Il sacro e la danza del ventre

Ronit

Questo che segue son brani tratti dal libro La poesia della danza del ventre di Ronit Mandel Abrahami

“Se l’uomo fosse in grado di liberarsi dal velo che gli copre gli occhi fin dalla nascita, conquisterebbe la possibilità di conoscere e contemplare la vera essenza della realtà. Maya è uno stato di consapevolezza, una condizione dell’essere, Maya è dappertutto. La dea Maya, dopo la creazione della terra, ha ricoperto di un velo gli occhi degli uomini, in modo che non potessero conoscere la vera natura della realtà” (La poesia della danza del ventre, Ronit Mandel Abrahami)

Credo che questo sia un buon inizio per capire  ciò che seguirà e portarvi così a scoprire non solo in modo metaforico quel velo che Ronit ci vuole trasmettere e far conoscere nel sacro della danza. Buona lettura.

“Trovo utile comparare la danza del ventre a un processo alchemico perchè, come nell’alchimia, è necessaria un’opera di raffinamento e purificazione sia a livello fisico che spirituale, una ricerca di miglioramento che, attraverso uno svolgimento di stratificazione e depurazione, conduca da uno stato di imperfezione alla purezza. Per arrivare all’essenza dell’anima, per scoprire il diamante, è importante recuperare l’ancestrale, l’autentico, senza contaminazioni sociali e culturali che allontanano dal sé profondo.

Sacro e profano non devono essere scissi, anzi è necessario proseguire lo sforzo compiuto dall’uomo antico nel mantenere l’unità tra il sacro e la vita ordinaria, superando la frattura causata dalla convinzione che l’aspetto sacro della danza nasca in stretta connessione con il culto della Dea Madre. La scomparsa di questi rituali religiosi ha trasformato, infatti, la danza del ventre in una disciplina legata esclusivamente alla dimensione profana. Restituendole la sua natura sacra sarebbe possibile viverla come espressione profonda dell’anima, tramutando il movimento in atto di meditazione.

Il corpo è il racconto del cosmo, per chi è in grado di leggerlo.

Non basta fare le “mosse” della danza del ventre con qualche “piroetta” per creare un prodotto di qualità. La qualità è strettamente connessa a ciò che si cela dietro la danza, riguarda la consapevolezza che si è acquisita riguardo a tale disciplina. Lavorando sulla “pulizia” del movimento, si attua contemporaneamente la pulizia interiore. La danza è come la filosofia: un potente mezzo di conoscenza di sé e del cosmo. L’acquisizione della tecnica dell’interiorizzazione del movimento è necessaria per stratificare il movimento proiettandolo al centro del corpo sede della potenza energetica nella sua essenza. Per poi irradiarlo all’esterno conservando altresì il fulcro centrale. Il corpo è fondamentale se è al servizio dell’anima, come unità a sé stante si svuoterebbe della sua magia.

L’essenza del movimento significa esperienza del movimento, cioè, la consapevolezza profonda della sua interiorità e centralizzazione. Non è sufficiente apprendere il passo ed eseguirlo correttamente, perchè senza un processo di stratificazione ed elaborazione, non si può comunicare l’emozione legata a esso.

Le ballerine che danzano con tanta vanità e artificiosità non utilizzano al meglio le loro risorse, poiché la bellezza consiste nell’esprimersi attraverso l’autenticità, la purezza e l’assenza di ego. Scrutando l’ancestrale e l’inconscio è possibile accedere in un mondo fantastico dove ogni movimento rappresenta un immenso sapere atavico.

La danza del ventre incarna il femminile. I suoi movimenti costituiscono un massaggio costante all’apparato riproduttivo e un continuo risveglio della femminilità. Tuttavia, chi la pratica si sofferma spesso solo sull’aspetto formale e razionale, rendendola fredda e priva di emozione. Per viverla come un atto di magia e spiritualità sono necessarie naturalezza, spontaneità, libertà e saggezza, caratteristiche oggi rarissime, come sostiene anche Irina Naceo nel suo libro Delle antiche danze femminili.

E’ necessario un arduo lavoro per recuperare la sintonia con il misterioso archetipo femminile. La danza può fornire un valido supporto, ma occorre concepirla come parte integrante di sé, come un espediente capace di condurre, attraverso un percorso all’interno e oltre il movimento, al risveglio del femminile atavico e al raggiungimento di uno stato di benessere psicofisico. La perfezione del movimento cammina di pari passo con il risveglio della consapevolezza interiore.”

Tutti i brani sopra sono tratti dal libro La poesia della danza del ventre, di Ronit Mandel Abrahami

E’ solo un estratto, ma è decisamente un libro da leggere, e sicuramente Ronit è un’insegnante che vale la pena di conoscere ed imparare ciò che trasmette.

Grazie ancora Ronit per avermi permesso di pubblicare questo articolo.

Un abbraccio di Luce a tutti coloro che passeranno di qua

da Marck White Fearn (Lupo Bianco)

 

 

 

Anam Cara (Saggezza Celtica)

 

 

Anam Cara, IL libro della saggezza celtica, John O’Donohue,

 

Quando amiamo qualcuno, è distruttivo scavare nell’argilla della nostra appartenenza; la cosa migliore è non interferire con il nostro amore. Due persone che si amano non dovrebbero mai sentirsi in dovere di spiegare a un altro perché si amano o perché si appartengono reciprocamente. Il luogo che abitano è un luogo segreto; le loro anime sanno perché stanno insieme e devono aver fiducia in questa comunione

Anam Cara, IL libro della saggezza celtica, John O’Donohue,

 

– L’amore è la natura dell’anima; quando amiamo e permettiamo di essere amati, sempre più diveniamo parte del regno dell’eterno. La paura si muta in coraggio, il vuoto diviene pienezza e la distanza intimità.

(Anam Cara, IL libro della saggezza celtica, John O’Donohue)

 

– la concezione celtica dell’amicizia trova ispirazione e culmine nella sublime nozione dell’anam cara. Anam è la parola gaelica per anima; cara quella per amico. Anam cara significa perciò anima-amica. L’anam cara era una persona cui si potevano confidare i segreti più intimi della propria vita; quest’amicizia era un atto di riconoscimento e appartenenza.

(Anam Cara, IL libro della saggezza celtica, John O’Donohue)

 

– L’esperienza dell’anam cara (anima amica) ci apre a un’amicizia che non è ferita né limitata dalla separazione o dalla distanza, un’amicizia che resta viva anche quando gli amici abitano lontani. Poiché hanno superato le barriere della persona e dell’individuo per raggiungere il piano dell’anima, la loro unione non può essere facilmente spezzata. Quando l’anima si risveglia, lo spazio fisico viene trasfigurato: nonostante la lontananaza due amici possono rimanere in sintonia continuare a sentire il flusso della reciproca esistenza. Con il nostro anam cara risvegliamo l’eterno; in questo spazio dell’anima non esiste distanza.

