Samhain

Samhain (31 Ottobre)

Samhain è il più sacro e importante sabbat di tutta la ruota dell’anno. Samhain combina un numero di elementi: il raccolto agricolo, il raccolto selvatico, la transizione della stagione autunnale in una temperatura invernale e la commemorazione del giorno dei morti.
E’il momento per ricordare i nostri antenati e i nostri amati che ci hanno salutati, e come tempo solenne dovrebbe tendere alla contemplazione del mistero della vita e della morte come insegnato dagli antichi.
Samhain è tempo per l’introspezione, per svuotare il falso della nostra mente, cuore e anima. E’ il momento per guarire la fonte delle nostre ferite più profonde e quelle che abbiamo inferto agli altri, prima che il tempo ci sorpassi.
E’ il momento in cui possiamo imparare a vedere chiaramente. La vera vittoria del se è nel calderone. Ora dobbiamo guardare alla natura delle nostre motivazioni e al risultato delle nostre azioni. Samhain è il momento per comunicare e ascoltare gli altri, un tempo di morte, del pensiero degli antenati e cosa siamo grazie a loro.

se vuoi leggere il resto dell’articolo, redatto da Fancesca segui il link sotto:

Samhain

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Ricette con la zucca

Ricette con zucca pag 2

Ricette con zucca, pag 3

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In te non c’è nulla di sbagliato, Cheri Huber

Sotto alcuni stralci del libro, parole per riflettere:

– “Noi siamo responsabili di essere la persona che abbiamo sempre voluto trovare.

– Dobbiamo diventare il nostro migliore amico. Dobbiamo imparare a dare a noi stessi e a ricevere da noi stessi amore e accettazione incondizionati.

Non è egoistico. E’ il primo passo da gigante verso l’altruismo.

– Tutto quel che è necessario è sedere tranquilli con compassionevole accettazione.

– Le situazioni dolorose sorgono non per distruggere la nostra vita, per renderci infelici, per guastarci il divertimento, sorgono per essere curate, per venire abbracciate con compassione.

 – Non prendersi cura di qualcosa è non prendersi cura di se stessi

 – Se potessi avere compassione (amare me stesso)

per l’odio che ho per me stesso (!),

non mi odierei più,

mi amerei

e non ci sarebbe niente di me

da cambiare.

 

– Se prendi la cosa che più ti spaventa al mondo

e la inviti a entrare,

la circondi con le braccia,

e siedi tranquillo con lei,

cosa resta da temere?

 

– L’odio di sé ti incoraggia a giudicare, poi ti bastona perchè giudichi.

Giudichi qualcuno e non è che odio di sé proiettato all’esterno, poi lo riporti su di te

quando ti prendi a bastonate perchè giudichi.

E’ come dire: “Testa perdi tu, croce perdi tu”.

– Far ritorno a chi veramente siamo significa la fine dell’illusione della separatezza, dell’egocentrismo. Per questo è tanto difficile e quasi nessuno lo fa.

– L’egocentrismo è molto potente, molto intelligente, molto determinato, perchè pensa di lottare per la sua vita.

– Dunque, più andiamo in profondità e più sembra peggio. Per questo è difficile imparare a star seduti tranquilli e non credere a niente di quel che le voci ci dicono, per questo è così cruciale trovare la compassione.

 – La vita è molto breve. Non abbiamo tempo per essere spaventati. Non ci è concesso il lusso di permettere alla paura e all’odio di governare la nostra vita.

 – La sofferenza/dolore non può essere guarita dall’odio di sé, ma solo dall’accettazione compassionevole.

Se accettiamo, se ci apriamo, la vita ci trasformerà.

Se resistiamo, se cerchiamo di scappare, dolore e sofferenza si rinforzano e creiamo di nuovo le condizioni per soffrire.

Quando lo abbracciamo, il dolore erode la sofferenza.

– Se siamo determinati e pazienti, la vita eserciterà su di noi la sua magia. A poco a poco, tutto quello che non è compassione verrà smantellato, eliminato. Il dolore e la soffrerena di aggrapparsi al condizionamento, alle convinzioni, alla paura diventeranno così forti che li lasceremo andare.

– E ogni volta che lasciamo andare, troviamo al posto della sofferenza la pace, il sollievo, il benessere, e un crescente senso di gratitudine e di compassione,

 – Cominciare a svegliarsi. Cominciare a non prendere le cose personalmente. Cominciare a vedere che la vita non è l’”errore” di nessuno.

– Semplicemente è e tu semplicemente sei e semplicemente va tutto bene.

 – Tutti i conflitti nella vita sono tra lasciar andare o aggrapparsi

aprirsi al presente o attaccarsi al passato

arrendersi o contrarsi.

 – Nel presente possiamo accoglier il passato e liberare il futuro.

Se il futuro non è libero di essere il presente che è, il nostro presente sarà sempre vissuto nel passato.

 – Vivere con compassione per se stessi dà a ognuno di voi il genitore amorevole che avete sempre desiderato.

 – Solo tu sai come vuoi e hai bisogno di essere amato.

Solo tu puoi amarti come vuoi e hai bisogno di essere amato.

Se non puoi, se non riesci (superando il tuo condizionamento) a darti quello di cui hai bisogno, come puoi pensare che qualcun altro, che non è affatto così motivato, che cerca di avere la stessa cosa per sé (magari da te!), te lo darà?

 – Persone di 40, 50, 60 anni aspettano che i genitori facciano loro da genitori.

“Non voglio dover amare me stesso. Voglio che sia mia madre ad amarmi. Voglio che mio padre mi dia quello di cui ho bisogno”.

Ci sono ottime probabilità che tutto questo non accada mai.

Se i tuoi genitori potessero amarti nel modo in cui vuoi tu, sarebbe già successo.

 – L’unica differenza tra la vita che vivi e la vita che vuoi vivere è la sensazione di essere apprezzato, amato e accettato. Incondizionatamente.

Dunque…

dallo a te stesso subito,

ora, non aspettare!

Non quando sarai cambiato.

Non quando sei in uno stato d’animo migliore.

Non quando te lo sei guadagnato.

Subito.

Puoi comininciare ad apprezzarti

perchè leggi questo libro,

perchè ti interessi,

perchè ti impegni,

perchè apri il cuore.

 

– Non c’è niente di peggio nella tiva

che vivere nella paura e nell’odio di sé.

E la cosa più triste è che vivere nella paura e nell’odio di sé non impedirà

a quello di cui hai paura e che odi di accaderti.

– L’odio di sé ti spinge fuori dall’esperienza del momento presente per farti concentrre su: “Cosa c’è di sbagliato? Che cosa ho fatto?” E’ questo autocosciente interrogarsi e analizzarsi che ti porta via dal momento presente, nel passato: “Come avrei dovuto essere invece di come sono stato?”, nel futuro: “Che cosa dovrei fare?”.

 

(In te non c’è nulla di sbagliato, Cheri Huber)

Sciamano

Sciamano

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