Il potere della visualizzazione positiva, Shakti Gawain

 La visualizzazione ed il pensiero positivo, le affermazioni sono un ottimo modo per coltivare la nostra fiducia

e serenità interiore. Qua vi metto alcuni scorci tratti dal libro Il potere della visualizzazione positiva, Shakti Gawain

Un abbraccio di Luce

White Fearn
“Questo è lo scopo della visualizzazione creativa fare di ogni istante della nostra vita un momento meravigliosa creatività, in cui scegliamo con perfetta naturalezza a vita migliore, la più bella, la più gratificante che possiamo immaginare”

Affermazioni
– Questo e qualcosa di meglio, ora si realizza per me, in un modo soddisfacente e armonioso, con il massimo
vantaggio per tutte le persone interessate
– Sto passando un meraviglioso week end… che meravigliosa vacanza
– stabilire obiettivo, creare un’idea o immagine chiara, concentratevi spesso sulla vostra idea immagine, fornite
energia all’idea immagine
– la visualizzazione creativa è magia, nel senso più autentico ed elevato del termine. Richiede di comprendere i principi naturali  che regolano il funzionamento dell’universo e di imparare ad usarli nel modo più consapevole e creativo possibile

– Fortunatamente la visualizzazione creativa è un metodo così intrinsecamente potente che anche soltanto cinque minuti
di meditazione positiva, consapevole, possono controbilanciare ore, giorni, o persino anni di schemi mentali negativi.
– collegarci con il nostro essere, facilitare e focalizzare il nostro fare, approfondire, espandere e sintonizzare il nostro avere
– tre elementi che determinano la misura in cui la visualizzazione creativa ha effetto. Desiderio, fiducia, accettazione
– La luce divina e l’amore divino stanno fluendo attraverso di me e irradiano ogni cosa attorno a me
– lo spirito agisce attraverso me, io sono colmo di energia creativa, la luce dentro di me sta creando miracoli nella mia vita,
qui adesso
– posso seguire la corrente
ho sempre tutto ciò di cui ho bisogno
ho tutto l’amore di cui ho bisogno qui, nel mio cuore
sono una persona che ama e che è amabile
sono completo in me stesso
– l’universo è ricco e pieno di abbondanza e che la vita sta effettivamente cercando di portarci
quello che la nostra anima desidera davvero
– io sono degno di amore
io sono gentile e affettuoso e ho molto da condividere con gli altri
sono ricco di talenti, intelligente e creativo
ogni giorno divento sempre più simpatico e attraente
io merito il meglio assoluto della vita
ho molto da offrire e tutti lo riconoscono
amo il mondo e il mondo ama me
io voglio essere felice e avere successo
– io mi amo e accetto completamente così come sono
io sono un essere pieno di forza, di amore, e di creatività
– invocare una qualità che venga a voi, oppure un personaggio famoso che volete acquisirne le caratteristiche
spirituali o creative qualità forza, saggezza, serenità, compassione, tenerezza, calore, chiarezza, intelligenza, creatività, potere di guarigione
– le affermazioni, ripeterle durante meditazione, prima di andare a letto o appena svegli
ripeterle mentalmente, durante la giornata o davanti allo specchio, oppure registrarle. Metterle scritte
in foglietti, o scriverle più volte, metterle in diversi punti leggibili in casa

                    – accettare se stessi
io mi accetto pienamente, qui e adesso
accetto tutti i miei sentimenti come parti di me stesso
sono bello e degno di amore, a prescindere dalle mie sensazioni
ora voglio vivere tutti i miei sentimenti
io voglio bene a me stesso quando esprimo i miei sentimenti
– sentiri bene
è giusto che io provi piacere, e lo faccio
mi piace fare delle cose che mi fanno stare bene
sono profondamento rilassato e concentrato
– se decideraiuna cosa, ti riuscirà, e la luce brillerà sul tuo cammino. (Giobbe, 22.28)
– mentre faccio pulizia e sgombro il mio spazio fisico, faccio pulizia e sgombro la mia vita, preparandomi a ricevere
tutto il bene che sta venendo a me

– ogni giorno divento più sano e più attraente
tutto ciò che faccio accresce la mia salute e la mia bellezza
ogni giorno divento più forte e più sano
più amo e apprezzo me stesso, più bello divento
ora sono irresistibilmente attraente per le donne
amo il mio corpo così com’è
ho un fascino naturale, così come sono
– Nel nostro cuore, tutti sappiamo quale sia il nostro scopo superiore, ma spesso non lo riconosciamo a livello consapevole, nemmeno con
noi stessi. In effetti, la maggior parte della gente sembra fare di tutto per nascondere a se stessa e al mondo questo
scopo superiore. Ha paura e cerca di fuggire il potere.  la responsabilità e la luce che accompagnano l’atto
di riconoscere e di esprimere il loro vero scopo della vita.

–                                          La Bolla rosa
Sedetevi e distendetevi in una posizione comoda, chiudete gli occhi e respirate profondamente, in modo lento e naturale.
Gradualmente rilassatevi sempre più.
Immaginate una cosa che vorreste che si realizzasse. Immaginate come se fosse già successo: raffiguratela il più
chiaramente possibile.
Ora con l’occhio della mente, circondate il vostro desiderio con una bolla rosa: il rosa è il colore associato conn il cuore
e se circondate con una vibrazione di questo colore quello che visualizzate, otterrete soltanto ciò che è in perfetta
armonia con il vostro essere
Il terzo passo è quello di lasciar andare la bolla, immaginando che fluttui liberamente nell’universo, sempre
contenendo la vostra visione. Questo simboleggia il fatto che la state “liberando” emotivamente. Ora la bolla è libera di volare nell’universo, attraendo e
raccogliendo energia perchè si avveri il suo contenuto.