(Anam Cara, IL libro della saggezza celtica, John O’Donohue)

 

– per trovare l’amore non c’è bisogno di uscire, ma dobbiamo rimanere tranquilli e lasciare che sia lui a trovarci

 

 

  • Se un’amicizia riconosce se stessa come dono, rimarrà aperta al proprio terreno di benedizione.

(Anam Cara, IL libro della saggezza celtica, John O’Donohue)

 

– Quando amiamo, apriamo il nostro cuore a un Altro. Tutte le barrire cadono, crollano le distanze difensive e concediamo a quella persona di penetrare nel più recondito santuario del nostro spirito; la nostra presenza e la nostra vita possono diventare il suo terreno. Poiché il corpo è nell’anima, quando permettiamo a qualcuno di avvicinarsi così, lo lasciamo divenire parte di noi. Nella sacra affinità del vero amore due anime sono accoppiate; il guscio esterno e i contorni dell’identità si fanno porosi, ci si permea l’un l’altro.

(Anam Cara, IL libro della saggezza celtica, John O’Donohue)

 

– L’amore permette il sorgere della comprensione, e la comprensione è preziosa: quando siamo capiti, siamo a casa. La comprensione alimenta l’appartenenza, quando ci sentiamo davvero capiti, ci sentiamo capaci di liberarci nella verità e nel rifugio dell’anima dell’altra persona.

 

– L’arte dell’amore dischiude la sacra e speciale identità dell’altra persona. L’amore è l’unica luce che può decifrare la firma segreta dell’individualità e dell’anima dell’altro; nel mondo delle origini, solo l’amore sa leggere: esso può comprendere l’identità e il destino.

 

– … si accende il lampo del riconoscimento e le braci dell’affinità prendono ad ardere. C’è un risveglio tra di noi, il senso di una conoscenza antica; l’amore apre la porta dell’antico riconoscimento; entriamo, siamo finalmente a casa. Come dice Euripide: <<Due persone, un’anima sola>>.

 

– quando due persone si amano, escono dalla solitudine dell’esilio per ritornare a casa, nella dimora dell’appartenenza.

 

-L’anima è straordinariamente intima: incontriamo l’anima di una persona prima di incontrarne il corpo. Quando incontriamo anima e corpo come un tutt’uno entriamo nel mondo dell’Altro.

Chi riesce a riconoscere con dolcezza e rispetto la profonda bellezza di questo incontro potrà scoprire incredibili possibilità di delizia ed estasi nell’atto di fare l’amore, liberando anche nell’altro la fonte interiore di amore profondo, riunendosi a lui con questa terza forza della luce, l’antico circolo che lega in origine le due anime.

(Anam Cara, IL libro della saggezza celtica, John O’Donohue)

 

 

– Meister Eckhart ha detto che nulla nel mondo assomiglia a Dio come il silenzio, il fedele amico dell’anima che disvela la ricchezza della solitudine.

 

  • Il poeta francese René Char ha scritto versi bellissimi: <<L’intensità è silenziosa, la sua immagine no. Amo tutto quanto mi abbaglia e poi aumenta le tenebre che sono in me>>. Il silenzio è presentato come una forza che dischiude profondità nascoste; esso è il fratello del divino.

– Uno dei compiti dell’amicizia è mettersi all’ascolto con compassione e creatività dei silenzi nascosti. Spesso i segreti non si rivelano nelle parole, ma restano celati nel silenzio tra di esse o nel fondo di quanto non può essere detto tra due persone.

(Anam Cara, IL libro della saggezza celtica, John O’Donohue)

 

  • La profondità e la sostanza di un’amicizia si rispecchiano nella qualità e nella difesa del silenzio che corre tra due persone.

    (Anam Cara, IL libro della saggezza celtica, John O’Donohue)

 

  • Il corpo è nell’anima, e l’anima ci permea completamente, irradiando tutto intorno a noi una luminosità segreta e delicata. Questo riconoscimento, può suggerirci un nuovo modo di pregare: chiudiamo gli occhi e rilassiamoci nel corpo, immaginando intorno a noi la luce dell’anima. Poi, con il respiro, attiriamola nel corpo e portiamola in ogni sua parte.

    (Anam Cara, IL libro della saggezza celtica, John O’Donohue)

 

– Nella mente dell’uomo c è uno specchio che coglie ogni riflesso

– L’anima è saggia e acuta, sa che l’unità alimenta l’appartenenza; essa adora l’unità

 

 

Benedizione

 

Che la luce del cuore ti guidi

Che la luce della tua anima benedica il lavoro che fai

con il segreto amore e calore del tuo cuore

Che tu veda in ciò che fai la bellezza della tua anima

Che la sacralità del tuo lavoro porti guarigione, luce e

rinnovamento a quanti lavorano con te e a quanti vedono e ricevono il tuo lavoro.

Che il tuo lavoro non ti venga mai a noia

ma liberi in te sorgenti di rinnovamento, ispirazione ed entusiasmo.

Che tu sia presente in quello che fai

Che tu non ti smarrisca ma i nella vacuità dell’assenza

Che il giorno non sia mai un peso per te

Che l’alba ti trovi desto e attento, pronto ad affrontare

la nuova giornata con i suoi sogni, le possibilità e le promesse

Che la sera ti trovi felice e appagato

Che tu possa entrare nella notte beato, protetto e difeso

Che la tua anima possa placarti, portarti consolazione e rinnovamento

 

 

Benedizione della solitudine

Che tu riconosca nella tua vita la presenza, la forza e la luce della tua anima.

Che tu comprenda che non sei mai solo,

che la tua anima, nella sua chiarezza e nella sua appartenenza,

ti leghi intimamente al ritmo dell’universo.

Che tu abbia rispetto per la tua individualità e differenza.

Che tu comprenda che la forma della tua anima è unica,

che ha un destino speciale,

che dietro la facciata della tua vita c’è qualcosa di bello e buono

che accade eternamente.

Che tu possa imparare a guardarti con la stessa gioia,

lo stesso orgoglio e la stessa attesa con cui Dio ti vede in ogni momento.

 

 

 

12/12/12 Attivazione planetaria

““Mentre il tempo continua ad accelerare, le vibrazioni in costante aumento di frequenza cominciano a fondersi con quelle delle più alte dimensioni. Il periodo di tempo compreso fra il 12 dicembre e il 21 dicembre è un portale di fusione per tutte queste energie emergenti, durante il quale il vecchio spazio-tempo 3D si unirà alle frequenza della 5° dimensione e oltre. È venuto per voi – nel corpo nella mente e nell’anima – il momento di sintonizzarvi completamente su queste frequenze.” (canalizzazione ricevuta da Goldenlight)

                12/12/12 Lightworker Uniti.

Attivazione planetaria. Vi ricordo che il 12 dicembre: in questo giorno, saranno operative le connessioni reticolari di tutti i Cristalli Maestri, dei campi cristallini, dei nodi energetici e dei vortici-portali verso la Griglia.

