

da Rudolf Fritz Weiss

Trattato di Fitoterapia

ed. APORIE

www.erboristeriadulcamara.com/tarassaco.htm

——
 
la mia raccolta che è nel pc, ci saran ripetizioni, ma volevo tenere tutto assieme

"Le foglie di tarassaco costituiscono una popolare insalata primaverile. Hanno un gradevolissimo sapore amaro aromatico e si mangiano sia da sole che insieme con crescione e altre erbe primaverili da tempi immemorabili. Fino a tempi recentissimi non si sapeva su che cosa si basasse il loro effetto e perciò si consideravano ormai obsolete. Poi, però, con l’introduzione della ricerca sulle vitamine, si sono trovate in queste piante primaverili abbondanti vitamine, in particolare vitamina C, e si è quindi ritenuta più fondata la loro azione terapeutica. Ultimamente poi si è scoperto che queste vitamine forniscono solo una parte degli effetti positivi.
Così nel tarassaco si sono trovate, accanto alle già note sostanze amare e vitaminiche, anche delle sostanze ad azione enzimatica che stimolano l’attività delle grandi ghiandole, soprattutto fegato e reni. Ma la loro azione va ancora oltre: esse devono essere considerate capaci di stimolare il metabolismo cellulare complessivo. Questo naturalmente è osservabile con particolare intensità nelle grandi ghiandole corporee, tuttavia questo effetto è presente anche in altri distretti dell’organismo. Attualmente possiamo attribuire al tarassaco anche un tropismo connetti-vale,- su questo si fonda l’azione del tarassaco nelle artrosi, argomento sul quale dovremo ancora ritornare. Così, come favorisce la secrezione renale, quindi agisce come diuretico, il tarassaco incrementa anche la secrezione epatica, quindi agisce come colagogo. E così confermata l’esperienza del passato, che considerava il tarassaco un buon rimedio per i disturbi biliari.
Ma c’è anche un altro campo di impiego specifico che alla luce degli studi odierni si presenta come sufficientemente fondato, quello della tendenza alla formazione dei calcoli biliari. Il tarassaco è in grado di influire non sul calcolo già formato, bensì sulla predisposizione alla formazione di calcoli, quindi sulla diatesi.

Il tarassaco

Il tarassaco, soprannominato dente di leone per la forma delle foglie, è una pianta amara da cui si ricava un’ottima insalata.
Dalle radici del tarassaco gli erboristi ricavano un prodotto con spiccate proprietà diuretiche e disintossicanti che ne giustificano l’impiego terapeutico.
Il tarassaco risulta, pertanto, un ottimo coadiuvante nella cura delle intossicazioni alimentari, dell’insufficienza epatica, dell’insufficienza biliare, dell’alcolismo, degli eccessi di colesterolo e trigliceridi nel sangue e della cellulite. Ma c’è anche un altro campo di impiego specifico che alla luce degli studi odierni si presenta come sufficientemente fondato, quello della tendenza alla formazione dei calcoli biliari. Il tarassaco è in grado di influire non sul calcolo già formato, bensì sulla predisposizione alla formazione di calcoli, quindi sulla diatesi.

Indicazioni: lassativo, tonico, diuretico, depurativo…
Le foglie di tarassaco costituiscono una popolare insalata primaverile. Hanno un gradevolissimo sapore amaro aromatico e si mangiano sia da sole che insieme con crescione e altre erbe primaverili da tempi immemorabili. Se le sue foglie sono tenere, dopo averle lavate per bene, si possono consumare crude, in insalata. Normalmente si fanno pero’ bollire. Una volta lessate si consumano calde, condendole con olio, oppure in insalata dopo averle fatte raffreddare. Si abbinano egregiamente, in questo caso, con le uova sode. Si possono anche far friggere in padella, con olio o burro e anche un poco di aglio. L’acqua della bollitura del tarassaco si puo’ riutilizzare per far bollire la pasta.
Zuppa di Tarassaco (Ing.per 4 persone)
400 g di foglie fresche di T, 6 porri, olio extra verg doì’oliva, gomasio, tamari.
Lavate con cura le foglie di T e i porri. Affettate questi ultimi a rondelle sottili. Ponete le verdure in un tegame e copritele con circa 2 litri d’acqua. Portatele ad ebollizione e lasciate cuocere per circa !/4 d’ora a fuoco basso con coperchio. Frullate metà delle verdure, insaporite a piacimento con tamari e gomasio e servite in tavola.

