I cinque tibetani (Raccolta)

                                         I Cinque Tibetani

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                                                        I Cinque Tibetani

Energia ed equilibrio in 5 semplici esercizi yoga

I 5 Tibetani sono semplici e potenti esercizi yoga che vivificano i plessi nervosi, gli organi e le ghiandole correlati, stimolando il flusso energetico attraverso i chakra (le confluenze nel sistema energetico, equivalenti ai plessi, le confluenze dei nervi nel corpo umano). Questi esercizi riescono a tonificare e rafforzare tutti i gruppi muscolari principali, ad aumentare notevolmente la forza fisica e la capacità di resistenza! L’effetto benefico dei 5 Tibetani è straordinario, e si rivelerà di grande valore per chiunque sia disposto a dedicargli qualche minuto della propria giornata.

Quello che c’è da sapere prima di cominciare…
Qual è il momento della giornata ideale per eseguire i Cinque Tibetani?
Potete eseguire gli esercizi in qualsiasi momento, tuttavia per ottenere migliori risultati sarebbe opportuno effettuarli al mattino prima di fare colazione, o la sera prima di andare a letto. Fate qualche prova per scoprire il momento più adatto a voi, e se volete eseguiteli anche 2 volte al giorno.

Quanto tempo si deve dedicare all’esecuzione dei Cinque Tibetani?
Quando sarete esperti, l’esecuzione corretta dei 5 Tibetani vi occuperà solo 15 minuti al giorno.
All’inizio calcolate di dedicare più tempo a questi esercizi, concentrandovi su quello che fate e particolarmente sulla respirazione.

È meglio eseguire i Cinque Tibetani a stomaco vuoto?
Assolutamente si, l’ideale è eseguirli almeno 3 ore dopo l’ultimo pasto. Infatti durante la digestione gran parte delle nostre energie è concentrata nell’apparato digerente e ciò può ostacolare lo scopo dei 5 Tibetani: attivare la circolazione in modo che il sangue fluisca liberamente e abbondantemente per tutto il corpo!

Quante volte bisogna ripetere i Cinque Tibetani?
Il numero di ripetizioni ideale per ciascun esercizio è di 21 volte: gli effetti desiderati in termini di energia saranno pienamente raggiunti con questa frequenza.
Tuttavia all’inizio è possibile che troviate difficoltà a raggiungere le 21 ripetizioni; normalmente in un mese si riesce ad eseguire correttamente il programma completo, ma ovviamente dipende molto dallo stato di forma iniziale.
Pertanto le prime volte potrete cominciare con 10-12 ripetizioni per poi procedere secondo il vostro ritmo ottimale.

Chi può eseguire i Cinque Tibetani?
I 5 Tibetani portano benessere e energia a tutti. Tuttavia se soffrite di particolari patologie di tipo muscolare, osseo o respiratorio è bene che il vostro medico curante approvi questo tipo di attività.

È necessario un abbigliamento particolare?
Per eseguire i Cinque Tibetani è importante disporre della massima libertà di movimento, quindi indossate abiti comodi, senza cinture o elastici stretti e preferibilmente di cotone.

Dove è opportuno eseguire gli esercizi?
L’ideale sarebbe adibire uno spazio in casa esclusivamente alle vostre sedute. Se non è possibile, fate in modo che lo spazio prescelto sia pulito e ordinato. Eseguite i 5 Tibetani su un tappetino o su un materassino, e comunque su una superficie non dura.

Di seguito troverete il link con le istruzioni per eseguire i 5 Tibetani; leggetele attentamente e possibilmente eseguite gli esercizi di fronte ad uno specchio, per verificare la correttezza delle posizioni.

Clicca qui per visualizzare lo schema con gli esercizi dei Cinque Tibetani

www.bellezza.it/uomini/viv/benesser/uvivt5tibeta.html

 

I Cinque Tibetani            
       
I Cinque Tibetani (primo esercizio)

Cinque Tibetani 5 Tibetani FIG. A In posizione eretta, stendete le braccia di lato. Tenete le dita delle mani unite, i palmi distesi e rivolti verso il basso. Tenendo le braccia in questa posizione, girate completamente su voi stessi in senso orario. Ripetete il movimento per 21 volte senza interruzioni.


