Neruda (Raccolta)

 


Ho fame della tua bocca

Ho fame della tua bocca, della tua voce, del tuoi capelli
e vado per le strade senza nutrirmi, silenzioso,
non mi sostiene il pane, l’alba mi sconvolge,
cerco il suono liquido dei tuoi piedi nel giorno.

Sono affamato del tuo riso che scorre,
delle tue mani color di furioso granaio,
ho fame della pallida pietra delle tue unghie,
voglio mangiare la tua pelle come mandorla intatta.

Voglio mangiare il fulmine bruciato nella tua bellezza,
il naso sovrano dell’aitante volto,
voglio mangiare l’ombra fugace delle tue ciglia

e affamato vado e vengo annusando il crepuscolo,
cercandoti, cercando il tuo cuore caldo
come un puma nella solitudine di Quitratúe

Mi piaci quando taci

Mi piaci quando taci
Mi piaci quando taci perché sei come assente,
e mi ascolti da lungi e la mia voce non ti tocca.
Sembra che gli occhi ti sian volati via
e che un bacio ti abbia chiuso la bocca.

Poiché tutte le cose son piene della mia anima
emergi dalle cose, piene dell’anima mia.
Farfalla di sogno, rassomigli alla mia anima,
e rassomigli alla parola malinconia.

Mi piaci quando taci e sei come distante.
E stai come lamentandoti, farfalla turbante.
E mi ascolti da lungi, e la mia voce non ti raggiunge:
lascia che io taccia col tuo silenzio.

Lascia che ti parli pure col tuo silenzio
chiaro come una lampada, semplice come un anello.
Sei come la notte, silenziosa e costellata.
Il tuo silenzio è di stella, così lontano e semplice.

Mi piaci quando taci perché sei come assente.
Distante e dolorosa come se fossi morta.
Allora una parola, un sorriso bastano.
E son felice, felice che non sia così.

E’ bello amore

E bello amore
E’ bello, amore, sentirti vicino a me nella notte,
invisibile nel tuo sogno, seriamente notturna,
mentr’io districo le mie preoccupazioni
come fossero reti confuse.

Assente il tuo cuore naviga pei sogni,
ma il tuo corpo così abbandonato respira
cercandomi senza vedermi, completando il mio sonno
come una pianta che si duplica nell’ombra.

Eretta, sarai un’altra che vivrà domani,
ma delle frontiere perdute nella notte,
di quest’essere e non essere in cui ci troviamo

qualcosa resta che ci avvicina nella luce della vita
come se il sigillo dell’ombra indicasse
col fuoco le sue segrete creature.

*******
Giochi ogni giorno

Giochi ogni giorno

Giochi ogni giorno con la luce dell’universo.
Sottile visitatrice, giungi nel fiore e nell’acqua.
Sei più di questa bianca testina che stringo
come un grappolo tra le mie mani ogni giorno.
A nessuno rassomigli da che ti amo.
Lasciami stenderti tra le ghirlande gialle.
chi scrive il tuo nome a lettere di fumo tra le stelle del sud?
Ah lascia che ricordi come eri allora, quando ancora non esistevi.
Improvvisamente il vento ulula e sbatte la mia finestra chiusa.
Il cielo è una rete colma di pesci cupi.
Qui vengono a finire i venti, tutti.
La pioggia si denuda.
Passano fuggendo gli uccelli.
Il vento. Il vento.
Io posso lottare solamente contro la forza degli uomini.
Il temporale solleva in turbine foglie oscure
e scioglie tutte le barche che iersera s’ancorarono al cielo.
Tu sei qui. Ah tu non fuggi.
Tu mi risponderai fino all’ultimo grido.
Raggomitolati al mio fianco come se avessi paura.
Tuttavia qualche volta corse un’ombra strana nei tuoi occhi.
Ora, anche ora, piccola mi rechi caprifogli,
ed hai persino i seni profumati.
Mentre il vento triste galoppa uccidendo farfalle
io ti amo, e la mia gioia morde la tua bocca di susina.
Quanto ti sarà costato abituarti a me,
alla mia anima sola e selvaggia, al mio nome che tutti allontanano.
Abbiamo visto ardere tante volte l’astro baciandoci gli occhi
e sulle nostre teste ergersi i crepuscoli in ventagli giranti.
Le mie parole piovvero su di te accarezzandoti.
Ho amato da tempo il tuo corpo di madreperla soleggiata.
Ti credo persino padrona dell’universo.
Ti porterò dalle montagne fiori allegri,copihues,
nocciole oscure, e ceste silvestri di baci.
Voglio fare con te
ciò che la primavera fa con i ciliegi.
Il tuo sorriso
Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l’ aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.

Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l’ acqua che d’ improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d’ argento che ti nasce.

Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d’ aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.

Amor mio, nell’ ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d’ improvviso
vedi che il mio sange macchina
le pietre della strada,
ridi, perchè il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.

Vicino al mare, d’ autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.

Riditela della notte,
del giorno, delle strade
contorte dell’ isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l’ aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perchè io ne morrei.

L’amore
Che hai, che abbiamo,
che ci accade?
Ahi il nostro amore È una corda dura
che ci lega ferendoci
e se vogliamo
uscire dalla nostra ferita,
separarci,
ci stringe un nuovo nodo e ci condanna
a dissanguarci e a bruciarci insieme.

Che hai? Ti guardo
e nulla trovo in te se non due occhi
come tutti gli occhi, una bocca
perduta tra mille bocche che baciai, più belle,
un corpo uguale a quelli che scivolarono
sotto il mio corpo senza lasciar memoria.

E che vuota andavi per il mondo
come una giara di color frumento,
senz’aria, senza suono, senza sostanza!
Invano cercai in te
profondità per le mie braccia
che scavano, senza posa, sotto la terra:
sotto la tua pelle, sotto i tuoi occhi,
nulla,
sotto il tuo duplice petto sollevato,
appena
una corrente d’ordine cristallino
che non sa perché corre cantando.
Perché, perché, perché,
amore mio, perché?

La notte nell’isola (MariC)

Tutta la notte ho dormito con te
vicino al mare, nell’isola.
Eri selvaggia e dolce tra il piacere e il sonno,
tra il fuoco e l’acqua.

Forse assai tardi
i nostri sogni si unirono,
nell’alto o nel profondo,
in alto come rami che muove uno stesso vento,
in basso come rosse radici che si toccano.

Forse il tuo sogno
si separò dal mio
e per il mare oscuro
mi cercava,
come prima,
quando ancora non esistevi,
quando senza scorgerti
navigai al tuo fianco
e i tuoi occhi cercavano
ciò che ora
– pane, vino, amore e collera –
ti do a mani piene,
perché tu sei la coppa
che attendeva i doni della mia vita.

Ho dormito con te
tutta la notte, mentre
l’oscura terra gira
con vivi e con morti,
e svegliandomi d’improvviso
in mezzo all’ombra
il mio braccio circondava la tua cintura.
Né la notte né il sonno
poterono separarci.

Ho dormito con te
e svegliandomi la tua bocca
uscita dal sonno
mi diede il sapore di terra,
d’acqua marina, di alghe,
del fondo della tua vita,
e ricevetti il tuo bacio
bagnato dall’aurora,
come se mi giungesse
dal mare che ci circonda

Lasciami libere le mani

Lasciami libere le mani
e il cuore, lasciami libero!
Lascia che le mie dita scorrano
per le strade del tuo corpo.
La passione – sangue, fuoco, baci –
m’accende con tremule fiammate.
Ahi, tu non sai cos’è questo!
è grave; la tempesta dei miei sensi
che piega la selva sensibile dei miei nervi.
È la carne che grida con le sue lingue ardenti!
È l’incendio!
E tu sei qui, donna, come un legno intatto
ora che tutta la mia vita fatta cenere vola
verso il tuo corpo pieno, come la notte, d’astri!
Lasciami libere le mani
e il cuore, lasciami libero!
Io solo ti desidero, ti desidero solamente!
Non è amore, è desiderio che inaridisce e s’estingue,
è precipitare di furie,
avvicinarsi dell’impossibile,
ma ci sei tu,
ci sei tu per darmi tutto,
e per darmi ciò che possiedi sei venuta sulla terra –
com’io son venuto per contenerti,
desiderarti,
riceverti!

Non t’amo se non perché t’amo

Non t’amo se non perché t’amo
e dall’amarti a non amarti giungo
e dall’attenderti quando non t’attendo
passa dal freddo al fuoco il mio cuore.

Ti amo solo perché io ti amo,
senza fine t’odio, e odiandoti ti prego,
e la misura del mio amor viandante
è non vederti e amarti come un cieco.