Forme di preparazione
Si impiega la tisana della droga, Radix Taraxaci cum Herba, 1-2 cucchiaini da tè in 1 tazza di acqua; si fa bollire brevemente e si lascia in infusione 15 minuti; se ne bevono 1 tazza al mattino e 1 alla sera per 4-6 settimane consecutive; altrimenti si da un succo pronto, tra cui sono assai indicati quelli delle ditte Schoenenberger e Kneipp, 1 cucchiaio da tavola colmo in 1/2 bicchiere di acqua, mattina e sera. Vi è anche in commercio un caffè di tarassaco, prodotto con le radici, già pronto per l’uso; anch’esso ha i suoi estimatori.
Tarassaco

Nome: Taraxacum officinale Weber.
Raccolta: I fiori in primavera, le altri parti tra maggio e settembre.

Proprietà: Tonico, lassativo, diuretico, coleretico.
Famiglia: Composite.
Nomi comuni: Cicoria selvatica, barba du Signu, landar domestic, piumin, maccalume.
Habitat: Si può trovare ai bordi delle strade fino ai 200 metri di altezza.
Parti usate: Le foglie, i fiori e la radice.

Conservazione: I frutti devono essere consumati freschi; i fiori si utilizzano freschi o essiccati all’ombra e quindi conservati in vasi di vetro; la radice si essicca invece al sole una volta tagliata in sottili strati e quindi si conserva in sacchi di tela.
Uso: Uso interno: Succo e decotto delle foglie e delle radici; uso esterno: applicazione del succo fresco per combattere le verruche.

Note: Il tarassaco è ricco di vitamina C, B e A, glucidi, sali minerali e tannino. Grazie a queste sue proprietà è sempre stato considerato è utilizzato nella farmacopea popolare.

La pianta ha foglie a rosetta, tutte radicali, lunghe incise. Ha radice fittonante, di colore bruno nerastra, che all’interno e’ biancastra e contiene un lattice bianco. I suoi fiori sono di un giallo vivo, si aprono di giorno e si chiudono di nottetempo. Si trasformano poi in globi biancastri, formati da sottilissimi achemi. Il tarassaco cresce fino a 2000 metri: lo si raccoglie in marzo-aprile nei prati del fondo valle, mentre sui pascoli alpini, dove cresce soprattutto intorno alle baite in quanto qui il terreno e’ soffice e concimato. fino a maggio-giugno. Ha molte qualita’ curative: e’ lassativo, tonico, diuretico, depurativo… Se le sue foglie sono tenere, dopo averle lavate per bene, si possono consumare crude, in insalata. Normalmente si fanno pero’ bollire. Una volta lessate si consumano calde, condendole con olio, oppure in insalata dopo averle fatte raffreddare. Si abbinano egregiamente, in questo caso, con le uova sode. Si possono anche far friggere in padella, con olio o burro e anche un poco di aglio. L’acqua della bollitura del tarassaco si puo’ riutilizzare per far bollire la pasta.

Zuppa di Tarassaco
Ing.per 4 persone
400 g di foglie fresche di T, 6 porri, olio extra verg doì’oliva, gomasio, tamari.
Lavate con cura le foglie di T e i porri. Affettate questi ultimi a rondelle sottili. Ponete le verdure in un tegame e copritele con circa 2 litri d’acqua. Portatele ad ebollizione e lasciate cuocere per circa !/4 d’ora a fuoco basso con coperchio. Frullate metà delle verdure, insaporite a piacimento con tamari e gomasio e servite in tavola."