 

Un abbraccio di Luce.

Marck White Fearn

“Il giorno 12 dicembre 2012, la Griglia Cristallina inizierà ad emanare un campo di energia tangibile che interagirà per induzione con l’aura umana, producendo una sorta di stato alterato di coscienza. L’effetto sarà simile a quello di una

piacevole vibrazione di sottofondo, un campo elementale di elevata risonanza prodotto da onde vive e coscienti.

In un certo senso, si potrebbe dire che il 12/12/12 si verificherà l’Ascensione stessa, e ciò che accadrà invece il 21 dicembre 2012 sarà il primo solstizio della neonata Nuova Terra. Questa definizione così ardita è plausibile perché il meccanismo del processo ascensionale si attiverà effettivamente il 12 dicembre: in questo giorno, saranno operative le connessioni reticolari di tutti i Cristalli Maestri, dei campi cristallini, dei nodi energetici e dei vortici-portali verso la Griglia.

Il 12 dicembre, per la prima volta, tutti questi aspetti cruciali si combineranno assieme in un network strutturato e interconnesso. Precisamente alle 12:12 pm, dal Cristal Vortex (una località dell’Arkansas sede di uno dei centri nodali principali della GC144, n.d.H.) l’energia ascensionale comincerà a scaturire e sarà percepita tangibilmente. L’energia scorrerà attraverso la Pinnacle Mountain, locata sopra il più vasto strato di Cristallo sotterraneo del vostro pianeta, per connettersi infine definitivamente alla Griglia.

Da quel momento in poi la Griglia sarà completamente operativa e vi assicuro che trasporterà un’energia che non avrete mai sperimentato nella vita. Le ore 12:12 pm del 12/12/12 saranno il trigger che scatenerà l’Ascensione planetaria, che avrà la sua impennata principale a Mount Pinnacle.

Il proposito dell’Ascensione è quello di espandere la coscienza della Terra e dell’umanità oltre la 3° dimensione, e di farla germogliare in un campo a 12 dimensioni.

Il campo dimensionale terrestre sarà esteso alle dimensioni dalla 5° alla 12°, che sono dimensioni di energia/coscienza cristallina, prive di polarità, caratterizzate dall’energia di Punto Zero e dalla Unità Integrale dell’essere.”

(fonte WLVS)
Foto: “Il giorno 12 dicembre 2012, la Griglia Cristallina inizierà ad emanare un campo di energia tangibile che interagirà per induzione con l’aura umana, producendo una sorta di stato alterato di coscienza. L’effetto sarà simile a quello di una piacevole vibrazione di sottofondo, un campo elementale di elevata risonanza prodotto da onde vive e coscienti. In un certo senso, si potrebbe dire che il 12/12/12 si verificherà l’Ascensione stessa, e ciò che accadrà invece il 21 dicembre 2012 sarà il primo solstizio della neonata Nuova Terra. Questa definizione così ardita è plausibile perché il meccanismo del processo ascensionale si attiverà effettivamente il 12 dicembre: in questo giorno, saranno operative le connessioni reticolari di tutti i Cristalli Maestri, dei campi cristallini, dei nodi energetici e dei vortici-portali verso la Griglia. Il 12 dicembre, per la prima volta, tutti questi aspetti cruciali si combineranno assieme in un network strutturato e interconnesso. Precisamente alle 12:12 pm, dal Cristal Vortex (una località dell’Arkansas sede di uno dei centri nodali principali della GC144, n.d.H.) l’energia ascensionale comincerà a scaturire e sarà percepita tangibilmente. L’energia scorrerà attraverso la Pinnacle Mountain, locata sopra il più vasto strato di Cristallo sotterraneo del vostro pianeta, per connettersi infine definitivamente alla Griglia. Da quel momento in poi la Griglia sarà completamente operativa e vi assicuro che trasporterà un’energia che non avrete mai sperimentato nella vita. Le ore 12:12 pm del 12/12/12 saranno il trigger che scatenerà l’Ascensione planetaria, che avrà la sua impennata principale a Mount Pinnacle. Il proposito dell’Ascensione è quello di espandere la coscienza della Terra e dell’umanità oltre la 3° dimensione, e di farla germogliare in un campo a 12 dimensioni. Il campo dimensionale terrestre sarà esteso alle dimensioni dalla 5° alla 12°, che sono dimensioni di energia/coscienza cristallina, prive di polarità, caratterizzate dall’energia di Punto Zero e dalla Unità Integrale dell’essere.”

Karuna Reiki (simboli)

Per chi ha già le attivazioni del Karuna Reiki, può essere utile avere uno schema visivo dei simboli.  I simboli si dice che son segreti ed alcuni tradizionalisti non son d’accordo sulla loro  divulgazione.

Ad ogni modo come Reiki Master ricordo che sono le attivazioni che ne permettono l’uso.

Un abbraccio di Luce

White Fearn


                                                             

La Stella che Guida (5-6 Giugno 2012) Attivazione Planetaria

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ATTIVAZIONE PLANETARIA
5-6 GIUGNO 2012
Meditazione e preghiere alla Madre Terra                
  dal 5 giugno alle ore 17.00 fino al 6 giugno alle 23.00 in tutto il Mondo

In queste giornate vi saranno diversi cerchi di Luce (cerchi di preghiera) e tante persone e gruppi collegati alla Terra.
Il passaggio di Venere offre una grande opportunità di armonizzazione.

Molti di noi chiamati Lightworkers, stanno indirizzando da tempo, le proprie energie e preghiere alla Terra.

“Ognuno dei nostri pensieri, ogni parola e ogni azione costituisce un’informazione. La nostra coscienza agisce … Questo influsso è particolarmente forte se uniamo le nostre coscienze e le indirizziamo al medesimo scopo. È questa la forza della preghiera comune: utilizziamo questa forza per donare amore e gratitudine”

Le antiche religioni sapevano che il pensiero collettivo può fare molto.
Linee di confluenza e sincroniche sono attive sulla Terra, custodite dai Maestri di Luce. Gli ultimi salti quantici e vibrazionali hanno contribuioto  a cambiare la nostra struttura energetica. Molti di noi sono pronti ad agire nel rispetto della sapienza antica per riportare alla luce la conoscenza dei campi di forza e del pensiero collettivo.
A questo punto diventa importante agire assieme.

Noi possiamo fare qualcosa. Possiamo pregare per la guarigione e la serenità delle persone, possiamo fare ponti di Preghiere, ponti per portare Luce. I gruppi di preghiera ed i Cerchi di Luce e guarigione si stanno formando ovunque.
Entriamo nel canale e colleghiamoci anche noi. Più entriamo in sintonia con l’Uno, più saremo in contatto con gli altri, ricordiamolo sempre.”

Celebriamo questoi giorni con una cerimonia tesa a inviare il nostro amore e la nostra gratitudine alla Madre Terra.
Eleviamo la nostra coscienza.