Cinque Tibetani 5 Tibetani Esercizio per la respirazione
(da ripetere al termine di ogni tibetano!)
Al termine dell’esercizio, unite i piedi e appoggiate le mani sui fianchi. Respirate profondamente inspirando col naso. Espirate attraverso la bocca formando una O con le labbra. Respirate un’altra volta prima di passare all’esercizio successivo.

Avvertenze
Le prime volte potreste provare un senso di vertigine. Siate prudenti e non esagerate. Questo esercizio rafforza il vestibolo, il delicato meccanismo di equilibrio che si trova nell’orecchio interno. Col tempo le vertigini scompariranno e il movimento vi risulterà più facile e fluido, anche ad alta velocità.

I Cinque Tibetani (secondo esercizio)

Cinque Tibetani 5 Tibetani FIG. A Sdraiatevi sulla schiena su un tappetino. Le gambe sono completamente distese, le caviglie sono flesse e si toccano. Stendete le braccia lungo i fianchi con i palmi delle mani ben distesi a terra.


Cinque Tibetani 5 Tibetani FIG. B Inspirate attraverso il naso, sollevate le gambe, formando col torso un angolo di poco inferiore a 90°, e alzate la testa spingendo il mento verso il petto. Espirate attraverso in naso o la bocca, riportando gambe e testa nella posizione di partenza. Ripetete il movimento 21 volte, inspirando quando sollevate le gambe, espirando quando le riportate a terra.

Al termine dell’esercizio tornate in posizione eretta, a piedi uniti e con le mani sui fianchi. e ripetete l’esercizio per la respirazione.


I Cinque Tibetani (terzo esercizio)

Cinque Tibetani 5 Tibetani FIG. A Inginocchiatevi, con le gambe leggermente divaricate e con la punta dei piedi appoggiata a terra. Le mani sono dietro le cosce, appena sotto le natiche, la spina dorsale è dritta e il mento è spinto verso il petto.


Cinque Tibetani 5 Tibetani FIG. B Inspirate attraverso il naso e arcuate all’indietro la schiena. Spingete la schiena più dietro che potete.
Le mani vi sosterranno mentre vi tendete all’indietro. Espirate col naso o con la bocca mentre tornate alla posizione di partenza. Ripetete 21 volte con un ritmo abbastanza veloce e regolare.

Al termine dell’esercizio tornate in posizione eretta, a piedi uniti e con le mani sui fianchi. e ripetete l’esercizio per la respirazione.


I Cinque Tibetani (quarto esercizio)

Cinque Tibetani 5 Tibetani FIG. A Sedetevi con la schiena dritta e con le gambe ben distese. Appoggiate i palmi delle mani a terra ai lati delle anche. La posizione della mani è molto importante! Spingete il mento verso il petto.


Cinque Tibetani 5 Tibetani FIG. B Inspirando con naso, sollevate le anche e contemporaneamente piegate le ginocchia, appoggiando le piante a terra e portando indietro la testa. Vi troverete in una posizione in cui il tronco è parallelo al terreno e le braccia e le gambe sono perpendicolari. Espirate col naso o con la bocca mentre tornate alla posizione di partenza.
Ripetete l’esercizio 21 volte con un ritmo abbastanza veloce e regolare.

Avvertenze
Fate in modo che i piedi non scivolino, devono rimanere nella stessa posizione durante tutto l’esercizio. Inoltre attenzione a non piegare le braccia, il movimento deve fare perno sulle spalle!

Al termine dell’esercizio tornate in posizione eretta, a piedi uniti e con le mani sui fianchi e ripetete l’esercizio della respirazione.

I Cinque Tibetani (quinto esercizio)

Cinque Tibetani 5 Tibetani FIG. A Cominciate questo esercizio da terra, sollevandovi sui palmi delle mani e sulla punta dei piedi. Le braccia e le gambe sono leggermente divaricate. Spingete la testa in alto e all’indietro.