                                   Meditazione sull’abbondanza
Rilassatevi completamente in una posizione comoda. Raffiguratevi in un ambiente naturale, piacevole, per esempio,
su una verde radura erbosa, con un grasioso ruscello, oppure su una spiaggia di sabbia bianca in riva all’oceano.
Prendetevi il tempo necessario per immaginare tutti i dettagli più meravigliosi, vedendo voi stessi nell’atto di godere e apprezzare
pienamente lo scenario. Ora cominciate a camminare, ben presto vi troverete in uno scenario del tutto diverso,
magari davanti ad un campo di grano dorato ondeggiante al vento, o in un lago a nuotare.  Continuate a camminare e ad esplorare, scoprendo paesaggi sempre nuovi e diversi, uno più incantevole dell’altro, montagne, foreste, deserti, qualsiasi cosa attragga  la vostra fantasia. Prendetevi tutto il tempo necessario per apprezzare la bellezza di ciascun panorama.
Ora immaginate di tornare a casa, in un ambiente semplice ma confortevole e bello, quello che si adatta più ai vostri gusti.
Immaginate di avere una famiglia affettuosa, degli amici e dei vicini simpatici. Visualizzate voi stessi mentre fate un lavoro che vi piace, in cui potete esprimervi creativamente in maniere che sentite peerfettamente adatte a voi. Siete ampiamente ricompensati per i vostri sforzi, sia con la soddisfazione interiore che con l’apprezzamento da parte degli altri e con un ritorno ecconomico. Immaginatevi soddisfatti e felici, gustare pienamente la vostra vita. Ora cercate di immaginare un mondo pieno di persone che vivono in modo semplice ma prospero, in armonia tra loro e con la Terra.

                                     Affermazioni
L’abbondanza è il mio modo di essere. Ora voglio accettarla pienamente e giocosamente
Ora sono pronto ad accettare tutta la gioia e la prosperità che la vita ha da offrirmi
ora godo di una grande prosperità finanziaria
ora ho denaro in abbondanza per le mie necessità personali e per le necessità della mia famiglia
mi sento profondamente soddisfatto della mia situazione finanziaria
mi sento ricco, sano e felice
                                            – creare il proprio santuario
il santuario è il posto ideale per rilassarvi, trovare la tranquillità e la sicurezza di cui avete bisogno, e potete
crearlo esattamente come lo desiderate
Chiudete gli occhi e rilassatevi in una posizione comoda. Immaginatevi in un bellissimo ambiente naturale. Può essere
un qualsiasi posto che vi affascini… un prato, la cima di una montagna, la foresta o la riva del mare. Potreste essere
perfino in fondo all’oceano o su un altro pianeta. Dovunque si trovi, questo posto deve essere per voi piacevole,
comodo e tranquillo. Esplorate il vostro ambiente, osservandone tutti i dettagli visivi, i suoni e gli odori, assaporate
tutte le emozioni o le impressioni che vi suscita.
Ora fate tutto quello che vi sembra adatto per rendere questo posto più familiare e confortevole possibile. Potreste aver voglia di costruirvi una casa
o una specie di rifugio, o forse semplicemente circondare l’intera zona con una luce dorata di protezione e sicurezza: create e disponete le cose in questo luogo
secondo la vostra comodità e il vostro piacere, oppure celebrate un rituale che lo consacri come il vostro posto speciale.

                                                                      Aprire i centri di energia
Stendetevi sulla schiena con le braccia lungo i fianchi o con le mani intrecciate sullo stomaco. Chiudete gli occhi, rilassatevi e respirate con calma, profondamente e lentamente. Immaginate che ci sia una sfera di luce dorata brillante che circonda la cima della vostra testa. Respirate profondamente e lentamente, inspirando ed espirando cinque volte, mantenendo l’attenzione sulla sfera di luce, sentendola irradiare dalla sommità della testa.
Ora lasciate che la vostra attenzione si sposti sulla gola. Immaginate nuovamente una sfera di luce dorata che emana dalla regione
della vostra gola. Respirate lentamente, inspirando ed espirando cinque volte, concentrando l’attenzione su questa luce.
Lasciate che la vostra attenzione si sposti sul centro del petto. Immaginate nuovamente la luce d’oro che irradia dal centro del petto. Di nuovo fate cinque profonde respirazioni compllete, sentendo l’energia che si irradia e si espande.
Spostate l’attenzione sul vostro plesso solare, o l’area dell’ombelico; visualizzate la sfera di luce dorata attorno al centro del vostro corpo. Respirate in essa cinque volte, sentendo l’energia della luce che irradia e si espande. Ora visualizzate la luce che brilla all’interno della regione pelvica e tutt’intorno ad essa.
Di nuovo fate cinque profonde respirazioni complete, sentendo l’energia della luce che irradia e si espande.
Alla fine, visualizzate la sfera luminosa attorno ai vostri piedi, e respirate in essa ancora cinque volte.
Ora immaginate tutte e e sei le sfere di lcue che risplendono insieme: il vostro corpo è come una collana di perle preziose che irradiano splendore ed energia.
Respirate profondamente, mentre espirate, immaginate l’energia che fluisce verso il basso lungo la parte esterna di un lato del vostro corpo, dalla cima della testa fino  ai piedi. Mentre inspirate, immaginatela scorrere verso l’altro lato, lungo l’altro lato del corpo,  fino in cima alla testa. Fate circolare l’energia in questo modo attorno al vostro corpo per tre volte. Ora visualizzate il flusso di energia che scende dalla cima della testa lungo la parte anteriore del corpo, fino ai piedi, espirando lentamente.  Mentre inspirate, sentite questa energia che scorre nuovamente verso l’alto, sulla parte posteriore del corpo
fino alla cima della testa. Fate circolare il flusso in questa dierezione per tre volte.
Ora immaginate che l’energia si raccolga ai vostri piedi, e fatela scorrere lentamente verso l’alto, passando per l’asse centrale del vostro corpo
dai piedi alla testa come una fontana di luce, per poi ridiscendere lungo la superficie esterna del corpo, fino ai piedi. Respirate per varie volte, finchè lo desiderate.
Alla fine di questa meditazione vi sentirete profondamente rilassati, e allo stesso tempo pieni di energia e di felicità.

