Vampirismo energetico e psichico

 

 

Il Vampiro è qualcuno che si nutre dell’energia altrui, della forza vitale dei suoi simili. Con una predilezione per gli appartenenti alla “specie degli innocenti”….
Agisce in modo tale da raggirare o mortificare o umiliare gli altri in ogni buona occasione”
Ciò che fa fremere il vampiro sono le prelibatezze, “il Vampiro ha bisogno della vita, perché la sua preda è l’energia vitale, l’energia che pulsa, che scorre, che viene da una sorgente invisibilee che si manifesta attraverso la vitalità, la gioia, l’entusiasmo, l’armonia, la fiducia, l’affetto, le cose delicate, i sentimenti.”
Il pericolo è che il predatore ha “altissime probabilità di trasformare in Vampiri le sue vittime, perché chi viene privato brutalmente della forza vitale sarà portato a fare altrettanto con altri innocenti, illudendosi così di restaurare il proprio patrimonio energetico.”

Il Vampiro sminuisce la persona che attacca e lo porta alla “negazione del riconoscimento dei meriti

come modalità di appropriazione dell’energia” nella sua vittima. La negazione del riconoscimento dei meriti, invece, ha obiettivi più circoscritti e mirati, tendenti a limitare il raggio d’azione di qualcuno perché “non si allarghi troppo”. E’ uno schema vampirico che può scattare sia in un ambiente dove la competizione è parte del gioco (per esempio in un posto di lavoro o in certi ambienti di studio) sia in una comunità in cui i componenti dovrebbero, invece collaborare assieme per perseguire uno scopo comune”.
Il vampiro in questi casi attacca la persona che sta bene con se stessa che ha successi, che vive con gioia e che quindi diventa preda della demolizione da parte del Vampiro con il suo modo per screditarlo, lavorando alle spalle e denigrandolo, trovando appigli per il merito che non ha.
L’amico o il familiare invece sarà portato alla demolizione della serenità psicologica della persona.
In pubblico il vampiro si darà una sorta di morale per le sue azioni, più “o meno pubbliche al fine di “fare giustizia contro i fortunati” ostacolando con ogni mezzo anche il più sleale.
Il Vampiro usa gli spettatori come vittime. Preda l’energia di chi osserva incredulo il suo modo di fare.

Il Vampiro oltre a divorare, sotto forma di dignità, l’energia della vittima, il vampiro trova modo di divorare anche quella degli ignari spettatori che hanno la sventura di servirgli da uditorio nella sua crociata contro il “fortunato”.”

Il Vampiro è un manipolatore e manovra l’ambiente circostante, può agire in vari modi anche promettendo i propri favori “in cambio dell’esclusione della vittima dal contesto sociale in cui si svolge l’azione”.

Un altro metodo che sa usare è portare la persona all’isolamento con una tecnica semplicissima che porta ad esempio al nascondere i successi della vittima in questione ottenendo così “senza sforzo la svalutazione dei meriti della vittima” designata.

La manipolazione mentale con la paura.
“La filosofia del Vampiro si basa più o meno su queste proposizioni: “Io ti nego. Io nego la vita che è in te, e ti consiglio di piegarti alle mie regole, se non vuoi pagarne le conseguenze”.

La negazione che non è indifferenza ma snaturazione.
Un esempio banale può essere quello di non ricambiare un saluto di un’altra persona. In questi casi però non si tratta di indifferenza, lo fa in modo provocatorio cercando di cogliere il movimento emozionale della vittima. Il malessere in questo caso è immediato, un disagio, un profondo stato di stordimento o di angoscia o di depressione come si suol dire. Ecco che il Vampiro ha già raccolto la sua energia dalla vittima.
“La spiegazione è semplice: quella persona (il vampiro), per un istante, ci ha privati della nostra dignità umana… la privazione della dignità funziona sempre, perché è un dato obiettivo, un fatto. Il Vampiro è molto potente perché ha capito questo meccanismo: basta negare agli uomini, in un modo o in un altro, la loro dignità, e l’alimentazione energetica sarà assicurata.
La negazione della dignità, proprio perché spinge il prossimo verso condizioni di imposta umiliazione o di forzata superiorità, è un piccolo crimine contro l’umanità e contro l’unica, incontrovertibile verità, religiosa e laica, che esiste sulla terra: che gli uomini sono tutti uguali.
(Vampiri energetici, Mario Corte)

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Il seguente articolo me lo ha passato un’amica:
“I “vampiri” delle emozioni o energetici (tratto da : guide di psicologia novembre n7)

Il “vampiro emozionale”

Non occorre andare in Transilvania per incontrare un vampiro energetico.