Forse consumerà la luce di Gennaio,
il raggio crudo, il mio cuore intero,
rubandomi la chiave della calma.

In questa storia solo io muoio
e morirò d’amore perché t’amo,
perché t’amo, amore, a ferro e fuoco

Occorre volare in questo tempo

Occorre volare in questo tempo, dove?
Senz’ali, senz’aereo, volare indubbiamente:
ormai i passi passarono senza rimedio,
non elevarono i piedi del viandante.

Occorre volare a ogni istante come
le aquile, le mosche e i giorni,
occorre vincere gli occhi di Saturno
e stabilire lì nuove campane.

Ormai non bastan più scarpe né strade,
ormai non serve la terra agli erranti,
ormai attraversaron la notte le radici,

e tu apparisti in altra stella
determinatamente transitoria,
trasformata alla fine in un papavero.

Oggi

E’ oggi: tutto l’ieri andò cadendo
entro dita di luce e occhi di sogno,
domani arriverà con passi verdi:
nessuno arresta il fiume dell’aurora.

Nessuno arresta il fiume delle tue mani,
gli occhi dei tuoi sogni, beneamata,
sei tremito del tempo che trascorre
tra luce verticale e sole cupo,

e il cielo chiude su te le sue ali
portandoti, traendoti alle mie braccia
con puntuale, misteriosa cortesia.

Per questo canto il giorno e la luna,
il mare, il tempo, tutti i pianeti,
la tua voce diurna e la tua pelle notturna.

Per il mio cuore basta il tuo petto

Per il mio cuore basta il tuo petto,
per la tua libertà bastano le mie ali.
Dalla tua bocca arriverà fino al cielo
ciò che stava sopito sulla mia anima.

E’ in te l’illusione di un giorno.
Giungi come rugiada sulle corolle.
Scavi l’orizzonte con la tua assenza,
Eternamente in fuga come l’onda.

Ho detto che cantavi nel vento
come i pini e come gli alberi maestri delle navi.
Come quelli sei alta e taciturna.
E di colpo ti rattristi, come un viaggio.

Accogliente come una vecchia strada.
Ti popolano echi e voci nostalgiche.
Io mi sono svegliato e a volte migrano e fuggono
gli uccelli che dormivano nella tua anima.

Perché tu possa ascoltarmi

Perché tu possa ascoltarmi
Le mie parole
Si fanno sottili, a volte,
come impronte di gabbiani sulla spiaggia.

Collana, sonaglio ebbro
Per le tue mani dolci come l’uva.
E le vedo ormai lontane le mie parole.
Più che mie sono tue.
Come edera crescono aggrappate al mio dolore antico.

Così si aggrappano alle pareti umide.
E’ tua la colpa di questo gioco cruento.
Stanno fuggendo dalla mia buia tana.
Tutto lo riempi tu, tutto lo riempi.

Prima di te hanno popolato la solitudine che occupi,
e più di te sono abituate alla mia tristezza.
Ora voglio che dicano ciò che io voglio dirti
Perché tu le ascolti come voglio essere ascoltato.

Il vento dell’angoscia può ancora travolgerle.
Tempeste di sogni possono talora abbatterle.
Puoi sentire altre voci nella mia voce dolente.
Pianto di antiche bocche, sangue di antiche suppliche.

Amami, compagna. Non mi lasciare. Seguimi.
Seguimi, compagna, su quest’onda di angoscia.

Ma del tuo amore si vanno tingendo le mie parole.
Tutto ti prendi tu, tutto.
E io le intreccio tutte in una collana infinita
Per le tue mani bianche, dolci come l’uva.

Posso scrivere i versi più tristi

Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Scrivere, per esempio: “La notte è stellata,
e tremano, azzurri, gli astri, in lontananza”.
Il vento della notte gira nel cielo e canta.

Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Io l’ho amata e a volte anche lei mi amava.
In notti come questa io l’ho tenuta tra le braccia.
L’ho baciata tante volte sotto il cielo infinito.

Lei mi ha amato e a volte anch’io l’amavo.
Come non amare i suoi grandi occhi fissi.
Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Pensare che non l’ho più. Sentire che l’ho persa.

Sentire la notte immensa, ancora più immensa senza lei.
E il verso scende sull’anima come la rugiada sul prato.

Poco importa che il mio amore non abbia saputo fermarla.
La notte è stellata e lei non è con me.
Questo è tutto. Lontano, qualcuno canta. Lontano.
La mia anima non si rassegna di averla persa.