Uniamoci in  questa iniziativa, da soli o insieme ad altri.

Inviate i vostri pensieri e le vostre preghiere alla Terra. “Ogni persona è importante, ogni parola amorevole è importante, ogni goccia d’acqua cui viene inviato amore e rispetto è importante, per portare avanti e diffondere questa informazione.”

  “Il modo di organizzare la cerimonia è lasciato completamente alla vostra sensibilità. Potete pronunciare preghiere della vostra religione o anche fare visualizzazioni. Personalmente, immagino che una luce d’oro e d’argento raggiunga l’ acqua e la Terra, emanata dal cuore di ogni singola persona.

  Inviamo pensieri di Luce e benedizioni alla  Terra.

  LUCE, AMORE, PACE

 

  Gli orari più indicati per questo collegamento

sono quelli in corrispondenza del transito di Venere:

in Italia dalle 00.04 alle 6:54 del 6 giugno 


              Obiettivi della meditazione:

INVIARE PENSIERI DI LUCE, AMORE, PACE E GRATITUDINE E PERDONO ALLA TERRA
  E BENEDIRE LA MADRE CON CON PENSIERI DI  PACE
 PER LA SALUTE DEL PIANETA, A TUTTI GLI ESSERI (persone, animali, vegetali, minerali, ecc…)
 Ulteriori informazioni sui Lightoworker
 
http://whitefearn.jimdo.com/operatori-di-luce/
 

White Fearn

Un ringraziamento ai miei fratelli e sorelle nel Cammino che tengo in modo particolare e che mi sostengono

Monica Giovine,  Coaching, Lightworker
Angela P. Lightworker
Neith Lail, Lightworker

Michela – Sherazad (sorella, Danzatrice di Iside) )O( Lightoworker
Rosaria Neguinet (sorella da vite)  )O(
Shamal (sorella) Reiki  Master ed il gruppo “La foresta dei luoghi alti”
Shumani- Stefano, (fratello da vite)Lightworker
Fulvia Umer, (sorella da vite) Reiki Master

Barbara Manitu Tanka Gori (sorella) Lightoworker

Emanuela P., Lightoworker

Vera G. (sorella) )O(
Desireè Wolf Ileana (sorella), Lightoworker
Maria Rita- Marialuce (sorella di Luce) Reiki Master
Chiara, (Sorella)Figlia della Dea )O(
Bruna, Reiki Master
Angelo, Reiki Master
Ivana (sorella) Lightworker
Paola, (sorellina)Lightoworker
Margherita P., Lightworker
Ombretta C., Lightoworker
un ringraziamento speciale a Manaar Silvia Ranaam (danzatrice di Iside), che mi ha risvegliato e rivelato il passaggio di Venere

Questa iniziativa si trova anche nel mio sito:  :

http://whitefearn.jimdo.com/venere-la-stella-che-guida/

e altro mio blog:
http://blog.libero.it/FearnNellaGrotta/11350882.html

Lodi alle 21 Tare

 

 

 

 

Tara Verde, in tibetano Dölma. La liberatrice, è strettamente associata a Chenrezig, Tara Dölma è quasi inseparabile dal grande Bhodisattva della compassione. Essa personifica l’aspetto femminile della sollecitudine e dell’attività. Considerata come la forza , la potenza e la prontezza d’intervento, essa ha un’essenza molto dinamica. Per questo viene rappresentata sotto 21 forme diverse, che variano di colore, la postura e gli attributi, sebbene significhi sempre e soprattutto “Colei che salva”

Ogni volta che recitiamo Chak Tsel, l’immagine di ciascuna delle 21 Tare si assorbe in noi.

 Lodi alle 21 Tare

OM Je Tsun Ma Pag Ma Drol Ma La Ciag Tsel Lo

OM. Omaggio alla venerabile e nobile Arya Tara

1. Nirma Pamo

Tara l’Eroica e la Veloce, di colore rosso, dall’aspetto moderatamente irato, seduta nella stessa posizione della Tara Verde. Nella mano destra reggi il vaso rosso che soggioga ostacoli e interferenze.

Ciag Tsel Drol Ma Nyur Ma Pa Mo

Cen Ni Ke Cig Lok Dang Dre Ma

Jig Ten Sum Gon Ciu Kye Shel Ghi

Ke Sar Je Wa Le Ni Jung Ma

Omaggio a Tara la Veloce e l’Eroina, i cui occhi sono come il fulmine istantaneo; a Colei che sorge dal pistillo aperto del loto nato da una lacrima di Avalokitesvara, Signore dei Tre Mondi.

2. Yam Chenma

Tara la Grande Pacificatrice Saraswati, del colore della luna d’autunno. Nella mano destra reggi il vaso bianco della pacificazione che elimina tutte le malattie.

Ciag Tsel Ton Ke Da Wa Kun Tu

Gang Wa Ghia Ni Tseg Pe Shel Ma

Kar Ma Tong Trag Tsog Pa Nam Kyi

Rab Tu Ce We O Rab Bar Ma

Omaggio a Te, il cui volto è come cento lune d’autunno, completamente piene e riunite in una, irradianti una luce grande e distinguibile, superiore all’unione di mille stelle.

3. Sonam Cho Terma

Tara laDispensatrice delle virtù supreme, di colore oro, personificazione delle sei perfezioni, in particolare della perfezione dell’illuminazione. Nella mano destra reggi il vaso dell’incremento che ha il potere di prolungare la vita, di aumentare la ricchezza e il karma positivo.

Ciag Tsel Ser Ngo Ciu Ne Kye Kyi

Pe Me Ciag Ni Nam Par Ghien Ma

Jin Pa Tson Dro Ka Tub Shi Wa

So Pa Sam Ten Cio Yul Nyi Ma

Omaggio a Te, color oro, le cui mani reggono un loto blu nato nell’acqua; omaggio a Colei che in essenza è generosità, perseveranza, serenità, ascetismo, pazienza e meditazione, i veri punti di tutte le pratiche.

4. Nam Gyelma

Tara Ushnisha Vijaya, Ornamento del Capo dei Vittoriosi, di color giallo oro. Reggi il vaso giallo oro che ha il potere di aumentare la durata della vita nostra e altrui e regala i più alti livelli d’esistenza con lo sviluppo dei dieci bhumi del bodhisattva.

Ciag Tsel De Shin Sheg Pe Tsug Tor

Ta Ye Nam Par Ghial Wa Cio Ma

Ma Lu Pa Rol Cin Pa Tob Pe

Ghiel We Se Kyi Shin Tu Ten Ma

Omaggio a Te, Corona di tutti i Tathagata, che ottieni tutte le vittorie sulle infinite negatività; omaggio a Colei alla quale sono così tanto devoti i figli dei Vittoriosi, che hanno realizzato tutte le paramita senza alcuna eccezione.