Questo tipo di predatore è una persona che,attraverso espedienti,pressioni,lamentele,esercita il proprio potere su di noi e finisce con l’appropriarsi della nostra energia e volontà.

Se ci lasciamo prendere, questo individuo ruberà la nostra felicità.

Queste persono non sono cattive ma invadono la nostra libertà,ci usano e quando chiediamo spiegazioni,ci rispondono con un sorriso,come fossero fuori dalla realtà.In realtà hanno una forte empatia e la capacità di capire gli altri, ma la utilizzano in modo sbagliato,per sfruttare(spesso inconsapevolmente)le nostre debolezze e destabilizzarci fino a farci perdere la ragione.

SEGNALI IDENTIFICATIVI

Sono convinti che il resto del mondo esiste solo per soddisfare le loro esigenze.

Apparentemente è innocente,ma appena riesce a conquistare la tua fiducia,simpatia,compassione ti succhia tutte le energie emozionali.

AVVICINAMENTO

In psicologia un rapporto sano è detto complementare ossia lo scambio di energie è reciproco.

le persone in questione,invece non rispettano alcuna regola e ccerca di conseguire sempre e comunque il prprio beneficio in tutto ciò che fa a scapito degli altri.

Cerca sempre aiuto da parte degli altri.

predilige chi cede al potere degli altri e chi ha molto da offrire ..Se sei una persona molto generosa,non lasciare che approfittino di te.

Anche se non è facile individuare se sei stata preda di uno di loro,ci sono alcuni indizi che possono farti sospettare di una persona.esamina la seguente lista e rifletti…

1 Ti fa sentire infelice,colpevole,emotivamente paralizzata

2 Ti mette di cattivo umore e rimani esausta dopo esser stata con lui o lei.

3 Si prende gioco di te e delle tue debolezze e le sfrutta a suo favore.

4 Ti prende in giro o umilia l’immagine della tua persona.

5 Ti fa venire un gran mal di testa o ti induce al consumo di droghe o alcool Non sempre o non necessariamente)

6 Talvolta si comporta in modo aggressivo.

7 Resti confusa o imbarazzata dalle sue osservazioni,senza sapere come rispondere.

Buona energia Manaar ”

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Gold Reiki Il Reiki Oro

 

Gold Reiki Il Reiki Oro

Trasmuta la paura e l’oscurità in luce e gioia. La luce dorata è la più forte energia di trasformazione nell’universo fisico!

Essere attivati al Gold reiki permette di lavorare sulle paure, le negatività e ciò che viengono definite le ombre della persona.

La luce dorata porta ad una lenta trasfomazione interiore, e donando luce alla propria interiorità, permette un risveglio della coscienza più ampliato e pulito.

Il potere di pulizia permette di allontanare le negatività anche esterne, protegge dagli attacchi psichici e poichè si è attivati al prezioso metallo Oro, vi è l’inizio di quella che viene in altre culture chiamata trasmutazione alchemica.

Il Gold Reiki può lavorare perfettamente da solo, poichè è completo in sè.
Oppure può essere abbinato ad altri sistemi ed al Reiki tradizionale.

Reiki Master White Fearn, Gold Reiki Master

 
 

Reiki principi e caratteristiche

 
 

Reiki, Principi e Caratteristiche

Con il Reiki possiamo attingere all’energia Cosmica ed esserne tramiti per portarla sui vari livelli dell’essere, e quindi al lato fisico, mentale, emotivo e spirituale. Nella sua totalità di fisico ed energetico.

Il reikista utilizza l’energia che ci circonda, il Ki, per risvegliare il naturale processo di guarigione. Il praticante Reiki può concentrare e trasmettere l’energia nelle zone maggiormente bisognose.

Il Reiki e alcune sue caratteristiche

induce uno stato di profondo rilassamento.

– avvia processi di disintossicazione per l’eliminazione delle tossine.

– sollecita l’auto-guarigione naturale.