Rimedi naturali contro le scottature

 
 

Con l’estate e con il caldo la voglia di andare al mare e farsi il bagno è tanta, come è tanta la voglia di abbronzarsi! Purtroppo molto spesso il sole viene preso senza le dovute precauzioni e per periodi di tempo troppo prolungati. Questo il più delle volte si traduce in dolorosissime e fastidiose scottature. In questo articolo vediamo quali sono i rimedi naturali e casalinghi che possono venirci in soccorso.

Le scottature
Le scottature sono lesioni che colpiscono l’integrità della pelle con consistente perdita di sostanze superficiali. Le principali fonti produttrici di scottature sono: il caldo, il freddo, prodotti chimici, elettricità, radiazioni, luce ultravioletta o infrarossa.

Le scottature rappresentano gli incidenti più frequenti, gravi ed disabilitanti che esistono. Si stima che un’elevata percentuale, intorno al 85%, potrebbe essere evitata, poichè è dovuta a distrazione. Generalmente le scottature avvengono in ambito domestico.

Le scottature dovute al calore più comuni negli adulti sono quelle causate dal fuoco (40-45%), mentre nei bambini le lesioni maggiormente frequenti sono dovute a liquidi caldi.

Scottature Solari
Una scottatura solare è letteralmente una scottatura della pelle causata per sovraesposizione ai raggi ultravioletti del sole. L’energia contenuta nei raggi UV è assorbita dalla pelle. Se ci si espone al sole per brevi periodi e con le dovute cautele ci si abbronza; un esposizione prolungata porta irrimediabilmente a scottature.

Curare le scottature con le erbe (Fitoterapia)

La fitoterapia (cura delle malattie con le piante) offre una vasta gamma di erbe utili a idratare, evitare infiammazioni, gonfiori e a ridurre il dolore.

Aloe Vera: In prima posizione perchè senza dubbio costituisce il miglior rimedio per il trattamento delle scottature! Allevia il dolore, riduce l’infiammazione e l’arrossamento. (leggi un completo articolo sulle Proprietà e i benefici dell’Aloe Vera)

Iperico (Hypericum perforatum): Svolge un’efficace azione antibiotica e cicatrizzante.

Hamamelis virginiana: Riduce il dolore e previene le infezioni.

Lavanda officinalis: Aiuta a disinfettare le ferite favorendone la cicatrizzazione e diminuendo il bruciore. Passare delicatamente un panno imbevuto dell’infuso di fiori di lavanda (un cucchiaio di fiori secchi per un bicchiere d’acqua per 10 minuti) sulla zona della scottatura.

Mela: Riduce il rossore e aiuta a placare il dolore. Sbucciare una mela, farne delle listarelle ed applicarle sulla scottatura.

Rimedi casalinghi per la cura delle scottature

Oltre ai rimedi offerti dalla fitoterapia in questo articolo vogliamo esporre qualche semplice rimedio per curare le scottature in modo veloce e utilizzando prodotti di frequente utilizzo in casa.

Miele: Ottimo per proteggere la scottatura dalle infezioni. Utile anche per mitigare il dolore e favorire la cicatrizzazione.

Yogurt: Accelera i processi di riparazione cellulare e riduce il dolore.

Farina: Favorisce la cicatrizzazione.
In caso di ustioni gravi è fondamentale recasi subito al pronto soccorso o chiamare la guardia medica.

www.megliosapere.info/2009/06/rimedi-naturali-scottature/#…

 

Carote per dimagrire e per prepararsi al sole

 

Dieta carote per dimagrire

La dieta delle carote aiuta a perdere peso ed a preparare la pelle all’abbronzatura del sole dell’estate sfruttando appieno le proprietà della carote antiossidanti e ricche di betacarotene.
Bisogna bere almeno 2 litri di acqua. Esempio di menù settimanale della dieta delle carote:

Lunedì

Colazione: succo di carote o di arancia (150 grammi) + 1 yogurt magro con 2 cucchiaini di cereali
Spuntino: succo di carote (150 grammi) + 1 bicchiere di latte scremato + 3 fette biscottate integrali
Pranzo: un piatto di lenticchie + filetto di pollo alla piastra + 1 frutto.
Cena: purea di verdure + 1 fetta di pane integrale + 100 gr di prosciutto cotto + 200 grammi di fragole.

