Il sacro e la danza del ventre

Ronit

Questo che segue son brani tratti dal libro La poesia della danza del ventre di Ronit Mandel Abrahami

“Se l’uomo fosse in grado di liberarsi dal velo che gli copre gli occhi fin dalla nascita, conquisterebbe la possibilità di conoscere e contemplare la vera essenza della realtà. Maya è uno stato di consapevolezza, una condizione dell’essere, Maya è dappertutto. La dea Maya, dopo la creazione della terra, ha ricoperto di un velo gli occhi degli uomini, in modo che non potessero conoscere la vera natura della realtà” (La poesia della danza del ventre, Ronit Mandel Abrahami)

Credo che questo sia un buon inizio per capire  ciò che seguirà e portarvi così a scoprire non solo in modo metaforico quel velo che Ronit ci vuole trasmettere e far conoscere nel sacro della danza. Buona lettura.

“Trovo utile comparare la danza del ventre a un processo alchemico perchè, come nell’alchimia, è necessaria un’opera di raffinamento e purificazione sia a livello fisico che spirituale, una ricerca di miglioramento che, attraverso uno svolgimento di stratificazione e depurazione, conduca da uno stato di imperfezione alla purezza. Per arrivare all’essenza dell’anima, per scoprire il diamante, è importante recuperare l’ancestrale, l’autentico, senza contaminazioni sociali e culturali che allontanano dal sé profondo.

Sacro e profano non devono essere scissi, anzi è necessario proseguire lo sforzo compiuto dall’uomo antico nel mantenere l’unità tra il sacro e la vita ordinaria, superando la frattura causata dalla convinzione che l’aspetto sacro della danza nasca in stretta connessione con il culto della Dea Madre. La scomparsa di questi rituali religiosi ha trasformato, infatti, la danza del ventre in una disciplina legata esclusivamente alla dimensione profana. Restituendole la sua natura sacra sarebbe possibile viverla come espressione profonda dell’anima, tramutando il movimento in atto di meditazione.

Il corpo è il racconto del cosmo, per chi è in grado di leggerlo.

Non basta fare le “mosse” della danza del ventre con qualche “piroetta” per creare un prodotto di qualità. La qualità è strettamente connessa a ciò che si cela dietro la danza, riguarda la consapevolezza che si è acquisita riguardo a tale disciplina. Lavorando sulla “pulizia” del movimento, si attua contemporaneamente la pulizia interiore. La danza è come la filosofia: un potente mezzo di conoscenza di sé e del cosmo. L’acquisizione della tecnica dell’interiorizzazione del movimento è necessaria per stratificare il movimento proiettandolo al centro del corpo sede della potenza energetica nella sua essenza. Per poi irradiarlo all’esterno conservando altresì il fulcro centrale. Il corpo è fondamentale se è al servizio dell’anima, come unità a sé stante si svuoterebbe della sua magia.

L’essenza del movimento significa esperienza del movimento, cioè, la consapevolezza profonda della sua interiorità e centralizzazione. Non è sufficiente apprendere il passo ed eseguirlo correttamente, perchè senza un processo di stratificazione ed elaborazione, non si può comunicare l’emozione legata a esso.

Le ballerine che danzano con tanta vanità e artificiosità non utilizzano al meglio le loro risorse, poiché la bellezza consiste nell’esprimersi attraverso l’autenticità, la purezza e l’assenza di ego. Scrutando l’ancestrale e l’inconscio è possibile accedere in un mondo fantastico dove ogni movimento rappresenta un immenso sapere atavico.

La danza del ventre incarna il femminile. I suoi movimenti costituiscono un massaggio costante all’apparato riproduttivo e un continuo risveglio della femminilità. Tuttavia, chi la pratica si sofferma spesso solo sull’aspetto formale e razionale, rendendola fredda e priva di emozione. Per viverla come un atto di magia e spiritualità sono necessarie naturalezza, spontaneità, libertà e saggezza, caratteristiche oggi rarissime, come sostiene anche Irina Naceo nel suo libro Delle antiche danze femminili.

E’ necessario un arduo lavoro per recuperare la sintonia con il misterioso archetipo femminile. La danza può fornire un valido supporto, ma occorre concepirla come parte integrante di sé, come un espediente capace di condurre, attraverso un percorso all’interno e oltre il movimento, al risveglio del femminile atavico e al raggiungimento di uno stato di benessere psicofisico. La perfezione del movimento cammina di pari passo con il risveglio della consapevolezza interiore.”

Tutti i brani sopra sono tratti dal libro La poesia della danza del ventre, di Ronit Mandel Abrahami

E’ solo un estratto, ma è decisamente un libro da leggere, e sicuramente Ronit è un’insegnante che vale la pena di conoscere ed imparare ciò che trasmette.

Grazie ancora Ronit per avermi permesso di pubblicare questo articolo.

Un abbraccio di Luce a tutti coloro che passeranno di qua

da Marck White Fearn (Lupo Bianco)

 

 

 

Sciamano

Sciamano

...