– è compatibile con altri metodi di guarigione.

– Il lavora su tutti i livelli: fisico-mentale-emozionale-spirituale.

– potenzia e riequilibra la circolazione energetica in tutte le aree del corpo.

– rigenera i tessuti.

– si adegua alle necessità naturali del soggetto.

– L’efficacia del Reiki è immediata ed evidente, specialmente in caso di tagli, sanguinamenti, bruciature, botte e dolore acuto.

– Non serve concentrazione mentale.

– L’energia Reiki fluisce da sola (non occorre dirigerla o manipolarla).

– Con il Reiki non si rischia di ricevere negatività ed energie negative degli altri.

– non è un sistema di credenze (non è una religione).

Il Reiki può diventare un vero e proprio percorso di crescita personale ed interiore. E’ un metodo che aiuta nella crescita degli altri e si è in sinergia con la guarigione Universale.

Con il Reiki è possibile trattare persone che sono distanti fisicamente e quindi non presenti sul luogo dove siamo.

Reiki Master White Fearn

L’arte segreta per invitare la Benedizione.

(Shofuku no hiho)

La Medicina Spirituale per tutte le malattie.

(Manbyo no rei yaku)

"Kyo dake wa


Ikaru-na


Shinpai suna


Kansha shite


Gyo wo hage me


Hito ni shinsetsu ni"

"Solo per oggi


Non arrabbiarti


Non preoccuparti


Sii pieno di gratitudine


Lavora onestamente


Sii gentile con gli altri"

Ogni mattina e ogni sera, con le mani giunte in preghiera,

ripeti questo col cuore, cantalo con la bocca.

(Asa yu gassho shite kokoro ni nenji kuchi ni tonahe yo)

Il metodo Usui di Reiki per migliorare il corpo e la mente.

(Shinshin kaizen, Usui Reiki Ryoho)

Il Fondatore

Usui Mikao

(Chosso Usui Mikao)

 

 

Vampirismo energetico

 
 

Il Vampirismo energetico

Vi porto all’attenzione del Vampirismo energetico una cosa alla quale purtroppo ne possiamo esser vittima. La Rete ed intendo Internet offre molte modalità ai Vampiri di mettere in atto atti di appropriazione energetica altrui, ma anche nella vita di ogni giorno succede questo.

Qua sotto alcune parti che ho trascritto da un libro.

Identikit del vampiro"
– Il Vampiro è qualcuno che si nutre dell’energia altrui, della forza vitale dei suoi simili. Con una predilezione per gli appartenenti alla "specie degli innocenti"…
Agisce in modo tale da raggirare o mortificare o umiliare gli altri in ogni buona occasione”

Ciò che fa fremere il vampiro sono le prelibatezze, "il Vampiro ha bisogno della vita, perché la sua preda è l’energia vitale, l’energia che pulsa, che scorre, che viene da una sorgente invisibilee che si manifesta attraverso la vitalità, la gioia, l’entusiasmo, l’armonia, la fiducia, l’affetto, le cose delicate, i sentimenti."
Il pericolo è che il predatore ha "altissime probabilità di trasformare in Vampiri le sue vittime, perché chi viene privato brutalmente della forza vitale sarà portato a fare altrettanto con altri innocenti, illudendosi così di restaurare il proprio patrimonio energetico."

Il Vampiro sminuisce la persona che attacca e lo porta alla “negazione del riconoscimento dei meriti".

Come modalità di appropriazione dell’energia” nella sua vittima, la negazione del riconoscimento dei meriti, invece, ha obiettivi più circoscritti e mirati, tendenti a limitare il raggio d’azione di qualcuno perché "non si allarghi troppo". E’ uno schema vampirico che può scattare sia in un ambiente dove la competizione è parte del gioco (per esempio in un posto di lavoro o in certi ambienti di studio) sia in una comunità in cui i componenti dovrebbero, invece collaborare assieme per perseguire uno scopo comune”.
Il vampiro in questi casi attacca la persona che sta bene con se stessa, che ha successi, che vive con gioia e che quindi diventa preda della demolizione da parte del Vampiro con il suo modo per screditarlo, lavorando alle spalle e denigrandolo, trovando appigli per il merito che non ha.

L’amico o il familiare invece sarà portato alla demolizione della serenità psicologica della persona.