5. Ri Gema

Tara la Segreta che doni l’intelligenza, di colore rosso corallo, dall’aspetto moderatamente irato, che attrai con il mudra della saggezza. Nella mano destra reggi il vaso bianco che ha il potere di attrarre e liberare tutti gli esseri dai sei reami e dal bardo.

Ciag Tsel Tuttara Hum Yi Ghi

Do Dang Ciog Dang Nam Ka Gang Ma

Jig Ten Dun Po Shab Kyi Nen Te

Lu Pa Me Par Gug Par Nu Ma

Omaggio a Te, che con le lettere TUTTARE e HUM riempi i mondi del desiderio, le direzioni e lo spazio, schiacciando con il tuo piede i sette mondi; a Te che con il Tuo potere attiri tutti gli esseri senza eccezione.

6. Gi Gema

Tara la Vittoriosa sui tre Reami, di colore rosso bordeaux. Nella mano destra reggi il vaso rosso che ha la capacità di vincere tutti gli spiriti maligni e i fantasmi così come le malattie ad essi correlate.

Ciag Tsel Ghia Cen Me La Tsang Pa

Lung La Na Tsog Wang Chuk Cio Ma

Jung Po Ro Lang Ti Sa Nam Dang

No Jin Tsog Kyi Dun Ne To Ma

Omaggio a Te, venerata da Sakra, Agni, Brahma, Marut, Colei che è onorata dai Bhuta (spiriti), Vetala (cadaveri ambulanti), Gandarva (musicisti celestiali) e Yakscia (demoni ricchi).

7. Scenki Ma Tumma

Tara l’Invincibile, di colore nero ma con una radianza rossa e dall’aspetto moderatamente irato. Reggi il vaso nero da cui si irradiano le armi che hanno il potere di distruggere i sortilegi della magia nera e le influenze diaboliche. Niente ti può attaccare.

Ciag Tsal Tred Ce Cia Dang Phet Kyi

Pa Rol Tul Kor Rab Tu Jom Ma

Ye Kum Yon Kyang Shab Kyi Nen Te

Me Bar Tug Pa Shin Tu Bar Ma

 

Omaggio a Te, che con il potere del suono di TRAD e PHE’, distruggi tutti i diagrammi magici dei nemici, li stritoli con la tua gamba destra piegata e la sinistra allungata e li bruci completamente in un vortice di fuoco ardente.

 

8. Scenle Nampar Gyelma

Tara la Conquistatrice dei demoni e dei diavoli, dall’aspetto moderatamente irato. Reggi il vaso rosso da cui si manifestano le armi in grado di distruggere tutte le influenze negative.

 

Ciag Tsel Ture Jig Pa Cen Po

Du Kyi Pa Wo Nam Par Jom Ma

Ciu Kye Shel Ni Tro Nyer Den Dze

Dra Wo Tam Ce Ma Lu So Ma

 

Omaggio a Ture, la Rapida, la Temibile, Colei che distrugge completamente i più potenti Mara; il cui viso di loto formando un’espressione di minaccia sopprime tutti i nemici senza eccezioni.

 

9. Senden La Drolma

Tara della Foresta di Sandalo, di colore bianco che mostri il mudra dei Tre Gioielli, in un aspetto pacifico e di gioventù. Reggi il vaso bianco che ha il potere di proteggere gli esseri senzienti dalle paure del samsara.

 

Ciag Tsel Kon Chog Sum Tson Chag Ghie

Sor Mo Tug Kar Nam Par Ghien Ma

Ma Lu Ciog Kyi Kor Lo Ghien Pe

Rang Ghi O Kyi Tsog Nam Trug Ma

 

Omaggio a Te, il cui petto è perfettamente adornato dalle dita nel gesto simbolico dei Tre Gioielli. La luce riunita che esce dalle tue mani, decorate con i cerchi, pervade tutte le direzioni.

 

10. Jigten Sumle Gyelma

Tara la Conquistatrice dei tre mondi, di colore rosso che esprime attaccamento. Con gli occhi completamente aperti, reggi il vaso rosso che ha il potere di esaudire tutti i desideri e di rimuovere tutti gli ostacoli materiali e spirituali.

 

Ciag Tsel Rab Tu Ga Wa Ji Pe

U Ghien O Kyi Treng Wa Pel Ma

She Pa Rab She Tu Ta Ra Yi

Du Dang Jig Ten Wang Du Dze Ma

 

Omaggio a Te, la cui corona, radiante gioia e splendore, diffonde tutt’intorno una ghirlanda di luce. Ridendo gioiosamente e pronunciando TUTTARA soggioghi tutti i mondi e i Mara.

 

11. Nor Terma

Tara la Dispensatrcie di ricchezze e di magiche realizzazioni, di colore arancione con riflessi dorati. Reggi il vaso arancione che distrugge la sofferenza della povertà e tiene sotto controllo ovunque gli esseri.

 

Ciag Tsel Sa Shi Kyong We Tsog Nam

Tam Ce Gug Par Nu Ma Nyi Ma

Tro Nyer Yo We Yi Ghe Hum Ki

Pong Pa Tam Ce Nam Par Drol Ma

 

Omaggio a Te, dotata del potere di convocare l’assemblea dei guardiani del mondo con il loro seguito. Con espressione minacciosa, fai tremare con la sillaba HUM e liberi completamente da tutte le miserie.

 

12. Tashi Dongema

Tara la Dispensatrice di buona fortuna, di colore arancione. Reggi il vaso arancione della buona fortuna.

 

Ciag Tsel Da We Dum Bu U Ghien

Ghien Pa Tam Ce Shin Tu Bar Ma

Rel Pe Tro Na O Pag Me Le

Tag Par Shin Tu O Rab Dze Ma

 

Omaggio a Te, il cui capo è coronato con una luna crescente, i cui ornamenti irradiano tutti splendidamente; da Amitaba, tra le trecce dei Tuoi capelli, brilla costantamente una luce suprema.

 

13. Dapun Sonzema

Tara la Distruttrice delle forze ostili, di colore rosso come il fuoco fiammeggiante, dall’aspetto irato. Reggi il vaso rosso che protegge dalle interferenze e sconfigge i demoni e gli ostacoli.

 

Ciag Tsel Kel Pe Ta Me Me Tar

Bar We Treng We U Na Ne Ma

Yay Kang Yon Kum Kun Ne Kor Ghe

Dra Yi Pung Ni Nam Par Jom Ma

 

Omaggio a Te, che dimori al centro del circolo di fiamme, che è simile al fuoco della fine di questo eone; con la tua gamba destra allungata e la sinistra piegata, generando gioia Tu distruggi tutte le forze ostili a chi desidera girare completamente la Ruota del Dharma.

 

14. Tonyer Chen

Tara l’Irata, di colore nero con riflessi marroni. Attui il mudra della minaccia e nella mano destra reggi il vaso nero che distrugge i demoni impedenti.