Cinque Tibetani 5 Tibetani FIG. B Tenendo gambe e braccia ben distese, inspirate attraverso il naso mentre sollevate il fondoschiena e spingete il mento verso il petto, formando col corpo un triangolo perfetto.

Al termine dell’esercizio tornate in posizione eretta, a piedi uniti e con le mani sui fianchi e ripetete l’esercizio della respirazione.


Riepilogando: assicuratevi sempre di eseguire correttamente gli esercizi, siate cauti in caso di vertigini o dolori e non abbiate fretta di raggiungere le posizioni, non fate gli esercizi di fretta e curate la respirazione.

Se desiderate approfondire l’argomento, in libreria potrete trovare diversi libri dedicati ai Cinque Tibetani e ai benefici del loro utilizzo.

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PRECISAZIONI IMPORTANTI

Respirazione
All’opposto di quanto si fa di solito nei movimenti di esercizio fisico intenso (tipico il lavoro con i pesi e le macchine, in palestra), nei Tibetani si inspira quando si fa l’azione di contrazione e si espira in distensione (es. nel n. 2 si inspira quando si portano le gambe in verticale e si espira quando le si riabbassa a terra).

Progressione e ripetizioni
La pratica dei Tibetani si inizia con 3 ripetizioni per ogni esercizio (cioè 3 rotazioni, 3 volte le gambe su e giù ecc.). Normalmente si può aggiungere 2 ripetizioni ad ogni esercizio ogni settimana, fino a un massimo di 21 ripetizioni.
L’esecuzione completa degli esercizi in 3 ripetizioni prende meno di 5 minuti. La durata sale a circa 15 quando se ne fanno 21 in tutta tranquillità.
Nulla vieta di rimanere anche più settimane con lo stesso numero di ripetizioni, finché non ci si sente perfettamente a proprio agio nell’incrementare il numero. E’ importante la regolarità, non la quantità.
Se si salta l’esecuzione per un giorno su tanti si può mantenere sempre lo stesso numero di ripetizioni. Se l’interruzione arriva a una settimana, diminuire di 2 o 4 le ripetizioni, come ci si sente.
In caso di interruzioni superiori al mese il buon senso impone di ricominciare da 3.

Come eseguirli
Le fotografie illustrano le posizioni di partenza e quelle "ideali" di arrivo. Se fisicamente non si riesce a raggiungere una o più posizioni, non è affatto tragico: l’importante è conservare l’attitudine mentale a raggiungere la posizione ed eseguire correttamente la respirazione. Anche se sono una splendida miscela di stretching e lavoro isometrico e isotonico, i Tibetani non vanno pensati come la nostra classica ginnastica: non è importante quello che si fa, ma l’attenzione e la presenza nell’esecuzione. Sono da considerare uno spazio che ci prendiamo per prestare attenzione a noi stessi.
Pensare "Inspiro energia e nutrimento, espiro tutto quello che non mi serve" aiuta a calmare la mente e a educarla a percepire la profonda saggezza ed efficacia di questi movimenti.

Quando eseguirli
I Tibetani sono da praticare tutti i giorni. Non ha importanza quando, ogni orario della giornata va bene, meglio a stomaco non troppo impegnato. Al mattino danno una bella carica per la giornata, alla sera predispongono a un buon sonno. Se non si ha dimestichezza con l’esercizio fisico intenso o ci si sente "anziani" e "acciaccati", se si avverte fatica o disagio o non si ha abbastanza tempo, si può spezzare l’esecuzione in più momenti della giornata (es. due esercizi al mattino e tre alla sera…).

www.spaziopmr.it/tibetani.htm

 
 
 
 

1° tibetano

1
Posizione: in piedi, a braccia larghe, palme rivolte verso il basso.
Azione: ruotare su se stessi in senso orario, vale a dire il braccio sinistro ruota verso destra.

Se c’è capogiro, eseguire le rotazioni molto lentamente. Si fa presto l’abitudine e si eseguiranno le rotazioni sempre più velocemente, con naturalezza. Fissare sempre la punta di una mano aiuta a non avere capogiri, sia durante il movimento sia nella fase di arresto.