In pubblico il vampiro si darà una sorta di morale per le sue azioni, più “o meno pubbliche al fine di “fare giustizia contro i fortunati” ostacolando con ogni mezzo anche il più sleale.

Il Vampiro usa gli spettatori come vittime. Preda l’energia di chi osserva incredulo il suo modo di fare.
“Il Vampiro oltre a divorare, sotto forma di dignità, l’energia della vittima, il vampiro trova modo di divorare anche quella degli ignari spettatori che hanno la sventura di servirgli da uditorio nella sua crociata contro il “fortunato”.”

Il Vampiro è un manipolatore e manovra l’ambiente circostante, può agire in vari modi anche promettendo i propri favori “in cambio dell’esclusione della vittima dal contesto sociale in cui si svolge l’azione”.

Un altro metodo che sa usare è portare la persona all’isolamento con una tecnica semplicissima che porta ad esempio al nascondere i successi della vittima in questione ottenendo così “senza sforzo la svalutazione dei meriti della vittima” designata.

La manipolazione mentale con la paura.
“La filosofia del Vampiro si basa più o meno su queste proposizioni: “Io ti nego. Io nego la vita che è in te, e ti consiglio di piegarti alle mie regole, se non vuoi pagarne le conseguenze”.

La negazione che non è indifferenza ma snaturazione.

Un esempio banale può essere quello di non ricambiare un saluto di un’altra persona. In questi casi però non si tratta di indifferenza, lo fa in modo provocatorio cercando di cogliere il movimento emozionale della vittima. Il malessere in questo caso è immediato, un disagio, un profondo stato di stordimento o di angoscia o di depressione come si suol dire. Ecco che il Vampiro ha già raccolto la sua energia dalla vittima.
“La spiegazione è semplice: quella persona (il vampiro), per un istante, ci ha privati della nostra dignità umana… la privazione della dignità funziona sempre, perché è un dato obiettivo, un fatto. Il Vampiro è molto potente perché ha capito questo meccanismo: basta negare agli uomini, in un modo o in un altro, la loro dignità, e l’alimentazione energetica sarà assicurata.

La negazione della dignità, proprio perché spinge il prossimo verso condizioni di imposta umiliazione o di forzata superiorità, è un piccolo crimine contro l’umanità e contro l’unica, incontrovertibile verità, religiosa e laica, che esiste sulla terra: che gli uomini sono tutti uguali.

(Vampiri energetici, Mario Corte)


Argilloterapia

Le Proprietà Terapeutiche dell’Argilla

I Suoi Poteri Curativi
Nel 1928, il prof. Laborde, docente alla Facoltà di Farmacia di Strasburgo, dichiarò: «La terra curativa, presa regolarmente o periodicamente, è il dono che purifica, vivifica, compensa e risana, proprietà essenziali della natura. È un potente dinamogeno che ristabilisce un equilibrio stabile risvegliando l’attività delle ghiandole».

Come molti altri rimedi naturali, l’argilla è una materia molto complessa: le sue proprietà non dipendono cioè da un solo elemento quanto piuttosto dall’interazione delle varie sostanze di cui è composta, che ne moltiplicano l’efficacia.
L’argilla possiede le seguenti proprietà curative.

Antisettica e battericida: l’argilla curativa è un complesso completamente sterile in grado di contrastare l’attività dei batteri creando un ambiente ostile alla loro crescita senza recare alcun danno all’organismo umano.

L’argilla, infatti, agisce neutralizzando solo le eccedenze di batteri, mentre non ostacola la sana ricostruzione cellulare. Aiuta soprattutto a eliminare i parassiti intestinali e a ristabilire il giusto equilibrio della flora microbica compromesso da enteriti, coliti, colibacillosi.

Antitossica: l’argilla è un efficace rimedio contro avvelenamenti da sostanze tossiche; la sua caratteristica assorbente facilita l’espulsione di veleni dall’organismo. Nel corso di vari esperimenti è stato dimostrato che mentre una quantità minima di una soluzione di stricnina somministrata ad alcuni topi ne causa la morte in pochi minuti, la stessa dose somministrata aggiungendo argilla fa sopportare agli animali il veleno senza inconvenienti.

Assorbente: il suo potere assorbente può variare dal 20 sino al 50% del suo peso.