Come per avvicinarla, il mio sguardo la cerca.
Il mio cuore la cerca, e lei non è con me.
La stessa notte che sbianca gli stessi alberi.
Noi, quelli d’allora, già non siamo gli stessi.

Io non l’amo più, è vero, ma quanto l’ho amata.
La mia voce cercava il vento per arrivare alle sue orecchie.
D’un altro. Sarà d’un altro. Come prima dei miei baci.
La sua voce, il suo corpo chiaro. I suoi occhi infiniti.

Ormai non l’ho più, è vero, ma forse l’amo ancora.
E’ così breve l’amore e così lungo l’oblio.
E siccome in notti come questa l’ho tenuta tra le braccia,
la mia anima non si rassegna d’averla persa.

Benché questo sia l’ultimo dolore che lei mi causa,
e questi gli ultimi versi che io le scrivo.

Questa volta lasciami

Questa volta lasciami

essere felice,

non è successo nulla a nessuno

non sono in nessun luogo,

semplicemente

sono felice

nei quattro angoli

del cuore, camminando,

dormendo o scrivendo.

Che posso farci, sono

felice,

sono più innumerabile

dell’erba

nelle praterie,

sento la pelle come un albero rugoso,

di sotto l’acqua,

sopra gli uccelli,

il mare come un anello

intorno a me,

fatta di pane e pietra la terra

l’aria canta come una chitarra.

Se non fosse

Se non fosse perché i tuoi occhi hanno color di luna,
di giorno con argilla, con lavoro, con fuoco,
e tieni imprigionata l’agilità dell’aria,
se non fosse perché sei una settimana d’ambra,

se non fosse perché sei il momento giallo
in cui l’autunno sale su pei rampicanti
e anche sei il pane che la luna fragrante
elabora passeggiando la sua farina pel cielo,

oh, adorata, io non t’amerei!
Nel tuo abbraccio io abbraccio ciò ch’esiste,
l’arena, il tempo, l’albero della pioggia,

e tutto vive perché io viva:
senz’andare sì lungi posso veder tutto:
vedo nella tua vita tutto ciò che vive.

Amore mio.
Amore mio, se muoio e tu non muori,
amore mio, se muori e io non muoio,
non concediamo ulteriore spazio al dolore:
non c’è immensità che valga quanto abbiamo vissuto.

Polvere nel frumento, sabbia tra le sabbie,
il tempo, l’acqua errante, il vento vago
ci ha trasportato come grano navigante.
Avremmo potuto non incontrarci nel tempo.

Questa prateria in cui ci siamo trovati,
oh piccolo infinito! la rendiamo.
Ma questo amore, amore, non è finito,

e così come non ebbe nascita
non ha morte, è come un lungo fiume,
cambia solo di terra e labbra.

Senza quel cielo blu (mia poesia)

Una poesia creata da me
Se vuoi accompagnare la lettura con una musica lascio 2 link
 
 

 http://www.youtube.com/watch?v=WKhXGUj0VDs&feature=player_embedded

 

 

      Senza quel cielo blu…

 

Il sole sulla pelle ci accarezzava

Distesi sull’erba

Mano nella mano

Guardando quel cielo blu

Come il mare….

L’amore non puoi raccontarlo…

E respiro di te,

delle tue parole

dei tuoi gesti…

il mio cuore è con te adesso

anche se lontana

guardo quel  cielo blu

come il mare

profondo bacio perduto

mentre abiti il mio corpo….

Dove sei anima mia

dove sei anima

che t’insegue in un sogno

mentre

mi guardi con quella dolcezza

mano nella mano

ancora noi siamo

in quel ruscello che lambisce

i nostri corpi come carezze

ed ancor sento su di me

la tua pelle…..

e guardo quel cielo blu

ora solo disteso

sull’erba che sembra un deserto

senza te…

senza cicale senza

suono

senza voce

senza pelle

e profumi

senza

quel cielo blu

che più non vedo

ora che non ci sei più

 

White Fearn


 

 

 

L’Amore – Coelho

 
 
L’esperienza spirituale è soprattutto un’esperienza pratica dell’amore. E nell’amore non esistono regole. Possiamo tentare di seguire dei manuali, di controllare il cuore, di avere una strategia di comportamento. Ma sono tutte cose insignificanti. Decide il cuore. E quando decide è ciò che conta. . (Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto)

 

– L’amore costituiva la chiave

per la comprensione di tutti i misteri. (Brida)

– Se un uomo è capace di amare la propria compagna senza limitazioni né condizioni,

Allora rivela al mondo l’amore di Dio. Rivelando l’amore di Dio, egli amerà il suo prossimo. (Lo Zahir)

– Può penetrare la luce in una casa?