Hata Yoga:
TADASANA
(posizione della montagna, variante)

inizio 2° tibetano

Hata Yoga:
SHAVASANA
(posizione del cadavere)

2
Posizione base: distesa a terra, supina. Braccia lungo i fianchi.
Azione: sollevare contemporaneamente le gambe fino alla verticale (piedi flessi a "martello") e la testa verso i petto. Spalle, schiena e bacino rimangono a contatto con il suolo. Inspirare durante la flessione ed espirare nella fase di distensione.

Se risulta difficile alzare e abbassare le gambe distese, si può piegare le ginocchia durante i movimenti, per impegnare meno i muscoli addominali.

fine 2° tibetano

Hata Yoga:
posizione del pilastro, variante

inizio 3° tibetano

 

3
Posizione base: in ginocchio, mani appoggiate all’apice delle cosce, piedi con le dita flesse e in contatto con il suolo, testa appoggiata al mento.
Azione: inarcare all’indietro testa, spalle e schiena. Inspirare quando si inarca ed espirare nel ritorno alla posizione base.
Aprire la bocca nell’inarcamento aiuta respirare e a distendere i muscoli anteriori del collo.

fine 3° tibetano

Hata Yoga:
USTRASANA
(posizione del cammello)

inizio 4° tibetano

4
Posizione base
: seduta, gambe distese e leggermente divaricate, tronco eretto e palmi appoggiati a terra.
Azione: piegare le ginocchia, sollevare il bacino e rovesciare indietro la testa (bocca aperta!), inspirando. Tornare in posizione base.

fine 4° tibetano

Hata Yoga:
PURVOTTANASANA
(posizione dell’Est o
dello stiramento anteriore)

inizio 5° tibetano

Hata Yoga:
URDHVA MUKHA SVANASANA
(posizione del cane
con la testa in su)

5
Posizione base:
prona, il contatto con il suolo è dato dai piedi a dita flesse (vedi esercizio 2) e dai palmi rivolti in avanti. Testa rivolta all’indietro. Il bacino gli arti inferiori sfiorano il suolo senza toccarlo.
Azione:
spingere il suolo con le mani e sollevare il bacino, flettendo l’addome, inspirando. Espirare tornando alla posizione base.

Conviene eseguire il movimento (ma vale anche per tutti gli altri!) a piedi scalzi e su superficie non sdrucciolevole.

Un ringraziamento a
Valentina,
modella paziente!

Consulente Yoga:
Maestro Donato Zizzi

fine 5° tibetano

Hata Yoga:
ADHO MUKHA SVANASANA (posizione del cane
con la testa in giù)

 

 

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Ogni 25 del mese Giornata dell’amore e ringrazamento all’acqua

 

 
                                                        Ogni 25 del mese
                                                               Giornata
                                            dell’amore e del ringraziamento all’acqua

  La giornata  dell’amore e del ringraziamento all’acqua
Ogi 25 del mese

Ora: 7.00, 13.00, 19.00
Luogo: ovunque nel pianeta terra

"A mio giudizio l’uomo ha il compito di contribuire alla guarigione della Terra e dell’acqua. Molti di noi stanno operando già da tempo in questa direzione. Adesso sappiamo (si pensi alla "legge della centesima scimmia"…) che, insieme, possiamo fare veramente moltissime cose.
Uno dei messaggi più importanti che ci vengono dai cristalli d’acqua è che ognuno dei nostri pensieri, ogni parola e ogni azione costituisce un’informazione. La nostra coscienza agisce effettivamente sull’acqua. Questo influsso è particolarmente forte se uniamo le nostre coscienze e le indirizziamo al medesimo scopo. È questa la forza della preghiera comune: utilizziamo questa forza per donare amore e gratitudine all’acqua!
Dichiariamo il 25 luglio `la giornata mondiale dell’amore e del ringraziamento all’acqua". Celebriamo questo giorno con una cerimonia tesa a inviare il nostro amore e la nostra gratitudine all’acqua, e a elevare gradualmente la nostra coscienza.