L’argilla è in grado di assorbire enormi quantità di liquidi, ma anche di gas, proprietà che viene sfruttata in molte applicazioni curative, soprattutto in caso di intossicazioni intestinali e problemi dermatologici.

Può essere, inoltre, utilizzata per deodorare il frigorifero o la cucina: nel primo caso si metterà su un ripiano una ciotola di argilla; nel secondo sarà sufficiente tenerne un po’ in un contenitore sopra un mobile.

Cicatrizzante: le sue qualità basiche (a pH quasi neutro) esercitano un’influenza come biocatalizzatore dell’organismo ossia favoriscono l’insieme di reazioni chimiche necessarie alla vita, ad esempio la coagulazione del sangue e la rigenerazione della pelle.

Questa proprietà dell’argilla viene sfruttata sia per curare ferite esterne sia per curare l’ulcera gastroduodenale.

Energizzante: l’argilla contiene vari minerali e oligoelementi che vengono ceduti all’organismo attraverso le membrane delle cellule del corpo. Questa proprietà spiega perché essa ha un’azione particolarmente efficace nei disturbi articolari, in caso di fratture, nelle anemie e in tutti i casi di demineralizzazione.

Le Preparazioni con l’Argilla

La corretta preparazione dell’argilla per uso esterno

Mescolando l’argilla con acqua calda, tiepida o fredda si ottiene una pasta più o meno plastica, che può essere impiegata nella cura di varie malattie e disturbi.

Ricordiamo, inoltre, che l’argilla preparata con acqua salata (sale marino integrale) e priva di cloro accresce la sua efficacia terapeutica.

Per ottenere un’argilla idonea all’utilizzo esterno è opportuno rispettare i seguenti passaggi:

1) porre uno strato di 2-3 cm di argilla sul fondo di un recipiente di vetro o di ceramica (per 2 cucchiai di argilla un cucchiaio e mezzo di acqua);

2) aggiungere acqua fredda fino a ricoprire l’argilla e mescolare con un cucchiaio di legno, lasciando che il liquido venga completamente assorbito fino a ottenere un impasto a consistenza cremosa;

3) coprire con una garza o con un panno per evitare che si depositi qualche corpo estraneo e lasciare riposare per qualche ora; se le condizioni meteorologiche lo consentono esporre l’argilla al sole;

4) l’argilla pronta per l’uso si presenta liscia come creta, omogenea e con una consistenza cremosa: raccolta su un cucchiaio di legno, non deve colare.

La consistenza dell’impasto può essere aggiustata aggiungendo un po’ di argilla (quando l’impasto risulta troppo molle) o un po’ d’acqua, quando l’impasto è troppo asciutto.

L’argilla così preparata può essere conservata pronta per l’uso per un tempo indefinito: sarà sufficiente assicurarsi che sia conservata al buio in un sacchetto, un vaso di terracotta o in un qualsiasi altro recipiente e aggiungere acqua se indurisce per la parziale evaporazione dell’acqua.

È indispensabile non lasciare mai l’argilla a contatto con oggetti o recipienti metallici poiché piccole quantità di metalli anche tossici vengono rilasciate a causa dell’elevato potere di adsorbimento strutturale dell’argilla.

UTILIZZO ESTERNO

Per uso esterno l’argilla si utilizza sotto forma di: cataplasmi e impiastri, polverizzazione, bagni, unguenti, maschere e frizioni. È opportuno utilizzare argilla grossa per impacchi e cataplasmi di grandi proporzioni mentre l’argilla macinata fine è più indicata per impacchi e cataplasmi di normali proporzioni, polverizzazioni, unguenti, maschere e frizioni.

1 – Cataplasmi e impiastri

Cataplasmi e impiastri di argilla sono ancora oggi i metodi di utilizzo più usati in argilloterapia; sono impasti dove oltre all’argilla si possono aggiungere anche estratti vegetali, oleoliti, oli essenziali che in alcuni usi ne amplificano l’efficacia.

Il cataplasma consiste nell’applicare sul corpo la pasta di argilla e acqua distesa su un telo di stoffa.