– Se le finestre sono aperte. Può entrare luce in un essere umano? Se la porta dell’amore è spalancata. (Undici minuti)

– Il seme della nostra crescita spirituale sta proprio nell’amore. Quanto più amiamo, tanto più siamo vicini all’esperienza spirituale.(Sulla sponda del fiume Pietra mi sono seduta ho pianto)

– Nel momento in cui partiamo in cerca dell’amore, anche l’amore muove per venirci icontro. E ci salva. (Sulla sponda del fiume Pietra mi sono seduto e ho pianto)

– Non esiste niente oltre l’amore. Esso continua a far girare il mondo e mantiene le stelle sospese in cielo. (Cronache – Appunti negli aeroporti)

– Non smettere mai di avere dubbi. Quando non hai più indecisioni, vuol dire che ti sei fermata nel tuo cammino. (Brida)

– Il Guerriero della Luce cerca di sapere su cosa può contare. E controlla sempre il suo equipaggiamento, composto di tre cose: fede, speranza e amore. (Manuale del guerriero della lue)

– – Ho aperto la finestra e il mio cuore. Il sole ha inondato la camera e l’amore ha pervaso la mia anima. (Sulla sponda del fiume Pietra mi sono seduta e ho pianto)

– Io ti amo perché ho fatto un sogno,

perché ho incontrato un re,

perché ho venduto cristalli,

perché ho attraversato il deserto,

perché i clan hanno dichiarato guerra

e perché sono andato presso un pozzo

per scoprire dove abitava un Alchimista.

Ti amo perché tutto l’universo

Ha cospirato

Affinché io giungessi a te.

(L’Alchimista, Coelho)

 
– L’amore si può costruire e non semplicemente scoprire. (La strega di portobello)

– L’amore si scopre soltando amando. (Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto)

– Chi è innamorato sta sempre facendo l’amore. Anche quando non lo fa. Il momento in cui i corpi si incontrano è solo il traboccare della coppia. (Unidici minuti)

– I sentimenti devono sempre essere liberi. Non si deve giudicare un futuro amore sulla base di un dolore passato. Sulla sponda del fiume Pedra mi sono seduta e ho pianto)

– In ogni istante della nostra vita camminiamo tra il mondo delle fiabe e l’abisso. (Unidici minuti)

– Possiamo lasciare che l’energia dell’amore scorra, oppure possiamo cercare di riporla in un vaso e custodirla in un angolo (Lo Zahir)

– L’essenza della vita è proprio la capacità di amare, e non il nome che abbiamo scritto sui passaporti, sui biglietti da visita, suelle carte d’identità. (Il vincitore è solo)

– L’amor muove il cielo, le stelle, gli uomini, i fiori, gli insetti e obbliga tutti a camminare sulla superficie pericolosa del ghiaccio, che ci riempie di gioia e di paura, ma che dà un senso a ogni cosa. (Lo Zahir)

– L’amore è una forza selvaggia. Quando cerchiamo di controllarlo, ci distrugge. Quando tentiamo di imprigionarlo, ci rende schiavi. Quando ci sforziamo di capirlo, ci lascia smarriti e confusi. (Lo Zahir)

– La sofferenza nasce quando ci aspettiamo che gli altri ci amino nel mondo che immaginiamo, e non nella maniera in cui l’amore deve manifestarsi

libero, incontrollato, pronto a guidarci con al sua forza e a impedirci di fermarci. (Lo Zahir)

– Quando la conoscenza maschile si fonde con la trasformazione femminile, nasce la grande unione magica, che si chiama Sapienza. (Brida)

– Chi ama può affrontare il mondo intero, non ha paura di perdere nulla. . (Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto)

– Qualsiasi azione può condurre l’uomo alla Sapienza Suprema, purchè la compia con amore. (Brida)

– Dio è amore, generosità e perdono; se abbiamo coscienza di questo, non possiamo lasciarci frenare dalle nostre debolezze. (Le Valchirie)