Martedì

Colazione: succo di carote o di arancia (150 grammi) + 1 yogurt magro e 2 cucchiaini di cereali
Spuntino: succo di carote (150 grammi) + 2 mele
Pranzo: riso con verdure + filetto di vitello alla piastra + carote ripassate al forno + 1 yogurt magro.
Cena: insalata di patate e carote cotte + 1 fetta di formaggio fresco + 1 arancia.

Mercoledì

Colazione: succo di carote o di arancia (150 grammi) + 1 caffè con latte scremato + 3-4 cucchiaini di cereali.
Spuntino: succo di carote (150 grammi) + 1 fetta di pane integrale con formaggio fresco o marmellata dietetica.
Pranzo: fagiolini + hamburger di vitello + insalata di pomodori + 1 frutto di stagione.
Cena: pasta con carote grattugiate + 1 yogurt magro.

Giovedì

Colazione: succo di carote o di arancia (150 grammi) + yogurt magro 2 cucchiaini di cereali
Spuntino: succo di carote (150 grammi) + 1 bicchiere di latte p.s. + 3 fette biscottate integrali
Pranzo: indivia condita con olio extravergine di oliva + mezzo yogurt magro + sogliola alla piastra + insalata di pomodori + 1 kiwi.
Cena: frittata fatta con 2 uova + asparagi + mezza carota + 1 yogurt magro.

Venerdì

Colazione: succo di carote o di arancia (150 grammi) + 1 yogurt magro e due cucchiaini di cereali
Spuntino: un succo di carote (150 grammi) + 2 mele
Pranzo: riso con salsa di pomodoro + filetto di pollo + insalata di lattuga + 1 pera.
Cena: insalata mista di pasta con lattuga, spinaci, pomodoro, carota grattugiata, tonno al naturale, uovo cotto, formaggio fresco e asparagi, condita con olio di oliva, aceto e sale + 1 fetta di pane integrale con formaggio fresco, una fetta di tacchino e 1 bicchiere di latte p.s.

Sabato

Colazione: succo di carote o di arancia (150 grammi) + 1 yogurt magro e due cucchiaini di cereali
Spuntino: succo di carote (150 grammi) + fetta di pane integrale con marmellata dietetica.
Pranzo: passato di verdure e carote + merluzzo alla piastra + 1 patata bollita + 1 arancia.
Cena: minestra di pasta + filetto di vitello alla piastra + insalata di lattuga + 1 mela.

Domenica

Colazione: succo di carote o di arancia (150 grammi) + 1 yogurt magro e due cucchiaini di cereali
Spuntino: succo di carote (150 grammi) + 1 bicchiere di latte p.s. + 3 fette biscottate integrali.
Pranzo: insalata con indivia, ceci, pomodori + petto di tacchino al forno + 1 frutto di stagione
Cena: brodo vegetale fatto con carote in abbondanza, sedano, porro e rapa + seppia alla piastra + 1 sorbetto al limone.

www.inerboristeria.com/dieta-carote-dimagrire.html

I poteri curativi del Neem. //Contro gli insetti Citronella, Andiroba e Neem

 
 

                          I poteri curativi del NEEM

L’olio di neem (nome popolare dato in India anticamente in onore della dea Neemari) viene estratto dai semi, spremuti a freddo, dell’Azadirachta Indica (Linneo: dal persiano Azad-Darakcht "albero libero") che cresce nelle zone tropicali e sub-tropicali di Asia, Africa, America (Centro e Sud), Medio Oriente, Australia, Oceania, ed è della famiglia delle Meliacee.

E’ conosciuta da almeno il 2.000 a.C. (testi ayurvedici) ed era detta in sanscrito "Arishta": l’albero che "allevia le malattie" o "liberatore dalle malattie". Per gli arabi: "Shajar-e-Mubarak" ossia "albero benedetto".