Se non viene altrimenti indicato, il cataplasma deve essere a temperatura ambiente; dove è indicato il cataplasma caldo, l’argilla va scaldata a bagnomaria. Per non suscitare una reazione di fastidio, il cataplasma va applicato gradualmente, appoggiandone prima un angolo sulla pelle e proseguendo lentamente finché l’organismo si abitua alla temperatura. Il cataplasma deve essere fissato con bendaggi in modo che non si sposti, ma anche senza stringere e deve essere lasciato al suo posto per 30 minuti e per un massimo di 2-3 ore. Quando è il momento di toglierlo si lava la parte con acqua fredda o tiepida con una spugna.

Il cataplasma di argilla è utile nella cura di manifestazioni artrosiche, distorsioni, slogature, contusioni.

L’impiastro, miscela di argilla e acqua con la consistenza di una creta è applicato direttamente sulla parte del corpo da trattare in uno strato di circa mezzo centimetro. Trascorso il tempo necessario, che può variare da 2-3 ore fino all’essiccamento, si rimuove l’impiastro facendo uso di un cucchiaio o di una spatola di legno e si lava la parte con una spugnetta inumidita con acqua tiepida. L’impiastro è molto efficace nelle affezioni dell’apparato digerente e dermatologiche (ulcere, dissenterie, coliti, enteriti, piaghe, dermatiti).

2 – Bagni parziali o totali

Si sceglie un’argilla verde macinata fine o grossa da stendere sul fondo di una bacinella (tre-quattro manciate di argilla equivalenti a circa 80-100 grammi) che sarà riempita di acqua calda con il 5% di sale marino integrale, mescolando sino a quando l’argilla sarà sciolta e in sospensione. Questa preparazione può essere utilizzata per gargarismi, lavaggi vaginali, clisteri, pediluvi e maniluvi. Per un bagno totale versare in una vasca colma di acqua tiepida 1/2 chilo di argilla e, eventualmente, 10 gocce d’olio essenziale di lavanda, mescolare e immergersi per 15 minuti, eseguendo movimenti con gambe e braccia. Ci si sciacqua, quindi, con acqua tiepida e ci si corica a letto ben coperti per circa un’ora.

3 – Frizioni

Per prepararle, è sufficiente ottenere una poltiglia molto liquida di argilla fine in polvere nella quale s’immergerà un pezzo di tela che basterà far sgocciolare prima di applicarlo sulla parte da trattare. Le frizioni sono utili in caso di piaghe e ferite e in caso di dolori reumatici e artrosici.


4 – Maschere

Versare in una ciotola un bicchiere di argilla a grana fine, mezzo bicchiere di acqua ed un cucchiaio di yogurt. Mescolare fino a ottenere un composto omogeneo da spalmare sul viso e sul collo.

Lasciare in posa 15 minuti e risciacquare con acqua tiepida.

La maschera, uno dei trattamenti cosmetici e terapeutici più utilizzati, si comporta come una potente carta assorbente che toglie le tossine dell’epidermide e contemporaneamente cede sostanze minerali, elementi rivitalizzanti ed energetici. L’azione meccanica superficiale che si esplica durante l’asportazione della maschera stessa, inoltre, consente l’eliminazione delle lamelle cornee superficiali e rende la pelle più chiara, sgrassata e pulita.

5 – Polverizzazione

Si usa l’argilla fine e polverizzata come un talco da applicare direttamente sulla parte interessata. Essa presenta un’efficace azione antisettica e cicatrizzante utile contro gli eritemi, i pruriti, il sudore, gli arrossamenti, le screpolature della pelle, le piccole ferite e contro l’eccessiva sudorazione dei piedi.

6 – Unguenti

Aggiungendo olio extravergine di oliva (oleoliti, olio di mandorle o di jojoba), miele, burro o glicerina alla polvere di argilla fine è possibile ottenere unguenti per uso terapeutico per medicare escoriazioni, geloni, rossori, ulcere e dermatiti in generale.

Si adopera un tovagliolo o un pezzo di tela e si spalma l’unguento sulla parte da trattare.

UTILIZZO INTERNO


L’argilla fine, ventilata e impalpabile, è la migliore per uso interno poiché libera molti più elementi curativi di quanto non possa fare un’argilla a granulometria più grossa.

Essa presenta, inoltre, un grande vantaggio terapeutico: transitando dal tubo digerente fino all’intestino, nel suo percorso si fissa alle tossine e permette la loro eliminazione. Si utilizza diluendola in acqua e bevendola, oppure ingerendola sotto forma di compresse, pillole e bastoncini.