Unitevi a questa iniziativa, da soli o insieme ad altri, e inviate i vostri pensieri e le vostre preghiere all’acqua. Ogni persona è importante, ogni parola amorevole è importante, ogni goccia d’acqua cui viene inviato amore e rispetto è importante, per portare avanti e diffondere questa informazione.
Sarebbe anche utile inviare contemporaneamente questa vibrazione. Proponiamo quindi tre orari, e cioè: 7,00, 13,00 e 19.00 (ora locale).
Il modo di organizzare la cerimonia è lasciato completamente alla vostra sensibilità. Potete pronunciare preghiere della vostra religione o anche fare visualizzazioni. Personalmente, immagino che una luce d’oro e d’argento riempia l’acqua e la Terra, emanata dal cuore di ogni singola persona
.

Oltre a questa giornata mondiale, il 25 di ogni mese, alla stessa ora, inviamo all’acqua il nostro amore e il nostro ringraziamento. Il mio consiglio è di utilizzare ogni occasione per inviare all’acqua amore e gratitudine: in questo modo si fa del bene anche a se stessi, si eleva la propria vibrazione alla frequenza dell’amore e della gratitudine (ringraziamo per esempio l’acqua che scorre tra le mani quando laviamo i piatti; e ringraziamo l’acqua del nostro corpo, delle nostre cellule… ). In questo modo contribuiamo attivamente alla nostra salute.
La guarigione della singola persona, di ognuno dei miei lettori, mi sta molto a cuore. Però la cosa che mi sta più a cuore è una guarigione globale che comprenda la natura, la Terra come un tutto unito e tutta l’umanità. Il mio sogno è il sogno della Pace mondiale e so che non sono l’unico a fare questo sogno.
"

Masaru Emoto dal libro L’acqua che quarisce ed. Mediterranee

 

 

METTA SUTTA , Insegnamento della Grande Misericordia

 

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METTA SUTTA
Insegnamento della Grande Misericordia

METTA – SUTTA

Discorso sulla benevolenza universale

Così dovrebbe agire chi pratica il bene

e conosce il sentiero della pace:

essere abile e retto,

schietto nel parlare, gentile e umile,

dalla vita frugale, non gravato da impegni,

sereno, soddisfatto con poco,

calmo e discreto,

non altero o esigente.

E non fare ciò che i saggi disapprovano.

Che tutti gli esseri vivano felici e sicuri,

tutti, chiunque essi siano:

deboli o forti,

lunghi o possenti,

alti, medi o minuscoli,

visibili e non visibili,

vicini e lontani,

già nati o ancora non nati.

Che tutte le creature siano felici!

Che nessuno inganni l’altro,

né lo disprezzi,

né con odio o ira

desideri il suo male.

Come una madre con la sua vita

Protegge suo figlio, il suo unico figlio

così con cuore aperto

si abbia cura di ogni essere,

irradiando benevolenza sull’universo intero,

in alto verso il cielo, in basso verso gli abissi,

in ogni luogo senza limitazioni,

liberi da odio e rancore.

Fermi o camminando, seduti o distesi,

sempre quando si è svegli,

mantenere desta questa consapevolezza:

tale è la sublime dimora.

Il puro di cuore, non legato ad opinioni,

dotato di chiara visione,

liberato da brame sensuali,

di certo non tornerà a nascere in questo mondo.

Traduzione di Tae Hye sunim

 

 

 
 

 

La Medicina della Farfalla

 