Ha molti altri nomi popolari (come Margosa, Nimba, Lillà d’India) nelle varie località di diffusione nel mondo.

E’ una "sempre verde" che può crescere fino a 25 metri, vivere fino a 300 anni, e produce piccoli frutti giallastri contenenti uno o più semi in un nocciolo duro.
Anche le altre parti dell’albero (foglie, corteccia, legno, radici, polpa dei frutti, fiori) contengono sostanze con effetti medicamentosi, ma nei semi è la maggiore varietà e concentrazione.

In circa 60 anni di studi (esiste una cospicua bibliografia) è stato analizzato a fondo l’intero campo d’azione del neem (per singole parti dell’albero o miscele di esse): proprietà analgesiche, antipiretiche, anti-malariche, anti-infiammatorie, anti-staminiche, diuretiche, ipoglicemiche (effetti antidiabetici), anti-acidogastriche, anti-tumorali, anti-reumatiche, anti-artritiche, equilibranti dei sistema nervoso centrale, spermicide, anti HIV, anti disturbi urinari, anti diarrea/dissenteria, ipotensive (effetti protettivi per il cuore), purificanti, anti tossine, anti radicali liberi, purgative, epatoprotettive, anti malattie del sangue, anti emorroidali, anti lebbra, anti venefiche, anti prurito, anti bruciori interni e superficiali, anti microorganismi Gram positivi e Gram negativi;
grandi capacità nella lotta biologica contro moltissimi parassiti (pesticida naturale).

Suoi derivati entrano in fertilizzanti, ammendanti, mangimi, fitofarmaci (per uso veterinario, umano e botanico), prodotti di industria cartaria e plastica, coloranti per tessuti, collanti, combustibili, carburanti (anche in miscela con gasolio), cosmetici, articoli per toilette.

Una conferma dalla natura: in India, i passeri aggiungono foglie di neem ai loro nidi, e poiché non le mangiano e l’analisi mostra l’assenza di molti parassiti usualmente presenti nei nidi, sembra evidente un uso indotto dalla constatazione empirica, come avviene spesso fra gli animali.

L’olio di neem contiene molecole in grado di contrastare virus, batteri, funghi, ed ha proprietà idratanti, rigeneranti e ristrutturanti e quindi è efficace, ad esempio, sulle più comuni affezioni dermatologiche. Inoltre ha rivelato proprietà insettifughe.

Altra applicazione si ha per i problemi delle gengive: grazie all’attività anti-infiammatoria, dovuta alla presenza di agenti inibitori delle prostaglandine, l’olio risolve molte affezioni dei peridontio.
Anticamente, rametti di neem venivano masticati (come facciamo noi oggi con la gomma da masticare) ogni giorno da milioni di indiani: oggi l’olio di neem è usato in paste dentifricie che, oltre a quanto sopra, contrastano la formazione della placca e imbiancano notevolmente i denti.

Trattamento topico dell’ACNE: fra i ceppi patogeni inattivati dal neem, vi sono la salmonella tifi e lo stafilococco aureo. Proprio quest’ultimo è responsabile delle tipiche manifestazioni acneiche, caratterizzate da ascessi e pustole dolenti. Lo stafilococco aureo inoltre contamina molti cibi e dà infezioni secondarie in peritoniti, cistiti, meningiti. Molti suoi ceppi sono resistenti alla penicillina e altri antibiotici specializzati, ed è responsabile della diffusione di infezioni negli ospedali.
Il neem è un multicomponente complesso e perciò sfugge alla capacità dei batteri di formare ceppi mutanti resistenti.

Attività antifungina: efficace contro 14 tipi di funghi, l’olio di neem, tra gli altri, inibisce il Trichosporon (infezioni al tratto gastro-intestinale) e il Geotrichum (infezioni ai bronchi, polmoni e membrane del muco).
Si è constatata la maggior efficacia e sicurezza (nessun effetto collaterale) di impiego contro Candida Albicans (presente nel muco ma dannosa se in eccesso di proliferazione, con lesioni alla bocca – afta, vagina, pelle, mani e polmoni), infezioni causate da Trichophyton (a capelli, pelle/unghie, piede d’atleta), Tigna (causato da Epidermophyton).