                                                        es. Guarire gli altri
Rialssatevi profondamente ed eseguite il metodo che preferite per entrare in uno stato mentale calmo e profondo.
Pensate a voi stessi come a un canale sgombro attraverso il quale fluisce l’energia di guarigione dell’universo. Questa energia non proviene  da voi personalmente, ma da una sorgente superiore e voi servite come tramite, per focalizzarla e dirigerla.
Ora raffiguratevi, o pensate alla persona interessata, nel modo più chiaro possibile. Chiedetele se c’è qualcosa in particolare
che vorrebbe che voi faceste per lei durante la vostra meditazione. Se c’è, fatelo meglio che potete, se sentite che si tratta di una cosa giusta.
Se provate l’ilmpulso di lavorare sulla guarigione di una parte specifica del corpo della persona interessata, fatelo senz’altro. Dovete vedere tutti i problemi eliminati,
ogni disturbo guarito e che tutto funziona perfettamente.
Poi raffiguaratevi la persona circondata da una luce dorata, risanatrice.. con l’aspetto di chi irradia salute e felicità. Nella vostra mente parlate con lei direttamente, ricordatele che c’è un potere superiore che si prende cura di lei e che se lo desidera può guarire. Ditele che la stae aiutando a ottenere una salute completa e la felicità piena e che continuerete a mandarle energia, affetto e sostegno.
Quando sentite di aver finito, aprite gli occhi e tornate al mondo esterno con una sensazione di freschezza, vigore e salute.
D’ora in poi, nelle vostre meditazioni immaginatevi la persona in questione come perfettamente sana. Non date più energia mentale o forza alla malattia; cercate semplicemente di vedere a persona come perfettamente guarita.

                                                            es. Meditazione contro il dolore
La seguente tecnica meditativa può essere applicata a una persona che soffre di mal di testa o di un qualsiasi altro dolore specifico.
Fate distendere la persona, chidetele di chiudere gli occhi e di rilassarsi profondamente, poi di concentrarsi sul suo respiro
per qualche tempo, respirando lentamente e profondamente, ma senza sforzo. Fatela contare alla rovescia da 10 a 1, lentamente, sprofondando in uno stato sempre più rilassato ad ogni numero.
Quando la persona è rilassata molto profondamente, chiedetele di raffiguarsi o di immaginare un colore brillante
(il primo colore che gli viene in mente), come una sfera di luce radiosa del diametro di circa quindici centimetri, che si espande sempre più fino a ricoprire completamente il suo campo visivo mentale. Quando la persona ha avuto questa esperienza, chiedetele di immaginare che questa sfera si restringa, diventando sempre più piccola, fino a tornare alle dimensioni originali. Poi ditele di far rimpicciolire ancora la sfera, fino al diametro di due o tre centimetri di diametro, e poi ancora, fino a scomparire del tutto. Ora fate ripetere ancora l’esercizio di visualizzazione, e questa volta chiedete alla persona interessata di immaginare che la sfera  colorata sia il suo dolore”.

Il potere della visualizzazione positiva, Shakti Gawain
swordfiregirl

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In te non c’è nulla di sbagliato, Cheri Huber

Sotto alcuni stralci del libro, parole per riflettere:

– “Noi siamo responsabili di essere la persona che abbiamo sempre voluto trovare.

– Dobbiamo diventare il nostro migliore amico. Dobbiamo imparare a dare a noi stessi e a ricevere da noi stessi amore e accettazione incondizionati.

Non è egoistico. E’ il primo passo da gigante verso l’altruismo.

– Tutto quel che è necessario è sedere tranquilli con compassionevole accettazione.

– Le situazioni dolorose sorgono non per distruggere la nostra vita, per renderci infelici, per guastarci il divertimento, sorgono per essere curate, per venire abbracciate con compassione.

 – Non prendersi cura di qualcosa è non prendersi cura di se stessi

 – Se potessi avere compassione (amare me stesso)

per l’odio che ho per me stesso (!),

non mi odierei più,

mi amerei

e non ci sarebbe niente di me

da cambiare.

 

– Se prendi la cosa che più ti spaventa al mondo

e la inviti a entrare,

la circondi con le braccia,

e siedi tranquillo con lei,

cosa resta da temere?

 

– L’odio di sé ti incoraggia a giudicare, poi ti bastona perchè giudichi.

Giudichi qualcuno e non è che odio di sé proiettato all’esterno, poi lo riporti su di te

quando ti prendi a bastonate perchè giudichi.

E’ come dire: “Testa perdi tu, croce perdi tu”.

– Far ritorno a chi veramente siamo significa la fine dell’illusione della separatezza, dell’egocentrismo. Per questo è tanto difficile e quasi nessuno lo fa.

– L’egocentrismo è molto potente, molto intelligente, molto determinato, perchè pensa di lottare per la sua vita.

– Dunque, più andiamo in profondità e più sembra peggio. Per questo è difficile imparare a star seduti tranquilli e non credere a niente di quel che le voci ci dicono, per questo è così cruciale trovare la compassione.

 – La vita è molto breve. Non abbiamo tempo per essere spaventati. Non ci è concesso il lusso di permettere alla paura e all’odio di governare la nostra vita.

 – La sofferenza/dolore non può essere guarita dall’odio di sé, ma solo dall’accettazione compassionevole.

Se accettiamo, se ci apriamo, la vita ci trasformerà.

Se resistiamo, se cerchiamo di scappare, dolore e sofferenza si rinforzano e creiamo di nuovo le condizioni per soffrire.

Quando lo abbracciamo, il dolore erode la sofferenza.

– Se siamo determinati e pazienti, la vita eserciterà su di noi la sua magia. A poco a poco, tutto quello che non è compassione verrà smantellato, eliminato. Il dolore e la soffrerena di aggrapparsi al condizionamento, alle convinzioni, alla paura diventeranno così forti che li lasceremo andare.

– E ogni volta che lasciamo andare, troviamo al posto della sofferenza la pace, il sollievo, il benessere, e un crescente senso di gratitudine e di compassione,

 – Cominciare a svegliarsi. Cominciare a non prendere le cose personalmente. Cominciare a vedere che la vita non è l’”errore” di nessuno.

– Semplicemente è e tu semplicemente sei e semplicemente va tutto bene.