 

Ciag Tsel Sa Shi Ngo La Ciag Ghi

Til Ghi Nun Cing Zab Ghi Dung Ma

Tro Nyer Cen Dze Yi Ghe Hum Ki

Rim Pa Dun Po Nam Ni Ghem Ma

 

Omaggio a Te, che colpisci la suferficie della terra con il palmo della mano e la percuoti con il piede; con lo sguardo minaccioso e con la sillaba HUM Tu distruggi tutti i sette livelli sotto terra.

 

15. Rab Shi Ma

Tara la Completamente Pacificata, di colore bianco, Tu che reggi il vaso bianco che ha il potere di purificare tutte le negatività e le oscurazioni del karma.

 

Ciag Tsel De Ma Ghe Ma Zhi Ma

Nya Ngen De Zi Cho Yul Nyi Ma

So Ha Om Dang Yang Dag Den Pe

Dig Pa Cen Po Jom Pa Nyi Ma

 

Omaggio a Te, la gioiosa, virtuosa e pacifica, la cui terra è la pace, il Nirvana; Tu che, essendo perfettamente dotata di SO HA e OM, distruggi completamente le grandi azioni negative.

 

16. Barwe Ocemma

Tara la Risplendente che aumenti l’intelligenza, di colore rosso. Nella mano destra reggi il vaso rosso della saggezza che distrugge la magia nera.

 

Ciag Tsel Kun Ne Kor Rab Ga We

Dra Ye Lu Ni Nam Par Ghem Ma

Yi Ghe Ciu Pe Ngag Ni Ko Pe

Rig Pa Hum Le Drol Ma Nyi Ma

 

Omaggio a Te che, circondata dai Gioiosi, sottometti completamente tutti i nemici del Dharma, a Te, la Luminosa, che liberi per mezzo della HUM, sillaba seme del mantra delle Dieci Sillabe.

 

17. Pamme Norma

Tara, Colei che scuote i tre Reami. Di color zafferano e dall’ aspetto moderatamente irato. Reggi il vaso di color zafferano che soggioga le innumerevoli forze negative, i demoni e le oscurazioni e reinvia i sortilegi a chi li aveva compiuti.

 

Ciag Tsel Tu Re Zab Ni Dab Pe

Hum Gi Nam Pe Sa Bon Nyi Ma

Ri Rab Man Da Ra Dang Big Je

Jig Ten Sum Nam Yo Wa Nyi Ma

 

Omaggio a Ture, la Veloce, che calpesti con i piedi e che hai per sillaba seme HUM, Tu che scuoti i Tre mondi e le montagne Meru, Mandara e Kailash.

 

18. Magiama

Tara, Colei che si pavoneggia e guarisce da tutti i tipi di veleni, di colore bianco. Reggi il vaso bianco della medicina che vince le febbri.

 

Ciag Tsel La Yi Tso Nam Pe

Ri Dag Tag Cen Ciag Na Nam Ma

Ta Ra Nyi Jo Pe Kyi Yi Ge

Dug Nam Ma Lu Pa Ni Sel Ma

 

Omaggio a Te, che reggi nella Tua mano la luna (marcata dalla lepre), simile alla forma del lago dei Deva; recitando due volte TARE e la sillaba PHE’ Tu elimini tutti i veleni senza eccezione.

 

19. Mipam Gyelma

Tara la Regina Invincibile, Colei che dissipa i reami cattivi e la sofferenza, di colore bianco. Reggi il vaso bianco che dissolve ogni problema.

 

Ciag Tsel Lha Yi Tsog Nam Ghial Po

Lha Dang Mi Am Ci Yi Ten Ma

Kun Ne Go Cia Ga We Ji Kyi

Tso Dang Mi Lam Ngen Pa Sel Ma

 

Omaggio a Te, che sei venerata dal sovrano delle moltitudini degli dei, dai Deva e dai Kinnara; Tu generi gioia e con il tuo splendore elimini completamente tutti i conflitti e i sogni cattivi.

 

20. Ri Toma

Tara l’Eremita della Montagna, di colore arancione chiaro. Reggi il vaso arancione di medicine che sconfiggono il cancro e la lebbra e dissolve l’ignoranza e le malattie epidemiche più pericolose.

 

Ciag Tsel Nyi Ma Da Wa Ghie Pe

Cen Nyi Po La O Rab Sel Ma

Ha Ra Nyi Jo Tu Ta Ra Yi

Shin Tu Dag Po Rim Ne Sel Ma

 

Omaggio a Te, i cui occhi sono luminosi come la luce splendente del sole o della luna piena; recitando due volte HARA e TUTTARA, Tu elimini tutte le malattie epidemiche.

 

21. Oser Chema

Tara il Raggio di Luce, di colore bianco e radiante un arcobaleno di luci e le lettere Om, AH, Hum. Reggi il vaso bianco che esaudisce tutti i desideri, distrugge i demoni e resuscita dalla morte.

 

Ciag Tsel De Nyi Sum Nam Ko Pe

Zi We Tu Dang Yang Dag Den Ma

Don Dang Ro Lang No Jin Tsog Nam

Jom Pa Ture Rab Ciog Nyi Ma

 

Omaggio a Te, che sei dotata del potere che libera con lo stabilire le tre Realtà, a Te, Suprema Ture, che distruggi le moltitudini dei Garha (spiriti maligni), dei Vetala (cadaveri ambulanti) e degli Yakscia (demoni ricchi).

 

 

Tsa We Ngag Kyi To Pa Di Dang

Chag Tsel Wa Ni Nyi Shu Tsa Cig

 

Così si conclude l’elogio al mantra-radice e l’omaggio alle ventun Tare.

 

 

Preghiera delle prostrazioni

 

Korwa Le Drol Tare Ma

Tuttara Yi Jik Ghie Drol

Ture Nawa Nam Le Drol

Drolma Yum La Ciag Tsel Lo

 

Tare Ma, Madre che liberi dal Samsara; Tuttare, Tu che liberi dalle otto paure; Ture, tu che liberi da tutte le malattie: a Te, La Grande Madre Liberatrice, io mi prostro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

8 Auspici (Mantra tibetano)

 

Preghiera degli 8 auspici

 

Om Svasti

Omaggio a Buddha, Dharma e Sangha, nelle dimore delle terre d’auspicio delle dieci direzioni dove tutti i fenomeni apparenti ed esistenti sono totalmente puri e hanno la natura spontaneamente perfetta. Possa essere tutto di buon auspicio per noi.

Tararaja, Stirakausha Lamadashaya, Shri Matreya Lankara, Shri Varashubakirti, Sarva Shayodara Kirtiman, Shri Sarasattva, Shayakirti, Shri Sumero Yadaya Kaushalakirti, Shri Mantu Shakaraka Ushalasu Kirti: omaggio agli otto Sugata! Il solo udire i vostri nomi fa aumentare le circostanze favorevoli e il successo!