1 – Bevanda diluita in acqua

È assolutamente necessario utilizzare acqua di fonte che non sia trattata con il cloro o, in alternativa, acqua oligominerale.

Dopo aver messo un cucchiaino di argilla (fino a tre come dose massima) in un bicchiere di vetro si mescola l’acqua con un bastoncino di legno (non vanno comunque usati strumenti di metallo), si copre con una garza e si lascia riposare il composto, meglio se al sole, per almeno 10-12 ore prima di berlo.

Il mattino successivo si berrà solo l’acqua surnatante lasciando il deposito sul fondo del bicchiere.

Questo liquido superiore acquoso si presenta opaco (soluzione colloidale) ed è conosciuto sotto il nome di gel di argilla o sopranatante: contiene tutti gli elementi dell’argilla.

Nei casi in cui è specificato e utile per ottenere un determinato effetto terapeutico, si agita la soluzione mandando tutta l’argilla in sospensione e bevendo tutto il contenuto.
L’argilla deve essere assunta sempre lontano dai pasti, preferibilmente di mattina, per circa un mese, facendo poi una pausa per una decina di giorni, quindi ripetendo ancora per un mese l’assunzione di acqua argillosa. Questo schema si può ripetere due o tre volte durante l’anno. L’argilla diluita in acqua depura il sangue e tutto l’organismo, neutralizza le tossine e apporta alle cellule elementi indispensabili alla loro vitalità e alla loro difesa: silicio, alluminio, ferro, calcio, sodio, potassio, magnesio e altri elementi chimici.

IL pH della sospensione acquosa, inoltre, è vicino alla neutralità, né troppo acido né troppo basico, per cui essa possiede un’interessante attività tamponante antiacida che la rende particolarmente utile in caso di iperacidità gastrica o di ulcere.

2 – Compresse

Per preparare una compressa bisogna formare una piccola pallina con una miscela di argilla ottenuta con 2 parti di argilla e 2 parti di acqua.

Dopo l’essiccazione al sole, le compresse si ingeriscono con un po’ di acqua nelle dosi e per la durata consigliata dal terapeuta; sono utili soprattutto nell’acidità di stomaco, aerofagia e coliti.

3 – Pillole e bastoncini

È un metodo di assunzione attualmente usato solo in India, America del Sud e Cina dove, già anticamente, si faceva essiccare l’argilla più pura in pillole o bastoncini.

Nella medicina tibetana si usa preparare le pillole aggiungendo “sostanze benedette” e recitando molti mantra; a volte si confezionano dei bonbon di argilla con essenze aromatiche o decotti di piante.

Si consiglia di succhiare piccoli pezzi d’argilla in caso di gengiviti, stomatiti, piorrea alveolare, angine, raffreddori.

Precauzioni di Utilizzo e Tossicità

Anche se da un punto di vista strettamente tossicologico non sono noti effetti nocivi dell’argilla sulla salute dell’uomo, data la delicatezza del prodotto, si rammenta di seguire molto scrupolosamente le indicazioni del medico di fiducia o del naturopata.

Bisognerà, innanzitutto, verificare la personale compatibilità con l’argilla che si intende usare: può accadere, infatti, che l’attività di una determinata argilla sia talvolta eccessiva per una persona particolarmente sensibile, provocando reazioni allergiche o crisi di stanchezza.

Per uso esterno è bene iniziare con applicazioni di breve durata, soprattutto se è la prima volta che si ricorre all’argilla. Se si prova una sensazione di eccessivo calore o di freddo la cura va sospesa.

È raccomandabile non applicare il prodotto argilloso sul petto, la pancia o i reni durante il periodo della digestione, né in concomitanza con le mestruazioni.

L’argilla per uso interno può dare stitichezza; durante la cura si deve avere l’avvertenza di ridurre il consumo dei grassi. I grassi, infatti, tendono a indurire l’argilla, creando palline che possono intasare le anse dell’intestino.