 – Tutti i conflitti nella vita sono tra lasciar andare o aggrapparsi

aprirsi al presente o attaccarsi al passato

arrendersi o contrarsi.

 – Nel presente possiamo accoglier il passato e liberare il futuro.

Se il futuro non è libero di essere il presente che è, il nostro presente sarà sempre vissuto nel passato.

 – Vivere con compassione per se stessi dà a ognuno di voi il genitore amorevole che avete sempre desiderato.

 – Solo tu sai come vuoi e hai bisogno di essere amato.

Solo tu puoi amarti come vuoi e hai bisogno di essere amato.

Se non puoi, se non riesci (superando il tuo condizionamento) a darti quello di cui hai bisogno, come puoi pensare che qualcun altro, che non è affatto così motivato, che cerca di avere la stessa cosa per sé (magari da te!), te lo darà?

 – Persone di 40, 50, 60 anni aspettano che i genitori facciano loro da genitori.

“Non voglio dover amare me stesso. Voglio che sia mia madre ad amarmi. Voglio che mio padre mi dia quello di cui ho bisogno”.

Ci sono ottime probabilità che tutto questo non accada mai.

Se i tuoi genitori potessero amarti nel modo in cui vuoi tu, sarebbe già successo.

 – L’unica differenza tra la vita che vivi e la vita che vuoi vivere è la sensazione di essere apprezzato, amato e accettato. Incondizionatamente.

Dunque…

dallo a te stesso subito,

ora, non aspettare!

Non quando sarai cambiato.

Non quando sei in uno stato d’animo migliore.

Non quando te lo sei guadagnato.

Subito.

Puoi comininciare ad apprezzarti

perchè leggi questo libro,

perchè ti interessi,

perchè ti impegni,

perchè apri il cuore.

 

– Non c’è niente di peggio nella tiva

che vivere nella paura e nell’odio di sé.

E la cosa più triste è che vivere nella paura e nell’odio di sé non impedirà

a quello di cui hai paura e che odi di accaderti.

– L’odio di sé ti spinge fuori dall’esperienza del momento presente per farti concentrre su: “Cosa c’è di sbagliato? Che cosa ho fatto?” E’ questo autocosciente interrogarsi e analizzarsi che ti porta via dal momento presente, nel passato: “Come avrei dovuto essere invece di come sono stato?”, nel futuro: “Che cosa dovrei fare?”.

 

(In te non c’è nulla di sbagliato, Cheri Huber)

La padronanza dell’Amore (D.M. Ruiz)

Tutto è creato dall’Amore, dalla Vita. Anche la paura non è che un riflesso dell’amore, ma negli umani la paura controlla la mente, e noi interpretiamo ogni cosa secondo ciò che abbiamo nella mente. Se la mente è piena di paura, analizzeremo le nostre percezioni in base alla paura. Se c’è ira, percepiremo secondo l’ira. Le nostre emozioni sono il filtro attraverso cui guardiamo il mondo.

Possiamo dire che gli occhi sono l’espressione di ciò che sentiamo.

Percepiamo il Sogno esterno secondo i nostri occhi. Se siamo irati, vediamo il mondo con gli occhi dell’ira. Se invece lo vediamo con gli occhi della gelosia, per esempio la nostra reazione sarà diversa. Con gli occhi della pazzia tutto vi disturberà, con quelli della tristezza, piangerete perchè piove, perchè c’è rumore, per tutto. La pioggia è la pioggia. Non c’è nulla da interpretare o da giudicare, ma ciascuno vede la pioggia secondo il proprio corpo emozionale. Se siete tristi, tutto ciò che percepite vi sembrerà triste.

Ma se vete gli occhi dell’amore, vedrete amore ovunque. Gli alberi e gli animali sono fatti d’amore. L’acqua è fatta d’amore. Se percepite con gli occhi dell’amore, potete collegare la vostra volontà con quella di un altro sognatore e i vostri due sogni diventeranno uno. Con la percezione dell’amore, potete diventare una cosa sola con gli uccelli, con la natura, con un’altra persona, con tutto….

Ma per poterlo fare è necessario ripulire la mente dalla paura e percepire con gli occhi dell’amore.


Siete ciò che credete di essere. Non c’è nulla da fare eccetto essere ciò che siete: Avete il diritto di sentirvi belli e di goderne. Potete onorare il vostro corpo e accettarlo così com’è. Non avete bisogno che qualcuno vi ami. L’amore viene da dentro. Vive in voi ed è sempre lì, ma una parete di nebbia vi impedisce di vederlo. E’ possibile percepire la bellezza all’esterno solo quando riuscite a percepire la bellezza che vive dentro di voi.


Siete completi. Quando l’amore irradia da voi, non avete bisogno di cercarlo per paura della solitudine. Se amate voi stessi, potete essere soli e non c’è problema. Siete felici da soli, e anche con gli altri.


I rapporti sono un’arte. Il sogno creato da due persone è più difficile da padroneggiare di quello creato da un singolo. Per essere felici in due, bisogna che ciascuno mantenga in perfetto stato la propria metà. Entrambi avete una certa quantità di spazzatura emotiva, di cui siete respondsabili. Siete voi a dovere pulire la vostra spazzatura, non l’altro. Se il partner prova a ripulire i vostri rifiuti, probabilmente finirà con il naso rotto. Dobbiamo imparare a non immischiarci in quello che non ci riguarda….

Permettetegli di essere se stesso, di guarire senza il vostro intervento. E potete accordarvi perchè lui o lei faccia lo stesso con voi…

Guarite la vostra metà, e sarete felici. Se potete farlo, sarete pronti per un rapporto senza paura, senza bisogni. Ma ricordate: potete guarire soltanto la vostra metà. Se ciascuno dei due lavora per guarire la sua parte, vedrete un rapido progresso nel rapporto. L’amore è ciò che rende felici, e se diventate entrambi servi dell’amore, verrà un giorno in cui potrete stare insieme senza colpa e senza biasimo, senza rabbia e senza tristezza. Il giorno in cui sarete completamente aperti, solo per condividere, per servire e per dare amore, sarà un giorno meraviglioso.