ƸӜƷ ƸӜƷ ♥ ƸӜƷ                          bnbutterfly_369

                                                             La Farfalla come animale di Medicina

"La farfalla è il simbolo del processo di trasformazione che porta verso le cose d’ordine superiore. Essa ci insegna a trasformare la nostra vita consapevolmente, a creare nella realtà situazioni del tutto nuove, a realizzare i nostri desideri più profondi. Ogni nuova idea e ogni piccolo passo verso la nostra auto-realizzazione si rispecchia nel processo di sviluppo della farfalla. Nella fase dell’uovo essa rappresenta la nascita di un’idea; nello stadio di larva indica il momento in cui si deve decidere se questa idea va realizzata oppure no; come bozzolo insegna a entrare in noi stessi per legare questa idea al nostro essere interiore. Infine la nascita della farfalla è anche la nascita di una nuova realtà: ora possiamo dividere con gli altri la gioia di una nuova creazione.
Queste quattro fasi della trasformazione hanno luogo in maniera costante nel corso della nostra vita, poiché sono essenziali alla nostra evoluzione interiore.
La forza della farfalla ci insegna e aiuta insomma a dare ordine al nostro pensiero e a decidere coscientemente il prossimo passo da compiere."

(Dal Web)

ƸӜƷ ƸӜƷ ♥ ƸӜƷ                            

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L’Amore – Coelho

 
 
L’esperienza spirituale è soprattutto un’esperienza pratica dell’amore. E nell’amore non esistono regole. Possiamo tentare di seguire dei manuali, di controllare il cuore, di avere una strategia di comportamento. Ma sono tutte cose insignificanti. Decide il cuore. E quando decide è ciò che conta. . (Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto)

 

– L’amore costituiva la chiave

per la comprensione di tutti i misteri. (Brida)

– Se un uomo è capace di amare la propria compagna senza limitazioni né condizioni,

Allora rivela al mondo l’amore di Dio. Rivelando l’amore di Dio, egli amerà il suo prossimo. (Lo Zahir)

– Può penetrare la luce in una casa?

– Se le finestre sono aperte. Può entrare luce in un essere umano? Se la porta dell’amore è spalancata. (Undici minuti)

– Il seme della nostra crescita spirituale sta proprio nell’amore. Quanto più amiamo, tanto più siamo vicini all’esperienza spirituale.(Sulla sponda del fiume Pietra mi sono seduta ho pianto)

– Nel momento in cui partiamo in cerca dell’amore, anche l’amore muove per venirci icontro. E ci salva. (Sulla sponda del fiume Pietra mi sono seduto e ho pianto)

– Non esiste niente oltre l’amore. Esso continua a far girare il mondo e mantiene le stelle sospese in cielo. (Cronache – Appunti negli aeroporti)

– Non smettere mai di avere dubbi. Quando non hai più indecisioni, vuol dire che ti sei fermata nel tuo cammino. (Brida)

– Il Guerriero della Luce cerca di sapere su cosa può contare. E controlla sempre il suo equipaggiamento, composto di tre cose: fede, speranza e amore. (Manuale del guerriero della lue)

– – Ho aperto la finestra e il mio cuore. Il sole ha inondato la camera e l’amore ha pervaso la mia anima. (Sulla sponda del fiume Pietra mi sono seduta e ho pianto)

– Io ti amo perché ho fatto un sogno,

perché ho incontrato un re,

perché ho venduto cristalli,

perché ho attraversato il deserto,

perché i clan hanno dichiarato guerra

e perché sono andato presso un pozzo

per scoprire dove abitava un Alchimista.

Ti amo perché tutto l’universo

Ha cospirato

Affinché io giungessi a te.

(L’Alchimista, Coelho)

 
– L’amore si può costruire e non semplicemente scoprire. (La strega di portobello)

– L’amore si scopre soltando amando. (Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto)

– Chi è innamorato sta sempre facendo l’amore. Anche quando non lo fa. Il momento in cui i corpi si incontrano è solo il traboccare della coppia. (Unidici minuti)

– I sentimenti devono sempre essere liberi. Non si deve giudicare un futuro amore sulla base di un dolore passato. Sulla sponda del fiume Pedra mi sono seduta e ho pianto)

– In ogni istante della nostra vita camminiamo tra il mondo delle fiabe e l’abisso. (Unidici minuti)

– Possiamo lasciare che l’energia dell’amore scorra, oppure possiamo cercare di riporla in un vaso e custodirla in un angolo (Lo Zahir)

– L’essenza della vita è proprio la capacità di amare, e non il nome che abbiamo scritto sui passaporti, sui biglietti da visita, suelle carte d’identità. (Il vincitore è solo)