Manjushri il Giovane, il Glorioso Vajrapani, Avalokitesvara, il Protettore Maitreya, Ksitigarba, Arvanivarani, Skambini, Akashagarba e il nobilissimo Samantabadra: omaggio agli otto Bodisattva, capi supremi nel portare condizioni favorevoli e successo, che reggete con grazia gli otto preziosissimi emblemi (utpala, vajara, loto bianco, albero naga, gioiello, luna, spada e sole).

Le sorgenti di gioia che fanno offerte ai Buddha di tutti i tempi e di tutti i luoghi, che reggono gli otto preziosissimi emblemi: il preziosissimo parasole, gli auspicali pesci d’oro, il vaso del bene che esaudisce tutti i desideri, il grazioso fiore di Kamala, la conchiglia della fama e della gloria, il glorioso intreccio della prosperità, l’eterno stendardo della vittoria e la potentissima ruota.

Omaggio alle otto dee del Buon Augurio (bellezza, ghirlande, musica, danza, fiori, incenso, luce e profumo). Il solo pensare alle vostre qualità essenziali dà continuo incremento al successo.

Mahabrama, Shambu, Narayama, Sahasrajana, re Dritirastra, Virudaka, Virupaksha re dei Naga e Vaishravana, ognuno con i suoi elementi divini (ruota, tridente, conchiglia, vaiara, vina, spada, stupa, stendardo della Vittoria): omaggio agli otto guardiani del mondo che fanno aumentare nei tre Regni tutto ciò che è propizio e positivo.

Con la pacificazione di tutte le influenze nocive e di ogni ostacolo, possano le azioni che stiamo per compiere avere successo e realizzazioni sempre crescenti e portare buona fortuna, prosperità, felicità e pace.

 

Om Svasti
Nan sa nan dak ran shin lhun drup pe
Tashi cho chui shing na shuk pa yi
Sangye cho dang gen dun pa pe tso
Kunla chak tsal dak chak tra shi shok

Dron me gyalpo tsal ten don drup gon
Jan pel gyenpa gedrak pal dan pa
Kun la gong pa gya cher drak pa chen
Lunpo tar pak tsal drak pal dang ni

Senchen tanche la gong drak pe pal
Yishin tse pa tsal rap drak pa te
Tsen tsam to pe tashi pal pel war
De war shek pa gye la cha tsal lo

Jampel shonnu palden dorje tsin
Chenresig wang gompo jampe pal
Saji nyingpo dik pak nam bar sel
Namki nyingpo pak chok kuntu sang

Utpal dorje pe kar lu shi dang
Norbu dawa reldri nyima yi
Cha tsen lek nam tashi pal gy chok
Chang chub sempa gyela chak tsal lo

Rinchen duk chok tashi ser gy nya
Do sung bum zang yi ong kamala
Nye drak dun drang punt tsok pal beu
Mi nub gyal tsen wang gyur korlo te

Rinchen tak chok gye kyi chak tsen chen
Chok du gyalwa cho ching gye kye ma
Gek sok ngowo drenpe pal pel we
Tashi lamo gye la chak tsal lo

Tsang pa chenpo dejung se me bu
Mik tong den dang gyalpo yur kor sung
Pa kye po dang luwang mik zi zang
Nam to se te la tse korlo dang

Tri shu ma dang dung tung dorje dang
Piwan reldri choten gyaltsen dsin
Sasum nesu gelek tashi pel
Jimten kyong wa gye la chak tsal lo

Dak chak den dir cha wa tson pa la
Gek dan nyewar tsewa kun shine
Do don pal pel sam don yishin drup
Tashi delek pu sum tsok par shok ( tre volte )

(Mipham 1846 – 1912)

Miriam di Mijdel

Un ringraziamento speciale alla mia sorellina spirituale Rosy Neguinet per avermi passato il testo qui sotto riportato


“Quel giorno, i discepoli erano raccolti in cima ad una montagna.
Il Maestro stava fra loro in Silenzio.
E Myriam Gli era accanto.
Andrea disse:
«Maestro, ecco che il Tuo Silenzio ci sorprende.
Perché ci hai riuniti? Non hai niente da dirci, oggi?».
Allora l’Insegnante rispose loro:
«E voi, non avete niente da dire a me?
Perché mai la fonte dovrebbe andare incontro ai pellegrini?
Il pellegrino dimentica a volte di avere gambe per camminare.
Dimentica che non è la strada a scorrergli sotto i piedi, ma che è la sua mente a proiettarsi verso l’orizzonte.

Chiedete, se avete intenzione di ricevere.
Quando la terra ha sete
tocca a lei chiamare la pioggia».

 
Fu nel mese di giugno che lo vidi per la prima volta. Stava camminando in un campo di grano quando passai con le mie ancelle, ed era solo. Il ritmo del Suo passo era diverso da quello di tutti gli altri uomini, ed Egli si muoveva come mai prima avevo visto fare.
Non è con quell’incedere che gli uomini percorrono il mondo, e ancora oggi io non so se camminasse veloce oppure lentamente.
Le mie ancelle presero ad additarlo e a scambiarsi trepidi bisbigli, Ed io fermai il passo per un istante, e sollevai la mano per fargli un cenno di saluto. Ma Egli non volse il capo, e non mi guardò. Ed io lo odiai. Vacillai nella Sua ripulsa; e mi sentii raggelare come sotto un cumulo di neve. Avevo i brividi.
In sogno, quella notte, lo vidi. Più tardi mi dissero che durante il sonno avevo gridato, agitandomi nel letto senza quiete.