Infine, se diventate consapevoli che nessun altro può rendervi felici, perchè la felicità è il risultato dell’amore che viene da dentro di voi, sarete maestri della più grande arte dei Toltechi: la Padronanza dell’Amore.


La padronanza dell’amore, Don Miguel Ruiz

 

 

Digressione

Il sacro e la danza del ventre

Ronit

Questo che segue son brani tratti dal libro La poesia della danza del ventre di Ronit Mandel Abrahami

“Se l’uomo fosse in grado di liberarsi dal velo che gli copre gli occhi fin dalla nascita, conquisterebbe la possibilità di conoscere e contemplare la vera essenza della realtà. Maya è uno stato di consapevolezza, una condizione dell’essere, Maya è dappertutto. La dea Maya, dopo la creazione della terra, ha ricoperto di un velo gli occhi degli uomini, in modo che non potessero conoscere la vera natura della realtà” (La poesia della danza del ventre, Ronit Mandel Abrahami)

Credo che questo sia un buon inizio per capire  ciò che seguirà e portarvi così a scoprire non solo in modo metaforico quel velo che Ronit ci vuole trasmettere e far conoscere nel sacro della danza. Buona lettura.

“Trovo utile comparare la danza del ventre a un processo alchemico perchè, come nell’alchimia, è necessaria un’opera di raffinamento e purificazione sia a livello fisico che spirituale, una ricerca di miglioramento che, attraverso uno svolgimento di stratificazione e depurazione, conduca da uno stato di imperfezione alla purezza. Per arrivare all’essenza dell’anima, per scoprire il diamante, è importante recuperare l’ancestrale, l’autentico, senza contaminazioni sociali e culturali che allontanano dal sé profondo.

Sacro e profano non devono essere scissi, anzi è necessario proseguire lo sforzo compiuto dall’uomo antico nel mantenere l’unità tra il sacro e la vita ordinaria, superando la frattura causata dalla convinzione che l’aspetto sacro della danza nasca in stretta connessione con il culto della Dea Madre. La scomparsa di questi rituali religiosi ha trasformato, infatti, la danza del ventre in una disciplina legata esclusivamente alla dimensione profana. Restituendole la sua natura sacra sarebbe possibile viverla come espressione profonda dell’anima, tramutando il movimento in atto di meditazione.

Il corpo è il racconto del cosmo, per chi è in grado di leggerlo.

Non basta fare le “mosse” della danza del ventre con qualche “piroetta” per creare un prodotto di qualità. La qualità è strettamente connessa a ciò che si cela dietro la danza, riguarda la consapevolezza che si è acquisita riguardo a tale disciplina. Lavorando sulla “pulizia” del movimento, si attua contemporaneamente la pulizia interiore. La danza è come la filosofia: un potente mezzo di conoscenza di sé e del cosmo. L’acquisizione della tecnica dell’interiorizzazione del movimento è necessaria per stratificare il movimento proiettandolo al centro del corpo sede della potenza energetica nella sua essenza. Per poi irradiarlo all’esterno conservando altresì il fulcro centrale. Il corpo è fondamentale se è al servizio dell’anima, come unità a sé stante si svuoterebbe della sua magia.

L’essenza del movimento significa esperienza del movimento, cioè, la consapevolezza profonda della sua interiorità e centralizzazione. Non è sufficiente apprendere il passo ed eseguirlo correttamente, perchè senza un processo di stratificazione ed elaborazione, non si può comunicare l’emozione legata a esso.

Le ballerine che danzano con tanta vanità e artificiosità non utilizzano al meglio le loro risorse, poiché la bellezza consiste nell’esprimersi attraverso l’autenticità, la purezza e l’assenza di ego. Scrutando l’ancestrale e l’inconscio è possibile accedere in un mondo fantastico dove ogni movimento rappresenta un immenso sapere atavico.

La danza del ventre incarna il femminile. I suoi movimenti costituiscono un massaggio costante all’apparato riproduttivo e un continuo risveglio della femminilità. Tuttavia, chi la pratica si sofferma spesso solo sull’aspetto formale e razionale, rendendola fredda e priva di emozione. Per viverla come un atto di magia e spiritualità sono necessarie naturalezza, spontaneità, libertà e saggezza, caratteristiche oggi rarissime, come sostiene anche Irina Naceo nel suo libro Delle antiche danze femminili.

E’ necessario un arduo lavoro per recuperare la sintonia con il misterioso archetipo femminile. La danza può fornire un valido supporto, ma occorre concepirla come parte integrante di sé, come un espediente capace di condurre, attraverso un percorso all’interno e oltre il movimento, al risveglio del femminile atavico e al raggiungimento di uno stato di benessere psicofisico. La perfezione del movimento cammina di pari passo con il risveglio della consapevolezza interiore.”

Tutti i brani sopra sono tratti dal libro La poesia della danza del ventre, di Ronit Mandel Abrahami

E’ solo un estratto, ma è decisamente un libro da leggere, e sicuramente Ronit è un’insegnante che vale la pena di conoscere ed imparare ciò che trasmette.

Grazie ancora Ronit per avermi permesso di pubblicare questo articolo.

Un abbraccio di Luce a tutti coloro che passeranno di qua

da Marck White Fearn (Lupo Bianco)

 

 

 

Anam Cara (Saggezza Celtica)

 

 

Anam Cara, IL libro della saggezza celtica, John O’Donohue,

 

Quando amiamo qualcuno, è distruttivo scavare nell’argilla della nostra appartenenza; la cosa migliore è non interferire con il nostro amore. Due persone che si amano non dovrebbero mai sentirsi in dovere di spiegare a un altro perché si amano o perché si appartengono reciprocamente. Il luogo che abitano è un luogo segreto; le loro anime sanno perché stanno insieme e devono aver fiducia in questa comunione

Anam Cara, IL libro della saggezza celtica, John O’Donohue,

 

– L’amore è la natura dell’anima; quando amiamo e permettiamo di essere amati, sempre più diveniamo parte del regno dell’eterno. La paura si muta in coraggio, il vuoto diviene pienezza e la distanza intimità.