Psoriasi / eczemi: il neem è particolarmente efficace in questo trattamento, durante il quale idrata e protegge la pelle mentre opera per guarire l’irritazione, la desquamazione, le lesioni.
Si consiglia inizialmente di lavarsi con sapone al neem (o shampoo se la pelle è molto sensibile) per uccidere i batteri e rimuovere le cellule morte.

Infiammazioni: grazie a limonoidi e catechine, potenti inibitori dei mediatori dell’infiammazione acuta, il neem trova impiego nell’abbattimento dei dolori da strappi muscolari, artriti, reumatismi. L’effetto è uguale a quello ottenuto con prodotti come fenilbutazone e cortisone, anche per l’azione anti-inflattiva e di riduzione degli edemi.
Potente antisettico, è impiegato in caso di ustioni estese, ferite infette e per stimolare la cicatrizzazione e la ricostruzione dei tessuti.
Ottimo su scrofola e ulcerazioni.
Come antivirale, il neem ha dato i migliori risultati contro l’Herpes Virus (labiale e corporeo).

Altri impieghi: contro i parassiti del cuoio capelluto (come i pidocchi), gli acari della scabbia; puro o in soluzione acquosa frizionato sulla pelle come repellente contro gli insetti (sopratutto zanzare).
Eccellente come anti-forfora.

Essendo un olio ricco di acidi grassi insaturi, è impiegato in:
saponi
prodotti per i capelli e il cuoio capelluto
creme per le mani
oli da massaggio per il corpo
creme per il viso: anti-acne, anti-arrossamento, ecc.
protettivi per labbra, preventivi e lenitivi per Herpes
Si ricordano anche:
dentifrici
soluzioni insettifughe da nebulizzare e/o spalmare

www.progettoscudo.it/PRV03.htm

 
               Il Meraviglioso Neem
Dichiarato dalle Nazioni Unite
“Albero del 21 mo Secolo”

L’albero Neem (Azadirachta Indica) è un albero di media misura caratterizzato dal suo tronco dritto dalla corteccia scanalata che va dal grigio al marrone scuro e dalla sua rotonda e densa chioma di foglie pinnate. E’ nativo dell’India sub continentale ma si trova in altre aree tropicali e sub-tropicali ed e membro della famiglia degli alberi Mogano. Essendo un sempre verde è raramente spoglio quindi garantisce ombra tutto l’anno nei climi caldi e fiorisce abbondantemente durante la primavera.
Avendo il Neem un legno resistente alle termiti è utile per le cosrtruzioni di edifici, per fare mobili e oggetti di falegnameria in generale; in più la corteccia del Neem produce tannino e gomma. La gomma di color ambra è usata per tingere stoffe e nella mistura delle medicine tradizionali.