– L’amor muove il cielo, le stelle, gli uomini, i fiori, gli insetti e obbliga tutti a camminare sulla superficie pericolosa del ghiaccio, che ci riempie di gioia e di paura, ma che dà un senso a ogni cosa. (Lo Zahir)

– L’amore è una forza selvaggia. Quando cerchiamo di controllarlo, ci distrugge. Quando tentiamo di imprigionarlo, ci rende schiavi. Quando ci sforziamo di capirlo, ci lascia smarriti e confusi. (Lo Zahir)

– La sofferenza nasce quando ci aspettiamo che gli altri ci amino nel mondo che immaginiamo, e non nella maniera in cui l’amore deve manifestarsi

libero, incontrollato, pronto a guidarci con al sua forza e a impedirci di fermarci. (Lo Zahir)

– Quando la conoscenza maschile si fonde con la trasformazione femminile, nasce la grande unione magica, che si chiama Sapienza. (Brida)

– Chi ama può affrontare il mondo intero, non ha paura di perdere nulla. . (Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto)

– Qualsiasi azione può condurre l’uomo alla Sapienza Suprema, purchè la compia con amore. (Brida)

– Dio è amore, generosità e perdono; se abbiamo coscienza di questo, non possiamo lasciarci frenare dalle nostre debolezze. (Le Valchirie)

– Esiste una sola essenza della Creazione e si chiama Amore. L’Amore è la forza che ci permette di ricongiungerci, per condensare l’esperienza sparsa in molte vite e in molti luoghi del mondo. (Brida)

– L’Amore è una forza che esiste sulla terra per darci gioia, per avvicinarci a Dio e al nostro prossimo. (Lo Zahir)

– Colui che è saggio, lo è soltanto perché ama. E colui che è sciocco, lo è solamente perché pensa di poter capire l’amore. . (Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto)

– L’amore costituiva la chiave per la comprensione di tutti i misteri. (Brida)

– L’esperienza spirituale è soprattutto un’esperienza pratica dell’amore. E nell’amore non esistono regole. Possiamo tentare di seguire dei manuali, di controllare il cuore, di avere una strategia di comportamento. Ma sono tutte cose insignificanti. Decide il cuore. E quando decide è ciò che conta. . (Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto)

– Abbi pietà di coloro che divengono schiavi del legame di seta dell’Amore, e si reputano padroni di qualcuno, e provano gelosia, e si uccidono con il veleno, e si torturano perché non riescono a vedere che l’amore è mutevole come il vento e come tutte le cose. Ma abbi ancora più pietà di coloro che muoiono per paura di amare, e rifiutano l’amore in nome di un Amore Maggiore che non conoscono. Perché costoro ignorano la Tua legge che dice: “Chi beve l’acqua che io gli darò non avrà più sete.” (Il Cammino di Santiago)

 

 

 

Preghiera Hopi

 
 

"Ti sento o Spirito

Ti sento attraverso le orecchie del mio spirito lupo,

Ti sento o Spirito,

negli alberi mentre il vento mormora tra le fronde

che coprono il mio villaggio nella sera.

Ascolto la tua voce nell’acqua

mentre scorre sulle pietre del ruscello

che passa accanto alla mia famiglia, alla mia gente.

Ti sento o Spirito in tutte le cose

Ti vedo o Spirito,

ti vedo attraverso gli occhi del mio spirito falco.

Ti vedo nel viso dei bambini del mio villaggio

quando fisso i loro occhi

e ti vedo quando guardo le stelle nella volta del cielo notturno

che copre la mia casa

Ti vedo al lavoro nelle pennellate del paesaggio

dipinto nel deserto che mi circonda,

Ti vedo o Spirito in tutte le cose.

Ti assaporo o Spirito, attraverso la lingua

del mio spirito serpente

Assaporo la tua brama per la mia saggezza

Assaporo la tua tolleranza verso il mio apprendimento

Assaporo la tua compassione per l’anima mia

Assaporo la tua compassione per l’anima mia".

 

Preghiera degli indiani Hopi

 

Sciamano

Sciamano

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