(Anam Cara, IL libro della saggezza celtica, John O’Donohue)

 

– la concezione celtica dell’amicizia trova ispirazione e culmine nella sublime nozione dell’anam cara. Anam è la parola gaelica per anima; cara quella per amico. Anam cara significa perciò anima-amica. L’anam cara era una persona cui si potevano confidare i segreti più intimi della propria vita; quest’amicizia era un atto di riconoscimento e appartenenza.

(Anam Cara, IL libro della saggezza celtica, John O’Donohue)

 

– L’esperienza dell’anam cara (anima amica) ci apre a un’amicizia che non è ferita né limitata dalla separazione o dalla distanza, un’amicizia che resta viva anche quando gli amici abitano lontani. Poiché hanno superato le barriere della persona e dell’individuo per raggiungere il piano dell’anima, la loro unione non può essere facilmente spezzata. Quando l’anima si risveglia, lo spazio fisico viene trasfigurato: nonostante la lontananaza due amici possono rimanere in sintonia continuare a sentire il flusso della reciproca esistenza. Con il nostro anam cara risvegliamo l’eterno; in questo spazio dell’anima non esiste distanza.

(Anam Cara, IL libro della saggezza celtica, John O’Donohue)

 

– per trovare l’amore non c’è bisogno di uscire, ma dobbiamo rimanere tranquilli e lasciare che sia lui a trovarci

 

 

  • Se un’amicizia riconosce se stessa come dono, rimarrà aperta al proprio terreno di benedizione.

(Anam Cara, IL libro della saggezza celtica, John O’Donohue)

 

– Quando amiamo, apriamo il nostro cuore a un Altro. Tutte le barrire cadono, crollano le distanze difensive e concediamo a quella persona di penetrare nel più recondito santuario del nostro spirito; la nostra presenza e la nostra vita possono diventare il suo terreno. Poiché il corpo è nell’anima, quando permettiamo a qualcuno di avvicinarsi così, lo lasciamo divenire parte di noi. Nella sacra affinità del vero amore due anime sono accoppiate; il guscio esterno e i contorni dell’identità si fanno porosi, ci si permea l’un l’altro.

(Anam Cara, IL libro della saggezza celtica, John O’Donohue)

 

– L’amore permette il sorgere della comprensione, e la comprensione è preziosa: quando siamo capiti, siamo a casa. La comprensione alimenta l’appartenenza, quando ci sentiamo davvero capiti, ci sentiamo capaci di liberarci nella verità e nel rifugio dell’anima dell’altra persona.

 

– L’arte dell’amore dischiude la sacra e speciale identità dell’altra persona. L’amore è l’unica luce che può decifrare la firma segreta dell’individualità e dell’anima dell’altro; nel mondo delle origini, solo l’amore sa leggere: esso può comprendere l’identità e il destino.

 

– … si accende il lampo del riconoscimento e le braci dell’affinità prendono ad ardere. C’è un risveglio tra di noi, il senso di una conoscenza antica; l’amore apre la porta dell’antico riconoscimento; entriamo, siamo finalmente a casa. Come dice Euripide: <<Due persone, un’anima sola>>.

 

– quando due persone si amano, escono dalla solitudine dell’esilio per ritornare a casa, nella dimora dell’appartenenza.

 

-L’anima è straordinariamente intima: incontriamo l’anima di una persona prima di incontrarne il corpo. Quando incontriamo anima e corpo come un tutt’uno entriamo nel mondo dell’Altro.

Chi riesce a riconoscere con dolcezza e rispetto la profonda bellezza di questo incontro potrà scoprire incredibili possibilità di delizia ed estasi nell’atto di fare l’amore, liberando anche nell’altro la fonte interiore di amore profondo, riunendosi a lui con questa terza forza della luce, l’antico circolo che lega in origine le due anime.

(Anam Cara, IL libro della saggezza celtica, John O’Donohue)

 

 

– Meister Eckhart ha detto che nulla nel mondo assomiglia a Dio come il silenzio, il fedele amico dell’anima che disvela la ricchezza della solitudine.

 

  • Il poeta francese René Char ha scritto versi bellissimi: <<L’intensità è silenziosa, la sua immagine no. Amo tutto quanto mi abbaglia e poi aumenta le tenebre che sono in me>>. Il silenzio è presentato come una forza che dischiude profondità nascoste; esso è il fratello del divino.

– Uno dei compiti dell’amicizia è mettersi all’ascolto con compassione e creatività dei silenzi nascosti. Spesso i segreti non si rivelano nelle parole, ma restano celati nel silenzio tra di esse o nel fondo di quanto non può essere detto tra due persone.

(Anam Cara, IL libro della saggezza celtica, John O’Donohue)

 

  • La profondità e la sostanza di un’amicizia si rispecchiano nella qualità e nella difesa del silenzio che corre tra due persone.

    (Anam Cara, IL libro della saggezza celtica, John O’Donohue)

 

  • Il corpo è nell’anima, e l’anima ci permea completamente, irradiando tutto intorno a noi una luminosità segreta e delicata. Questo riconoscimento, può suggerirci un nuovo modo di pregare: chiudiamo gli occhi e rilassiamoci nel corpo, immaginando intorno a noi la luce dell’anima. Poi, con il respiro, attiriamola nel corpo e portiamola in ogni sua parte.

    (Anam Cara, IL libro della saggezza celtica, John O’Donohue)

 

– Nella mente dell’uomo c è uno specchio che coglie ogni riflesso

– L’anima è saggia e acuta, sa che l’unità alimenta l’appartenenza; essa adora l’unità

 

 

Benedizione

 

Che la luce del cuore ti guidi

Che la luce della tua anima benedica il lavoro che fai

con il segreto amore e calore del tuo cuore

Che tu veda in ciò che fai la bellezza della tua anima

Che la sacralità del tuo lavoro porti guarigione, luce e

rinnovamento a quanti lavorano con te e a quanti vedono e ricevono il tuo lavoro.

Che il tuo lavoro non ti venga mai a noia

ma liberi in te sorgenti di rinnovamento, ispirazione ed entusiasmo.