– Esiste una sola essenza della Creazione e si chiama Amore. L’Amore è la forza che ci permette di ricongiungerci, per condensare l’esperienza sparsa in molte vite e in molti luoghi del mondo. (Brida)

– L’Amore è una forza che esiste sulla terra per darci gioia, per avvicinarci a Dio e al nostro prossimo. (Lo Zahir)

– Colui che è saggio, lo è soltanto perché ama. E colui che è sciocco, lo è solamente perché pensa di poter capire l’amore. . (Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto)

– L’amore costituiva la chiave per la comprensione di tutti i misteri. (Brida)

– L’esperienza spirituale è soprattutto un’esperienza pratica dell’amore. E nell’amore non esistono regole. Possiamo tentare di seguire dei manuali, di controllare il cuore, di avere una strategia di comportamento. Ma sono tutte cose insignificanti. Decide il cuore. E quando decide è ciò che conta. . (Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto)

– Abbi pietà di coloro che divengono schiavi del legame di seta dell’Amore, e si reputano padroni di qualcuno, e provano gelosia, e si uccidono con il veleno, e si torturano perché non riescono a vedere che l’amore è mutevole come il vento e come tutte le cose. Ma abbi ancora più pietà di coloro che muoiono per paura di amare, e rifiutano l’amore in nome di un Amore Maggiore che non conoscono. Perché costoro ignorano la Tua legge che dice: “Chi beve l’acqua che io gli darò non avrà più sete.” (Il Cammino di Santiago)

 

 

 

Poesie d’amore

 

"Ora che sei venuta ,
che con passo di danza sei entrata
nella mia vita quasi folata in una stanza chiusa –
a festeggiarti , bene tanto atteso ,
le parole mi mancano e la voce
e tacerti vicino già mi basta .
Il pigolìo così che assorda il bosco
al nascere dell ‘alba , ammutolisce ,
quando sull ‘orizzonte balza il sole .
Ma te la mia inquietudine cercava
quando ragazzo nella notte d ‘ estate mi facevo
alla finestra come soffocato: che non sapevo, m’affannava il cuore.
E tutte tue son le parole
che , come l ‘acqua all ‘ orlo che trabocca,
alla bocca venivano da sole,
l’ore deserte , quando s’ avanzavan
puerilmente le mie labbra d ‘uomo
da sè , per desiderio di baciare."

 

Camillo Sbarbaro

 
 

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In quanti modi t’amo

 

"In quanti modi t’amo?
Lascia che conti.
Ti amo nell’alto, nel vasto, nel profondo
cui l’anima si tende quando, sentendosi
non vista, si protende ai confini
dell’Essere e dell’Ideale Grazia.
Ti amo nel più modesto uso quotidiano, dal sole
alla candela.
Come chi lotta per Giustizia t’amo, libera.
Come chi dagli onori fugga t’amo, pura.
Con la passione di antiche pene t’amo e con puerile fede.
Ti amo con l’amore che credevo perduto coi miei perduti santi,
ti amo col respiro, il riso, i pianti di tutta la mia vita! e,
Dio mi conforti, meglio ti amerò dopo la morte."

Elizabeth Barrett Browning

 

 

Per amarti

 

"Io sarò albero se ti farai
fiore d’un albero:
se rugiada sarai mi farò fiore.
Rugiada diverrò se tu sarai
raggio di sole:
così, mio amore, noi ci uniremo.
Se, mia fanciulla, tu sarai cielo,
io diverrò, allora, una stella:
se, mia fanciulla, tu sarai inferno,
io per amarti mi dannerò."

Sandor Petofi

 

vorrei…

 

"Vorrei avere una ciocca dei tuoi capelli
e con loro costruire un’arpa dai mille suoni dolci e melodiosi
come la natura di prima mattina
quando la luna che scalda i cuori innamorati lascia il posto al sole che ci dona ogni giorno la vita;
Si!! io vorrei avere te perche’solo con te riesco
a sentire quella calda ed intensa emozione che e’ l’amore."

 

 

l’Amore sublime

 

"L’amore sublime

 

L’amore sublime non conosce

le contrade dell’invidia

perché è ricco per sua natura.

Non addolora il corpo perché

è all’interno dello spirito.

E’ un desiderio forte che avvolge l’anima

con la contentezza,

è una fame che riempie il cuore.

E’ un sentimento che crea nostalgia per il cielo,

dove nasce la purezza, dove c’è Dio."

Khalil Gibran

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Sciamano

Sciamano

...