Fu nel mese di agosto che lo vidi di nuovo, dalla finestra. Sedeva nel mio giardino, all’ombra di un cipresso; ed era immobile come fosse stato scolpito nella pietra, come le statue che si vedono ad Antiochia e nelle altre città del settentrione.
E il mio schiavo, l’Egizio, venne a dirmi: “Quell’uomo è di nuovo qui. Siede laggiù, in un angolo del tuo giardino”.
Ed io guardai, e guardai ancora, e la mia anima palpitò: perché Egli era bello. Il Suo corpo non era un corpo comune, e sembrava che ognuna delle sue parti vivesse in armonia con tutte le altre.
Allora indossai vesti di Damasco e lascia la mia casa per camminare alla Sua volta.
Fu la mia solitudine o la Sua fragranza a spingermi verso di Lui? Fu l’avidità dei miei occhi affamati di bellezza? Oppure fu la Sua avvenenza a invocare la luce dei miei occhi?
Ancora oggi non lo so.
Camminai verso di Lui con le mie vesti odorose e i miei sandali d’oro, i sandali che ho avuto in dono dal generale romano: proprio questi. E quando lo ebbi raggiunto, dissi: “Buongiorno a te”.
Ed Egli mi disse: “Buongiorno a te, Miriam”.
E mi guardò, e la notte che era nei Suoi occhi mi vide come mai nessun uomo mi aveva vista. E d’improvviso mi sentìì come nuda, provai vergogna. Eppure mi aveva detto soltanto: “ Buongiorno a te”.
Gli dissi allora: “Non vuoi venire nella mia casa?”.
Ed Egli: “Non sono già in casa tua?”.
Non capìì cosa intendesse, allora; ma adesso lo so.
E gli chiesi: “Non vuoi dividere con me vino e pane?”.
Ed Egli rispose: “Si, Miriam, ma non ora”.
Non ora, non ora, disse. E in quelle due parole udii la voce del mare, e la voce del vento e degli alberi, udii. Quando le pronunciò, dentro di me la vita parlò alla morte.
Perché – ricordarlo amico mio – io ero morta. Una donna che aveva divorziato dalla propria anima, io ero. Vivevo divisa dal mio essere che tu vedi ora. Appartenevo ad ogni uomo , e a nessuno, Mi chiamavano prostituta, e posseduta dai sette diavoli, così mi chiamavano. Ero maledetta, ed ero invidiata.
Ma quando l’aurora che era nei Suoi occhi guardò nei miei, tutte le stelle della mia notte si dissolsero: ed io fui Miriam, solo Miram, una donna che si era perduta in una terra che le era nota e che ora stava ritrovando se stessa in luoghi che non aveva mai visto.
E di nuovo gli dissi: “Vieni nella mia casa a dividere con me il pane e il vino”.
Ed Egli disse: “Perché mi chiedi di essere tuo ospite?”. Ed io dissi ancora: “Ti supplico, vieni nella mia casa”.
E tutto ciò che in me era zolla, e tutto ciò che in mera cielo, lo invocava.
Allora Egli mi guardò, ed il meriggio che era nei Suoi occhi fu su di me, ed Egli disse: “Tu hai molti amanti, eppure solo io ti amo. Gli altri uomini nella tua vicinanza amano se stessi. Io in te amo te soltanto.
Gli altri uomini vedono in te una bellezza che dileguerà più veloce dei loro anni. Ma io vedo in te una bellezza che non svanirà, e nell’autunno dei tuoi giorni quella bellezza non avrà timore di guardarsi nello specchio, e non ne riceverà offesa. Solo io amo in te ciò che non si vede”.
Poi disse con voce lieve: “Và, ora. Se questo cipresso è tuo e non vuoi che sieda alla sua ombra, andrò per la mia strada”.
Ed io piansi e gli dissi: “Maestro, vieni nella mia casa. Ho per Te incenso da bruciare, ed ho un bacile d’argento per i tuoi piedi. Tu se uno straniero, eppure non lo sei. Ti supplico, vieni nella mia casa”.
Allora Egli si alzò e mi guardò nel modo in cui immagino le stagioni debbano guardare i campi, e sorrise. Po disse ancora: “Tutti gli uomini ti amano per se stessi, ma è per te che io ti amo”: Poi se ne andò.
Nessun altro uomo camminò mai come Lui cammina. Era un alito nato nel mio giardino che soffiava verso oriente? Oppure era una tempesta che avrebbe agitato fin le loro intimo tutte le cose?
Non lo sapevo, ma quel giorno il tramonto che era nei Suoi occhi uccise in me il serpente, ed io divenni una donna. Io divenni Miriam, Miriam di Mijdel.

Maria Maddalena, Gesu’ figlio dell’uomo – Kahlil Gibran—


Simon Pietro prese di nuovo la parola:
«Dicci, ora: cos’è la Realtà?».
Il Maestro disse:
«La Realtà è Ciò che ha concepito il gioco delle realtà.
La Realtà è Ciò che vi farà spostare le vostre orme dentro alle mie.
È immaginazione nella fiducia.
È ciò che genera la Conoscenza».
Il discepolo chiese ancora:
«Abbiamo sete.
Come raggiungere la Realtà?».
L’Insegnante parlò a tutti:
«Smontando ciò che non è Uno,
Contemplando la materia che inventa la frattura,
amando la frattura per i suoi giochi,
amandone i giochi per la strada che essa traccia verso il Gioco».
Poi disse ancora:
«Osando».

Simon Pietro parlò con queste parole:
«L’Uno si avvicina nella quiete e nella gioia.
L’Uno è stabile e solo.
Ma dicci come mantenere la stabilità nel cambiamento».
L’Insegnate rispose:
«Contemplando la realtà del sogno dei mondi,
poi immaginando il Sogno dietro a quel sogno».
Il discepolo Andrea si stupì davanti a tutti:
«Bisogna sognare?».
Allora il Maestro gli disse:
Bisogna uscire dal sogno dei mondi
perché la gioia nasce nel Sogno
che ha concepito il gioco dei sogni e dei mondi.
Comprenda chi vuole comprendere.
Dorma chi si compiace nel lamento dei sogni.
Vi dico questo:
L’Uno sta nel risvegliarsi al Sogno.
(Vangelo di Miriam di Mijdel)

Rosaria Neguinet Ostuni
Il Maestro non lo guardò e disse:
«Dov’è la debolezza?».
Poi, si mise in silenzio.
Simon Pietro parlò di nuovo:
«La debolezza è estranea all’Eterno.
Si è infilata nell’uomo passando dalle sue orecchie».
Andrea alzò una mano e disse: «Perché interrogare il Maestro giacché conosci la risposta?».
Allora l’Insegnante si alzò e disse:
«Anche tu la sai, ma lui incomincia a capire.
Colui che vuole comprendere per conoscere, alla fine, si rende conto che non deve seguire le mie orme,
bensì lasciare le sue spostandosi all’interno delle mie,
perché è dentro che troverà se stesso,
perché è dentro che si trova la gioia perduta,
perché è sempre dentro che si trova
la porta verso l’esterno dei mondi,
l’esterno che è il vero Interno.
Così la gioia non sorride a colui che raccoglie le mie parole,
bensì a colui che si sposta all’interno».

Uno dei discepoli chiese:
«Dicci come fare per spostarci dentro».
Allora il Maestro disse:
«Cominciate con il porvi in Lui.
Non andate nelle spaccature.
Perché, in verità, non vi è frontiera.
Soltanto gli occhi creano la frontiera
perché non vedono il Dentro che sta nel fuori.
Solo l’Occhio crea l’unione.
È attraverso l’occhio che vi porrete in Lui.
L’Occhio crea il Mondo, che fa i mondi.
L’Orecchio che intende crea l’Occhio e lo fa crescere.
Così, la realtà che si apre all’Occhio ed all’Orecchio
apre la strada ad un’altra realtà.
L’Uno nutre il molteplice
ed il molteplice rimanda sempre all’Uno.
Vi annuncio: non separate,
spostatevi fra le separazioni.
È in questo modo che voi vi porrete in voi.
Questa è la via della quiete, perché la quiete è il  centro del cambiamento».

Miriam di Mijdel

 

http://www.youtube.com/watch?v=0ZIWYBr6IKU&feature=share

 

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