Che tu sia presente in quello che fai

Che tu non ti smarrisca ma i nella vacuità dell’assenza

Che il giorno non sia mai un peso per te

Che l’alba ti trovi desto e attento, pronto ad affrontare

la nuova giornata con i suoi sogni, le possibilità e le promesse

Che la sera ti trovi felice e appagato

Che tu possa entrare nella notte beato, protetto e difeso

Che la tua anima possa placarti, portarti consolazione e rinnovamento

 

 

Benedizione della solitudine

Che tu riconosca nella tua vita la presenza, la forza e la luce della tua anima.

Che tu comprenda che non sei mai solo,

che la tua anima, nella sua chiarezza e nella sua appartenenza,

ti leghi intimamente al ritmo dell’universo.

Che tu abbia rispetto per la tua individualità e differenza.

Che tu comprenda che la forma della tua anima è unica,

che ha un destino speciale,

che dietro la facciata della tua vita c’è qualcosa di bello e buono

che accade eternamente.

Che tu possa imparare a guardarti con la stessa gioia,

lo stesso orgoglio e la stessa attesa con cui Dio ti vede in ogni momento.

 

 

 

Miriam di Mijdel

Un ringraziamento speciale alla mia sorellina spirituale Rosy Neguinet per avermi passato il testo qui sotto riportato


“Quel giorno, i discepoli erano raccolti in cima ad una montagna.
Il Maestro stava fra loro in Silenzio.
E Myriam Gli era accanto.
Andrea disse:
«Maestro, ecco che il Tuo Silenzio ci sorprende.
Perché ci hai riuniti? Non hai niente da dirci, oggi?».
Allora l’Insegnante rispose loro:
«E voi, non avete niente da dire a me?
Perché mai la fonte dovrebbe andare incontro ai pellegrini?
Il pellegrino dimentica a volte di avere gambe per camminare.
Dimentica che non è la strada a scorrergli sotto i piedi, ma che è la sua mente a proiettarsi verso l’orizzonte.

Chiedete, se avete intenzione di ricevere.
Quando la terra ha sete
tocca a lei chiamare la pioggia».

 
Fu nel mese di giugno che lo vidi per la prima volta. Stava camminando in un campo di grano quando passai con le mie ancelle, ed era solo. Il ritmo del Suo passo era diverso da quello di tutti gli altri uomini, ed Egli si muoveva come mai prima avevo visto fare.
Non è con quell’incedere che gli uomini percorrono il mondo, e ancora oggi io non so se camminasse veloce oppure lentamente.
Le mie ancelle presero ad additarlo e a scambiarsi trepidi bisbigli, Ed io fermai il passo per un istante, e sollevai la mano per fargli un cenno di saluto. Ma Egli non volse il capo, e non mi guardò. Ed io lo odiai. Vacillai nella Sua ripulsa; e mi sentii raggelare come sotto un cumulo di neve. Avevo i brividi.
In sogno, quella notte, lo vidi. Più tardi mi dissero che durante il sonno avevo gridato, agitandomi nel letto senza quiete.

Fu nel mese di agosto che lo vidi di nuovo, dalla finestra. Sedeva nel mio giardino, all’ombra di un cipresso; ed era immobile come fosse stato scolpito nella pietra, come le statue che si vedono ad Antiochia e nelle altre città del settentrione.
E il mio schiavo, l’Egizio, venne a dirmi: “Quell’uomo è di nuovo qui. Siede laggiù, in un angolo del tuo giardino”.
Ed io guardai, e guardai ancora, e la mia anima palpitò: perché Egli era bello. Il Suo corpo non era un corpo comune, e sembrava che ognuna delle sue parti vivesse in armonia con tutte le altre.
Allora indossai vesti di Damasco e lascia la mia casa per camminare alla Sua volta.
Fu la mia solitudine o la Sua fragranza a spingermi verso di Lui? Fu l’avidità dei miei occhi affamati di bellezza? Oppure fu la Sua avvenenza a invocare la luce dei miei occhi?
Ancora oggi non lo so.
Camminai verso di Lui con le mie vesti odorose e i miei sandali d’oro, i sandali che ho avuto in dono dal generale romano: proprio questi. E quando lo ebbi raggiunto, dissi: “Buongiorno a te”.
Ed Egli mi disse: “Buongiorno a te, Miriam”.
E mi guardò, e la notte che era nei Suoi occhi mi vide come mai nessun uomo mi aveva vista. E d’improvviso mi sentìì come nuda, provai vergogna. Eppure mi aveva detto soltanto: “ Buongiorno a te”.
Gli dissi allora: “Non vuoi venire nella mia casa?”.
Ed Egli: “Non sono già in casa tua?”.
Non capìì cosa intendesse, allora; ma adesso lo so.
E gli chiesi: “Non vuoi dividere con me vino e pane?”.
Ed Egli rispose: “Si, Miriam, ma non ora”.
Non ora, non ora, disse. E in quelle due parole udii la voce del mare, e la voce del vento e degli alberi, udii. Quando le pronunciò, dentro di me la vita parlò alla morte.
Perché – ricordarlo amico mio – io ero morta. Una donna che aveva divorziato dalla propria anima, io ero. Vivevo divisa dal mio essere che tu vedi ora. Appartenevo ad ogni uomo , e a nessuno, Mi chiamavano prostituta, e posseduta dai sette diavoli, così mi chiamavano. Ero maledetta, ed ero invidiata.
Ma quando l’aurora che era nei Suoi occhi guardò nei miei, tutte le stelle della mia notte si dissolsero: ed io fui Miriam, solo Miram, una donna che si era perduta in una terra che le era nota e che ora stava ritrovando se stessa in luoghi che non aveva mai visto.
E di nuovo gli dissi: “Vieni nella mia casa a dividere con me il pane e il vino”.
Ed Egli disse: “Perché mi chiedi di essere tuo ospite?”. Ed io dissi ancora: “Ti supplico, vieni nella mia casa”.
E tutto ciò che in me era zolla, e tutto ciò che in mera cielo, lo invocava.
Allora Egli mi guardò, ed il meriggio che era nei Suoi occhi fu su di me, ed Egli disse: “Tu hai molti amanti, eppure solo io ti amo. Gli altri uomini nella tua vicinanza amano se stessi. Io in te amo te soltanto.
Gli altri uomini vedono in te una bellezza che dileguerà più veloce dei loro anni. Ma io vedo in te una bellezza che non svanirà, e nell’autunno dei tuoi giorni quella bellezza non avrà timore di guardarsi nello specchio, e non ne riceverà offesa. Solo io amo in te ciò che non si vede”.
Poi disse con voce lieve: “Và, ora. Se questo cipresso è tuo e non vuoi che sieda alla sua ombra, andrò per la mia strada”.
Ed io piansi e gli dissi: “Maestro, vieni nella mia casa. Ho per Te incenso da bruciare, ed ho un bacile d’argento per i tuoi piedi. Tu se uno straniero, eppure non lo sei. Ti supplico, vieni nella mia casa”.
Allora Egli si alzò e mi guardò nel modo in cui immagino le stagioni debbano guardare i campi, e sorrise. Po disse ancora: “Tutti gli uomini ti amano per se stessi, ma è per te che io ti amo”: Poi se ne andò.
Nessun altro uomo camminò mai come Lui cammina. Era un alito nato nel mio giardino che soffiava verso oriente? Oppure era una tempesta che avrebbe agitato fin le loro intimo tutte le cose?
Non lo sapevo, ma quel giorno il tramonto che era nei Suoi occhi uccise in me il serpente, ed io divenni una donna. Io divenni Miriam, Miriam di Mijdel.