I benefici dell’albero Neem per l’uomo

L’essere umano ha cercato per molti anni di fortificare la sua salute e di curare varie malattie con rimedi naturali. Mentre rimedi come il Giseng ed Echinacea sono molti conosciuti, la ricerca ha dimostrato che il Neem ha una gamma maggiori di usi di qualsiasi altra pianta. Il Neem è stato largamente usato nei rimedi per il benessere e di bellezza per molti secoli. La prima testimonianza del suo uso risale a 4500 anni fa, ancor prima che gli antichi erboristi scoprissero i benefici del Salice, Timo, Mirra e Pino.
I primi scritti medici Sanskriti riferiscono i benefici dei frutti, semi, olio, foglie, radici e corteccia del Neem. Di conseguenza, non ci meraviglia che il Neem dell’India sia chiamato in modo affetuoso “la farmacia del villaggio” perchè i suoi frutti, semi, foglie, corteccia e radici contengono composti che dimostrano proprieta anti-fungho, anti-infiammatorie, anti-virali, anti-batteriche e anti-settiche.
Per la medicina occidentale, l’introduzione del Neem avviene quando i ricercatori tedeschi scoprirono l’efficacia di molti composti nel Neem ed iniziarono ad utilizzarlo come ingrediente chiave in molti prodotti. Questo fu l’inizio di un interesse mondiale nell’esplorare i benefici di una così antica pianta.
Con una vasta applicazione, gli estratti del Neem sono usati nelle creme per combattere le infezioni, nel dentifricio per le proprietà anitsettiche , la risultante è la riduzione delle carie e la guarigione dei disturbi gengivali. Il Neem nei saponi con la sue proprietà anti-batteriche lascia la pelle rinfrescata, nello shampo come anti-pidocchio controlla la forfora e il prurito della cute, quando viene mischiato in parti uguali con acqua e olii vegetali aiuta a mantenere i capelli sani e brillanti. L’olio di Neem inoltre, è curativo come pediluvio, per il piede d’atleta.
Comunque forse gli effetti più vantaggiosi del Neem sono sulla pelle. Acne, psioriasi, eczema e tigna in tutte le sue varietà, sono condizioni della pelle che sono trattate in modo efficace dai preparati a base di Neem. Secondo John Conrick, autore di “Neem the ultimate herb” il Neem è efficace quanto il cortisone per la psioriasi. Il trattamento di quest’ultima prevede sia coal tar (catrame di carbone) che il cortisone. I prodotti provenienti dal catrame sono sporchi e maleodoranti e il cortisone può assottigliare e sensibilizzare la pelle dopo l’uso frequente. Il Neem non ha nessuno di questi effetti collaterali.
Per coloro preoccupati per l’invecchiamento della pelle, le creme e le lozioni che contengono olio di Neem possono essere usate per prevenire le rughe apportando una naturale idratazione alla pelle. Per aumentare gli effetti benefici dell’olio di Neem si possono fare impacchi con la sua corteccia, aiuterà la riduzione delle rughe e lascierà la pelle morbida e ringiovanita.

I suoi effetti molteplici si possono così riassumere:
– azione immunostimolante
– azione di purificazione del sangue ed eliminazione di tossine
– regolazione della glicemia
– prevenzione dei disturbi cardiovascolari
– azione antinfiammatoria.

Si puo quindi utilizzare per:
-infezioni batteriche e virali, parassiti intestinali, candida ed infezioni fungine, ulcera gastroduodenale
-problemi della pelle quali psoriasi, acne, eczema, herpes, orticaria, pruriti, forfora
-diabete e squiliblri dello zucchero nel sangue, sovrappeso
-disturbi del cavo orale, carie, piorrea
-febbre, dolori muscolari, malaria.

Ovviamente l’albero Neem, conferma la traduzione del suo nome in Sanskrito “sarva roga nivarini”: il guaritore di tutti i malanni. Alcune persone si riferiscono all’albero Neem come “il dono di Dio all’umanita’” o come gli ambientalisti si rifescono ad esso come “un prodotto veramente naturale realmente libero da ogni colpa”.
Quindi perchè non cercare prodotti che contengono le proprieta del Neem così che anche tu puoi confermare la sua sicurezza e sintonia con l’ambiente?
In questo può aiutarci la ricerca dei prodotti a base di NEEM, in medicina Ayurvedica.
Il vantaggio nell’usare il NEEM è che è assolutamente ben tollerato dal nostro organismo e sta diventando velocemente la pianta in assoluto per l’oggi e per il domani.
L’equilibrio della relazione fra natura e scienza ha fornito molti contribuiti per le cure medicinali mondiali, ma il collaboratore più antico, naturale e versatile per il genere umano è, e resta il NEEM.
(neemitalia)

www.trucemagazine.net/almanaccodellastrega/?p=97

 
 

                         Citronella, Andiroba e Olio di Neem contro gli insetti
Scritto da Cecilia Cecchini

Le sostanze odorose emesse dalle piante attirano normalmente gli insetti che, volando da un fiore all’altro, ne garantiscono l’impollinazione e, quindi, la riproduzione.
Talune piante, al contrario, forniscono olii essenziali sgraditi a certi tipi di insetti "molesti" che, quindi, se ne tengono lontani.
Molti sono gli oli essenziali con proprietà insettorepellenti. Ricordiamo il GERANIO Pelargonium graveolens, il BASILICO SACRO Ocimum sanctus, il CEDRO DELL’ATLANTE Cedrus atlantica, il LEGNO DI ROSA Aniba rosaeodora, la LAVANDA Lavandula angustifolia, il LIMONE Citrus limon e l’ EUCALIPTO Eucaliptus globulus.