Chi avverte un senso di nausea nel bere l’acqua argillosa può correggerne il gusto con qualche goccia di limone o miele.

www.macrolibrarsi.it/speciali/proprieta-terapeutiche-arg…

Bastone Kimana

“Tutte le frequenze sono modelli di energia e, come abbiamo visto, le frequenze di una certa gamma hanno tendenza ad introdurre una risonanza – cioè avranno un’influenza energetica – sulle frequenze di una gamma simile. Uno dei metodi per ottenere questo effetto è la misurazione della lunghezza d’onda. Un amico esperto di elettronica mi disse che per intercettare una frequenza radio con una lunghezza d’onda di otto metri aveva bisogno di un’antenna lunga otto metri. L’antenna poteva essere a spirale, ma doveva essere della giusta misura.

A quanto sembra è possibile allo stesso modo intercettare bimana tramite antenne della misura opportuna.

Diversi anni or sono venni a contatto con la cosiddetta “bacchetta cubitale”. Si trattava di un bastone di legno, che misurava venticinque pollici (un pollice= 2,54 cm., n.d.t.), ma per il momento non mi soffermo a spiegare la ragione di tale lunghezza. L’importante è sapere che quella particolare lunghezza produsse i medesimi effetti energetici che avevo ottenuto con metodi con metodi molto diversi.

Alcuni di questi effetti saranno discussi in seguito. In breve, tenendo in mano la bacchetta, e a seconda del proprio livello di sensibilità, si avrà la tendenza a rilassarsi se si è tesi e a caricarsi di energia se si è rilassati. Continuando a tenere in mano la bacchetta, si possono provare sensazioni di pizzicore alle mani o nel corpo, la mente diventa più limpida e l’immaginazione si accende. Se avrete l’occasione di fare questa esperienza, scoprirete anche che la forza fisica e la capacità di resistenza agli sforzi aumenteranno. Portare con me la bacchetta cubitale nelle escursioni in montagna o durante i miei seminari mi aiuta a rimanere rilassato e pieno di energia. Ad un altro livello, la mia aura ne viene potenziata, pertanto aumentano la forza del pensiero ed il carisma personale. Forse c’è una relazione fra la bacchetta cubitale e le bacchette magiche delle fate o il bastone dei militari?

La lunghezza della bacchetta è d’importanza fondamentale. Infatti abbiamo scoperto che con venticinque pollici avrà questi particolari effetti, mentre né ventiquattro né ventisei pollici produrranno la stessa cosa. Ho fabbricato bacchette di legno, plastica, rame, filo e corda e ho scoperto che il materiale usato non fa alcuna differenza. Devo dire però che con filo e corda ho ottenuto gli effetti migliori quando venivano tesi piuttosto che lasciati laschi.

 

 

Continuai con altri esperimenti e coprii che la misura cruciale non era venticinque. Raddoppiare a cinquanta aveva funzionato, ma dimezzare a dodici e mezzo non produceva alcun risultato. Il numero chiave si rivelò essere il cinque. Il motivo non lo conosco perché ancora non ho scoperto con che cosa abbia risonanza la misura di cinque pollici, ma una bacchetta di cinque, dieci, quindici o venti pollici funziona bene quasi quanto una bacchetta di venticinque (dico quasi perché i risultati migliori si ottengono con misure di cinque, venticinque e cinquanta, per quanto mi riguarda). Non ho fatto prove con misure superiori a cinquanta e non ho ancora lavorato sufficientemente con il sistema metrico per poter presentare delle conclusioni su tali misure.

Un bastone lungo cinque pollici di legno, plastica o metallo è pratico da portare appresso, in tasca o in borsa e ideale da tenere in mano per potenziare il pensiero e la presenza personali nei momenti di riflessione o quando è necessario parlare di fronte a un pubblico. A causa del terzo trincio, mantenere parte dell’attenzione sul bastone aumenta il suo effetto energetico. Durante la meditazione o in un lungo haipule, tenere fra le mani una bacchetta di venticinque pollici aggiunge energia all’intera esperienza e vi mantiene carichi di energia per un po’ dopo la stessa. Se vi sdraiate per terra fra due bastoni di cinquanta pollici vi caricherete piacevolmente di bimana. Sembra che i bastoni possiedano energia e che si intersecano e amplificano a vicenda. Giacere fra due bastoni produce un effetto maggiore che non accanto ad un solo bastone.”

 

 

 

 

A scuola dallo sciamano, Serge Kahili King, ed. Punto

Sciamano

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