Maria Maddalena, Gesu’ figlio dell’uomo – Kahlil Gibran—


Simon Pietro prese di nuovo la parola:
«Dicci, ora: cos’è la Realtà?».
Il Maestro disse:
«La Realtà è Ciò che ha concepito il gioco delle realtà.
La Realtà è Ciò che vi farà spostare le vostre orme dentro alle mie.
È immaginazione nella fiducia.
È ciò che genera la Conoscenza».
Il discepolo chiese ancora:
«Abbiamo sete.
Come raggiungere la Realtà?».
L’Insegnante parlò a tutti:
«Smontando ciò che non è Uno,
Contemplando la materia che inventa la frattura,
amando la frattura per i suoi giochi,
amandone i giochi per la strada che essa traccia verso il Gioco».
Poi disse ancora:
«Osando».

Simon Pietro parlò con queste parole:
«L’Uno si avvicina nella quiete e nella gioia.
L’Uno è stabile e solo.
Ma dicci come mantenere la stabilità nel cambiamento».
L’Insegnate rispose:
«Contemplando la realtà del sogno dei mondi,
poi immaginando il Sogno dietro a quel sogno».
Il discepolo Andrea si stupì davanti a tutti:
«Bisogna sognare?».
Allora il Maestro gli disse:
Bisogna uscire dal sogno dei mondi
perché la gioia nasce nel Sogno
che ha concepito il gioco dei sogni e dei mondi.
Comprenda chi vuole comprendere.
Dorma chi si compiace nel lamento dei sogni.
Vi dico questo:
L’Uno sta nel risvegliarsi al Sogno.
(Vangelo di Miriam di Mijdel)

Rosaria Neguinet Ostuni
Il Maestro non lo guardò e disse:
«Dov’è la debolezza?».
Poi, si mise in silenzio.
Simon Pietro parlò di nuovo:
«La debolezza è estranea all’Eterno.
Si è infilata nell’uomo passando dalle sue orecchie».
Andrea alzò una mano e disse: «Perché interrogare il Maestro giacché conosci la risposta?».
Allora l’Insegnante si alzò e disse:
«Anche tu la sai, ma lui incomincia a capire.
Colui che vuole comprendere per conoscere, alla fine, si rende conto che non deve seguire le mie orme,
bensì lasciare le sue spostandosi all’interno delle mie,
perché è dentro che troverà se stesso,
perché è dentro che si trova la gioia perduta,
perché è sempre dentro che si trova
la porta verso l’esterno dei mondi,
l’esterno che è il vero Interno.
Così la gioia non sorride a colui che raccoglie le mie parole,
bensì a colui che si sposta all’interno».

Uno dei discepoli chiese:
«Dicci come fare per spostarci dentro».
Allora il Maestro disse:
«Cominciate con il porvi in Lui.
Non andate nelle spaccature.
Perché, in verità, non vi è frontiera.
Soltanto gli occhi creano la frontiera
perché non vedono il Dentro che sta nel fuori.
Solo l’Occhio crea l’unione.
È attraverso l’occhio che vi porrete in Lui.
L’Occhio crea il Mondo, che fa i mondi.
L’Orecchio che intende crea l’Occhio e lo fa crescere.
Così, la realtà che si apre all’Occhio ed all’Orecchio
apre la strada ad un’altra realtà.
L’Uno nutre il molteplice
ed il molteplice rimanda sempre all’Uno.
Vi annuncio: non separate,
spostatevi fra le separazioni.
È in questo modo che voi vi porrete in voi.
Questa è la via della quiete, perché la quiete è il  centro del cambiamento».

Miriam di Mijdel

 

http://www.youtube.com/watch?v=0ZIWYBr6IKU&feature=share

 

Chiudi gli occhi e… ascolta

“Se vuoi vedere le valli

sali in vetta a una montagna;

Se vuoi vedere la vetta di una montagna,
sali su una nuvola;


se, invece, aspiri a comprendere la nuvola,
siedi, chiudi gli occhi e pensa.”

Gibran Kalhil Gibran
“La donna è come una nuvola: se aspiri a comprenderla,

non limitarti ad ascoltare quello che dice,

 ma piuttosto quello che tace!”

 

Io vedo…

 
Io non sono il vostro capo, ma il vostro servo.
Sono come la polvere ai vostri piedi. Io vedo Iddio rappresentato in voi,
e m’inchino a voi tutti.
Voglio soltanto dirvi della grande gioia che sento in Lui.
Non ho ambizioni personali, ma ho la più grande ambizione di condividere la mia gioia sprituale
con tutti i popoli della terra.
P. Yogananda
 
ninfabianca_600

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