Consideriamo più in dettaglio tre oli particolarmente eficaci nell’evitare le aggressioni più fastidiose, in particolare quelle delle zanzare che, manifestano con maggiore virulenza la loro attività nei mesi estivi.

Olio essenziale di Andiroba
L’Andiroba – Carapa guyanensis – cresce spontaneamente nel bacino della foresta Amazzonica. L’albero produce fiori bianchi profumati e una noce a 4 corni bruna, legnosa, lunga qualche centimetro simile a una castagna. L’olio può essere estratto per pressione a caldo o a freddo, senza solventi. Il metodo di estrazione tradizionale è alquanto primitivo. I semi sono raccolti dai fiumi, dove defluiscono dopo essere caduti dagli alberi. Gli Indiani delle foreste pluviali sono soliti accatastare queste noci all’aperto in modo da lasciarle fermentare, perchè il guscio si rompa poi facilmente e l’olio defluisca spontaneamente dalla polpa. Vengono poi schiacciate in una pressa per estrarne l’olio. L’olio è utilizzato come combustibile naturale dalle popolazioni amazzoniche per accendere le loro lampade e per respingere gli attacchi degli insetti ematofagi (zanzare in primis). Usano quest’olio anche per trattare la pelle e le infiammazioni muscolari ma, soprattutto come repellente contro le punture degli insetti. Le proprietà insettorepellenti sono dovute all’elevata percentuale di derivati furanicoterpenoidi in grado di allontanare gli insetti ematofagi, in particolare le zanzare del tipo culex, aldes, anofele, pinus e simili, tolgliendo loro l’impulso di mordere e succhiare il sangue.

Olio essenziale di Citronella
L’olio essenziale di Citronella si ottiene per distillazione in acqua o corrente di vapore delle parti aeree fresche o parzialmente essiccate del Cymbopogon nardus. Originaria dello Sri Lanka ma diffusa in buona parte in tutto l’Estremo Oriente è un’erba perenne che raggiunge l’altezza di circa 1,5 metri e più; viene in massima parte coltivata, ma cresce anche spontaneamente. Le principali attuali produzioni provengono dall’Indonesia (Giava) la più pregiata,Vietnam, Cina, Ceylon. I principali costituenti dell’olio essenziale di Citronella "Giava" sono Geraniolo, Citronellolo e Citronellale. L’olio essenziale è conosciuto largamente per la sua proprietà "insettorepellente". Il suo profumo infonde "sensazioni" di freschezza e rende particolarmente attivi quando ci si sente stanchi e "accaldati". Ha anche un’azione deodorante e leggermente astringente.

Olio di Neem
Estratto dall’Azadirachta indica, albero della fascia tropicale e sub-tropicale, originario di Bangladesh, India e Myanmar e attualmente distribuito in tutta l’Asia tropicale e nella regione Africana. Il nome in sanscrito della pianta ‘Arishtha’, significa ‘rimedio per ogni malattia’, mentre nell’ Africa orientale è conosciuto come "albero delle 40", vale a dire rimedio per 40 diverse malattie. La pianta è conosciuta in India da più di 2000 anni per la versatilità delle sue proprietà medicinali ed è una componente principale dell’Ayurveda. Oltre alle proprietà terapeutiche è una importante fonte di prodotti naturali usati in agricoltura come insetticidi e pesticidi. Quest’olio tiene lontani gli insetti che lo riconoscono responsabile di un’azione fortemente negativa sulla loro produzione ormonale e, quindi, sulla loro crescita.

www.alberodellerose.it/

 

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